Antonio Fabbri, L’informazione di San Marino: Tangentopoli. La Polizia giudiziaria all’Iss per acquisire documenti

L’informazione di San Marino

 Tangentopoli. La Polizia giudiziaria all’Iss per acquisire documenti

Interrogato Claudio Podeschi per oltre sei ore. I legali: “Ha risposto a tutto Riteniamo che ora il quadro istruttorio possa consentire la scarcerazione”  

Antonio Fabbri

SAN MARINO. E’ durato oltre sei ore l’interrogatorio da parte del giudice Alberto Buriani a Claudio Podeschi presso il carcere dei cappuccini. L’audizione è iniziata alle 11 ad orario continuato si è protratta fino alle 17 e 20. “Sui contenuti non ci possiamo pronunciare – riferisce l’avvocato Stefano Pagliai dello studio Annetta – L’interrogatorio è stato lungo perché Podeschi ha risposto a tutte le domande e fornito la spiegazione a tutte le vicende contestate, facendo riferimento a documenti che ora dovremo recuperare e produrre. Riteniamo abbia dato spiegazioni piene. All’esito dell’interrogatorio – spiega l’avvocato Pagliai – facendo riferimento sia all’audizione della signora Baruca sia a quella di Podeschi, abbiamo fatto subito istanza al giudice inquirente di revoca o comunque attenuazione della misura cautelare, ritenendo che il quadro istruttorio lo possa a questo punto consentire”.

“Siamo soddisfatti dell’interrogatorio-
ha poi ribadito
l’avvocato Annetta all’agenzia
Dire- la ricostruzione è stata non
solo plausibile ma anche serena,
a conferma che secondo Podeschi
si tratta di un gigantesco
equivoco”.

I legali confidano che la richiesta
di scarcerazione sia accolta
e, in caso contrario, sono già
pronti all’impugnazione.
Sono dunque fiduciosi i legali di
Podeschi e Baruca. Ottimismo
che avevano già espresso, una
volta viste le carte desecretate,
affermando: “C’è una spiegazione
normale per tutto”.

L’acquisizione
di documenti all’Iss

Intanto le indagini proseguono e
nei giorni scorsi è stata disposta anche l’acquisizione di documenti
all’Istituto per la sicurezza
sociale.
Relativamente all’Iss c’è, infatti,
la vicenda dell’accordo con la
Interhealth, la società canadese.
Gli inquirenti, sulla base di testimonianze
acquisite, parlano di
quello dello studio per un nuovo
ospedale come di uno dei pochi
progetti andati in porto sempre
attraverso la mediazione della
Fondazione.
Proprio su questo punto i magistrati
si erano riservati ulteriori approfondimenti e, molto probabilmente,
proprio a queste verifiche
sono mirate le acquisizioni
di documentazione demandate
al nucleo antifrode della polizia
giudiziaria nei giorni scorsi.
Quello che emerge finora è che
la fondazione riconducibile a
Claudio Podeschi fece a tramite
per l’accordo tra governo e
società canadese. Questo attraverso
contatti e incontri tenuti
da persone che nulla avevano a
che fare con la pubblica amministrazione,
ma esponenti della
fondazione. L’Iss ha dal canto
suo nei giorni scorsi precisato
di non aver portato avanti il rapporto
con la Interhealth, mentre
il movimento Rete ha formulato
una precisa interpellanza per
chiedere conto di delibere sulla
questione emesse non solo dal
precedente governo ma anche
dall’attuale. Infatti se il primo
contatto era stato di Claudio
Podeschi come segretario alla
Sanità, nel luglio 2013, una
delibera del congresso di Stato
nominava una delegazione per
esaminare un piano di fattibilità:
“Mai fatta una riunione, decadde
tutto”, ha detto a Rtv il segretario
Mussoni.

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