Antonio Fabbri – L’informazione di San Marino: Transazioni miliardarie sotto gli occhi di Bcsm con soggetti russi giapponesi e ungheresi pregiudicati

L’informazione di San Marino

Transazioni miliardarie sotto gli
occhi di Bcsm con soggetti russi giapponesi e ungheresi pregiudicati

Antonio Fabbri

Tra Ungheria,
Giappone
e Russia: operazioni sospette non segnalate da Via del Voltone
destinate a impinguare le casse di una banca, mediate da indagati e volute da
Segretari di Stato. Interrogati
ieri gli ispettori di Banca Centrale
, Francesco Ielpo e Andrea
Vivoli

Flussi di denaro per diversi miliardi di euro nell’ambito di non meglio
precisate trattative bancarie di cui Banca
Centrale
era al corrente, nelle quali i soggetti dai quali provenivano i
denari erano pregiudicati e i soggetti mediatori erano politici, ex politici
segnalati o indagati. Operazioni delle quali Via del Voltone era al corrente, ma
taciute all’autorità giudiziaria.

Questo il quadro inquientante e desolante che sta emergendo da quello che
si profila come un nuovo filone, più attuale, contemporaneo verrebbe da dire,
rispetto quelli già aperti nella maxi inchiesta sulla Tangentopoli
sammarinese
, nella quale si inseriscono gli ultimi recentissimi sviluppi.

Gli interrogatori
dei membri della vigilanza
di Banca centrale

Dopo che la settimana scorsa i
Commissari della legge avevano
interrogato il presidente Renato
Clarizia e il direttore Mario
Giannini, ieri è stata la volta dei
membri della vigilanza di banca
centrale, Francesco Ielpo e Andrea
Vivoli, sentiti anche loro in
qualità di testimoni.
Interrogatori legati tutti al sequestro
dell’imponente mole di
documentazione che i magistrati
hanno acquisito nel blitz presso la
sede di Via del Voltone.
Documentazione e interrogatori
da cui emergono come vi fossero
in atto incontri, trattative e abboccamenti
per la vendita di licenze
bancarie e altri importanti e imponenti
trasferimenti di denaro
miliardari.

Cinque miliardi di euro
dal Giappone
Una transazione da 6miliardi di
dollari circa, pari a quasi 5 miliardi
di euro, doveva arrivare presso
una banca sammarinese da un soggetto
giapponese. Una operazione
imponente nella quale, attraverso
la mediazione di Via del Voltone i
miliardi di dollari dovevano essere
trasferiti da un soggetto ungherese,
che aveva queste immense
disponibilità in Giappone, da un
istituto nipponico ad una non meglio
precisata, al momento, banca
sammarinese. Nella sostanza, Via
del Voltone si era fatta tramite
questa transazione.

Le anomalie

Numerose le anomalie che emergono
da questa vicenda e sulle
quali i magistrati hanno intenzione
di fare luce.
Intanto è anomalo che Banca
Centrale, organismo di vigilanza
del sistema, si faccia advisor,
cioè consulente, di un soggetto
privato, l’istituto sammarinese
che doveva ricevere l’imponente
mole di denaro.
Tanto denaro da rendere già di
per sé sospetta l’operazione, che
diventa ancor più dubbia quando
si verifica che il soggetto che trasferisce il denaro è un pregiudicato.
Ma il sospetto diventa
esponenziale quando a mediare
e spingere la transazione sono
uomini politici, alcuni indagati
sia dalla magistratura sia per iniziativa
della stessa Bcsm, e ripetutamente
segnalati dagli stessi
organismi di controllo di Via del
Voltone.

La mancata segnalazione

La mancata segnalazione
Da questo quadro emerge quindi
più di un dubbio sull’operato di
Banca Centrale. Una delle maggiori
perplessità della magistratura
è come mai, nonostante l’evidente
anomalia delle operazioni
prospettate, non sia stata osservata
la normativa antiriciclaggio che
impone in tali casi la denuncia
alla magistratura o, quantomeno,
la segnalazione di operazioni sospette
all’Aif. Non sarebbe stata
osservata la normativa, dunque,
proprio da chi quelle leggi è chiamato
a farle rispettare.
L’operazione saltata
L’operazione di trasferimento
di denari dal Gippone che era in
predicato, sarebbe saltata quando,
dopo l’arresto di Podeschi e
Stolfi che erano i “procuratori”
principali della transazione, la
magiastratura è intervenuta anche
con le perquisizioni in Bcsm.
Azione che ha di fatto interrotto
quella trattativa alla quale avevano
preso parte in diverse riunioni
anche attuali Segretari di Stato ed
esponenti politici.

La vendita delle banche ai russi

A fronte dei sei miliardi di dollari
che, secondo le ricostruzioni che
stanno emergendo, dovevano andare
ad impinguare la raccolta di
una banca sotto gli occhi di Bcsm
con la mediazione di soggetti segnalati
e indagati, i milioni di
euro per l’acquisto delle licenze
di Bcs ed Ecb da parte dei russi,
parrebbero quisquilie. La porzione
minore di una operazione che,
comunque, era stata caldeggiata
e promossa dagli stessi soggetti
indagati nella Tangentopoli sammarinese.
Se a questo si unisce
che vertici di Banca centrale,
membri di governo, uomini politici
partecipavano alle trattative,
il tutto senza segnalare la transazione
sospetta, fa capire quale sia
il quadro attuale sul quale la magistratura
intende vedere chiaro.

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