Antonio Fabbri – L’informazione: Gestisce residence a San Marino e Rimini. A giudizio per amministrazione infedele

L’informazione di San Marino

Gestisce residence a San Marino e Rimini, ma penalizza uno e favorisce l’altro. A giudizio per amministrazione infedele

Antonio Fabbri

Dovrà rispondere di amministrazione infedele, false comunicazioni sociali e appropriazione indebita, l’ex amministratore della società Residence San Marino Srl. Rinviato a giudizio nei giorni scorsi, dovrà comparire davanti al giudice Roberto Battaglino il prossimo 22 dicembre.

Secondo l’accusa Orfeo Bianchi, 52enne riminese e dal 2009 al 2013 amministratore del Residence San Marino, avrebbe operato in maniera infedele verso la società sammarinese da lui amministrata accollandole spese per circa 20.200 euro complessivi, senza però predisporre contratti né raccogliere pezze giustificative dei pagamenti, in questo modo impedendo di verificare l’economicità delle scelte e la consistenza dei servizi effettivamente resi. Servizi che il Residence San Marino aveva ricevuto e pagava alla società Rimini Residence di Bianchi O&C. sas. Secondo l’accusa, dunque, questi pagamenti di servizi andavano a tutto vantaggio della Rimini Residence della quale, tra l’altro, lo stesso Bianchi era socio accomandatario nello stesso periodo.

Di qui anche il secondo capo
di imputazione. Vengono
contestate all’imputato, infatti,
anche le false comunicazioni
sociali per non avere evidenziato
il suo personale conflitto
di interessi agli altri soci della
srl sammarinese, omettendo di riferire tempestivamente sui
rapporti di fornitura tra Rimini
Residence e Residence San
Marino.
Bianchi deve rispondere anche
di appropriazione indebita, in
quanto, quale amministratore,
è accusato di aver ordinato il
pagamento da parte della società
dei contributi previdenziali
personalmente dovuti all’Iss, in
ragione dei compensi percepiti
come amministratore. E’ accusato,
insomma, di aver fatto
versare alla società gli importi
che avrebbe dovuto versare
personalmente, per un importo
di circa 2500 euro.
Di qui anche l’accusa di appropriazione
indebita di cui dovrà
rispondere davanti al giudice.

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