Antonio Fabbri: Vendono e rivendono un’auto per riciclare denaro sporco. L’informazione

L’informazione di San Marino

Vendono e rivendono un’auto per riciclare denaro sporco

L’Audi R8
cambiò cinque
targhe ma
rimase sempre allo
stesso. Circolarono i
soldi provento di reati
contro il patrimonio

Non solo conti correnti, interposizioni fiduciarie, polizze, investimenti o strumenti finanziari per riciclare denaro di provenienza illecita, ma anche automobili. Anzi, un’automobile venduta e rivenduta, cambiando cinque targhe e veicolando ogni volta, attraverso vendite fittizie, denaro sporco. Di questo sono accusati, e dovranno rispondere appunto di riciclaggio, un bolognese 43enne, Matteo Bonaga, e un iraniano 36enne, Mohammad Ameri.

I due, che sono stati rinviati a giudizio e finiranno a processo davanti al giudice Roberto Battaglino il prossimo 14 novembre, sono accusati di aver messo in atto, tra il 2008 e il 2012, diversi passaggi di proprietà della stessa autovettura, una AudiR8. La cifra riciclata, secondo l’accusa, è di oltre 95mila euro.

Elevata, seppure non ai livelli
dei casi di riciclaggio che da
diverso tempo ormai occupano
le cronache. Resta il fatto della
singolarità dell’operazione che,
secondo l’accusa, ha consentito
di ripulire denaro ritenuto frutto
di reati contro il patrimonio
commessi in Italia.

L’auto in realtà non è mai uscita
dalla disponibilità del Bonaga
che, nel primo passaggio
della vettura, a novembre 2008,
l’aveva acquistata dalla Sms
San Marino Servizi, pagandola
95mila euro e riscattando il leasing legato alla vettura. Appena
un mese dopo Bonaga dichiarò
la cessione fittizia della macchina
alla società sammarinese
(poi revocata) Show Car Diffusion,
amministrata dallo stesso
Bonaga che, lo stesso mese, fece
una ulteriore cessione fittizia
alla società italiana Gt Garage,
ricollegabile comunque allo
stesso Bonaga. Poi la cessione
un anno dopo a Mohammad
Ameri tramite, di nuovo, la
Show Car Diffusion. Ci fu così
la reimmatricolazione sammarinese
della macchina pagata
con assegno circolare da 80mila
euro dalla Show Car, cui furono
versati contanti e preziosi da
parte di Ameri per oltre 60mila
euro. Poi, sempre attraverso
passaggi fittizi del bene, ma
con passaggi reali di denaro, la
proprietà dell’auto andò alla finanziaria
Polis, intestazione che
gli inquirenti hanno definito “di
comodo”.

Ameri deve rispondere anche di
false dichiarazioni di privato a pubblico ufficiale e di calunnia,
denunciando l’appropriazione
da parte di terzi dell’auto che
sapeva non poter essere nella
sua disponibilità essendo la
vendita a sua favore fittizia.
Quanto a Bonaga, è persona
nota alle cronache. Nell’aprile
del 2012 era stato arrestato
nell’ambito dell’operazione
“Gruppo Tnt”, con l’accusa di
far parte della banda che faceva
saltare i bancomat. Nuovi guai
analoghi li ebbe poi a novembre
2014. Matteo Bonaga, prima
dell’arresto del 2012, era già
finito nelle cronache sammarinesi
anche per la bravata di due
clienti del suo autonoleggio, che
con una Ferrari nera avevano
speronato una 500 sulla strada
verso Roma e picchiato il suo
conducente. La polizia dopo
un lungo inseguimento aveva
bloccato la Ferrari, con i due
conducenti a bordo, che risultava
noleggiata, appunto, presso la
Show Car Diffusion di Rovereta.

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