Antonio Fabbri – L’informazione: Operazione ‘Titano’, la Cassazione annulla la condanna a carico di Livio Bacciocchi

L’informazione di San Marino

La sesta sezione penale ha annullato la sentenza a carico del notaio, rinviando gli atti ad altra Corte di Appello di Napoli per riformare la decisione

Operazione “Titano”, la Cassazione annulla la condanna a carico di Livio Bacciocchi

Antonio Fabbri

SAN MARINO. Operazione “Titano”, la Corte di Cassazione, sesta sezione penale, rende definitiva la condanna a carico di Franco Vallefuoco e, allo stesso tempo, annulla la sentenza che era stata emessa nell’ambito dello stesso processo a carico di Livio Bacciocchi, rinviando gli atti ad altra corte di secondo grado per riformare della decisione che, a questo punto, le difese confidano possa avere un esito positivo. 

La decisione della Suprema Corte è dello scorso 7 giugno. La posizione di Bacciocchi La terza sezione penale della Corte d’Appello di Napoli, il 25 maggio dello scorso anno, aveva confermato la sentenza del Gup, presa con rito abbreviato, nei confronti di cinque persone, tra cui Livio Bacciocchi, che era stato condannato a 4 anni di reclusione e al pagamento in solido, con gli altri riconosciuti colpevoli, delle spese processuali. Oltre al notaio di Dogana
era stata confermata, dalla Corte
d’Appello, la condanna anche
per Carlo Bianco, Pasquale Maisto,
Biagio Santamaria, Massimo
Venosa.


A Bacciocchi era contestato il
riciclaggio per l’episodio della
famosa Ferrari Scaglietti finita,
dopo vari passaggi, ai Casalesi.
“Già in primo grado – aveva
spiegato a suo tempo l’avvocato
Simone Sabattini del foro di
Bologna che difende Livio Bacciocchi
– la contestazione si era
grandemente ridimensionata”.
Lo stesso avvocato Sabattini
aveva subito annunciato ricorso
in Cassazione per chiedere
l’annullamento della sentenza
di secondo grado. La Suprema
Corte di Roma gli ha quindi dato
ragione cassando, appunto, la
decisione di secondo grado di
Napoli. Adesso gli atti tornano
ad altra sezione della Corte di
Appello partenopea che dovrà
riformare la precedente decisione.
Nel medesimo processo era
già intervenuta, durante il rito
abbreviato e su richiesta del Pm,
l’assoluzione di Monica Fantini
, la moglie di Livio Bacciocchi,
per “non aver commesso il fatto”.

Lo stesso processo “Titano”, a
maggio dello scorso anno, aveva
poi visto l’assoluzione, “perché
il fatto non sussiste”, di Roberto
Zavoli, in un primo momento
inquisito per la vicenda delle
Villette di Montelicciano.

Condanna confermata
per Vallefuoco

Se la Cassazione ha annullato
le condanne a carico di Livio
Bacciocchi – che oggi si trova ristretto
ai Cappuccini per il noto
caso delle mazzette nei cantieri –
e di Carlo Bianco, altro imputato
in “Titano” che era stato pure
lui condannato nei primi due
gradi di giudizio, ha invece confermato
le pene a carico degli altri.
Tra questi Franco Vallefuoco
che a San Marino era di casa ed
era socio di Roberto Zavoli oltre
ad aver utilizzato la finanziaria
Fincapital per lo sconto di assegni
e per movimentare, ripulire,
occultare denaro di provenienza
illecita.
Vallefuoco, condannato in primo
grado con rito abbreviato a 5
anni e 6 mesi e all’interdizione
perpetua dai pubblici uffici,
aveva visto decadere in seconda
istanza un capo di imputazione a
suo carico e la Corte d’Appello
gli aveva ridotto la pena a 4 anni
e 8 mesi, attenuando anche la
pena accessoria, passata dall’interdizione
dai pubblici uffici
perpetua a temporanea.
Ora, con la conferma della
Cassazione, la condanna a 4
anni e 8 mesi diventa definitiva.
“Occorrerà adesso computare i
periodi di custodia cautelare già
scontati in relazione ai capi di
imputazione per i quali è stato
condannato”, afferma il suo legale,
Giuseppe Montanile.

Venerdì scorso, 10 giugno, era
stato lo stesso Vallefuoco ad
annunciare di essere in attesa di
andare in carcere, dove è stato
condotto lunedì. “Sono andato
definitivo come pena e sto
aspettando che vengono da un
momento all’altro ad arrestarmi”,
ha scritto sul suo profilo.
Non prima di avere annunciato
“Mancherò per poco tempo…
non lusingatevi tornerò presto”.

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