08/04/2004 Il macigno ancora sospeso del falso in bilancio e Bruxelles

Il macigno ancora sospeso del falso in bilancio
e Bruxelles
 

 

San Marino
Oggi
08/04/2004 (Bruxelles, non
meravigliano le difficoltà
)

Lunedì 29 marzo 2004 sul
CorrierEconomia del Corriere della Sera, Andrea Manzitti,
Direttore del Dipartimento delle Politiche fiscali del Ministero dell’Economia
italiano, ha ricordato papale papale che la Repubblica di San Marino, già
inserita a suo tempo nella lista nera dell’Ocse, ne era prontamente uscita
sottoscrivendo un preciso impegno di collaborazione in materia fiscale. Ha fatto
intendere, però, che a quell’impegno non sono seguiti i fatti, per cui non ci si
deve meravigliare delle difficoltà che ora si stanno incontrando a Bruxelles.

In effetti un impegno in materia
la Repubblica lo aveva assunto il 4 aprile 2000 con una lettera del Segretario
di Stato per gli Affari Esteri, Gabriele Gatti. L’impegno è stato mai
formalizzato con un atto del Consiglio? Nella lettera, fra l’altro, si accennava
ad eventuali adeguamenti legislativi, di competenza, appunto, del
Consiglio.

Un altro elemento negativo
potrebbe derivare a San Marino dal Codice Penale. Esiste un articolo (il 316)
che prevede certe pene in caso di False comunicazioni prodotte
nell’amministrazione delle società. Ebbene nel 1996 il Consiglio ha stabilito
che detto articolo non si applichi se le False comunicazioni sono
finalizzate alla evasione fiscale. In aggiunta ha modificato anche
l’articolo 389 per favorire, fra l’altro, chi si presti ad agevolare l’altrui
evasione
. L’anno dopo avevamo la Guardia di Finanza attorno ai confini!

Il falso in bilancio, dopo il
1996, è stato nuovamente oggetto di deliberazioni da parte del Consiglio specie
dopo gli ulteriori impegni che la Repubblica si è assunta con la lettera di
Gatti? La durezza con cui si esprime il dr. Manzitti, a nome non solo
dell’Italia, farebbe intendere una – sospetta – noncuranza da parte delle
autorità sammarinesi. Speriamo che le autorità sammarinesi abbiano fatto
chiarezza su questo punto nel successivo incontro – l’ennesimo in questi ultimi
anni – col Ministro degli Esteri Italiano Franco Frattini.

Chi entra in questi giorni in
Repubblica a Dogana non può non rimanere colpito dall’enorme telo che annuncia a
caratteri cubitali la nuova sede dell’ennesima nuova banca. Non pare, in questo
momento, un buon biglietto da visita anche per Roma e Bruxelles. Si ha
l’impressione che le difficoltà con cui la Repubblica si sta scontrando non
abbiano minimamente scalfito il trend ordinario del sottobosco
politico-affaristico che pare continuare a navigare imperterrito al di sopra
degli interessi del paese, della volontà dei partiti e dei singoli governanti.
Proprio mentre la gente comune comincia per la prima volta a sentire la morsa
dei rincari del vivere quotidiano e, per la prima volta, intravede l’amara
prospettiva che per figli e nipoti le condizioni di vita possano non migliorare.

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