Asset Banca su acquisto Banca Commerciale Sammarinese

(TRATTO DA ILGIORNALE.SM) Riceviamo e pubblichiamo:
L’onestà intellettuale vorrebbe che trovandosi a dover dar conto di tematiche complesse ma trasparenti (e affatto complicate) si facesse lo sforzo necessario a capire e far capire. Ci si riferisce in particolare all’acquisto di Bcs da parte di Asset Banca che continuamente viene proposto alla collettività come il colpo grosso messo a segno da quest’ultima. Tuttavia è bene specificare – per l’ennesima volta – che se un affare è effettivamente stato fatto, chi ci ha guadagnato sono stati i depositanti che hanno visto tutelati i rispettivi diritti e non l’Istituto finanziario che lo ha condotto in porto. Non ci sono stati regali per Asset Banca ma solo oneri dovuti all’utilizzo della sua liquidità e dei propri dipendenti per sistemare ogni posizione incagliata. Si trattava di salvare una Banca il cui fallimento avrebbe dato origine a numerosi problemi dei quali una realtà solida e liquida come Asset Banca si è responsabilmente fatta carico arginando il rischio altissimo di un contagio. Il 24 febbraio 2012 Asset Banca ha dunque sottoscritto due accordi, il primo per la cessione del ramo d’azienda e il secondo per quello delle quote azionarie. Entrambi i contratti sono stati pagati simbolicamente un euro perché dal ramo d’azienda risultava uno sbilancio patrimoniale negativo e sugli immobili di proprietà della Banca gravavano leasing che ne mantenevano il valore con segno meno. Per decreto era stabilito poi che lo sbilancio sarebbe stato coperto dal credito d’imposta il cui importo sarà determinato dalla capacità di recupero del credito (inutile parlare di entità del buco quando la situazione è ancora da definire). Suddetto credito di imposta serve a coprire un buco creato da una banca in difficoltà che se fosse fallita avrebbe avuto conseguenze ben più negative. Ciò è avvenuto nel solco della massima trasparenza e con la più totale disponibilità a sostenere il sistema tanto che l’art. 6 dell’accordo prevedeva che, almeno in una prima fase, l’Istituto accogliesse 6 dipendenti di Banca Commerciale Sammarinese, salvo poi deciderne l’assunzione definitiva sulla base dell’andamento dell’attività. Asset Banca non solo ha rispettato l’impegno contrattuale ma ha assunto in totale 21 dipendenti. Queste cose sono state ribadite più e più volte, ciononostante oggi c’è ancora chi fa in modo che un salvataggio nel vero senso della parola venga inteso come il frutto di un piano politico ben preciso ma dagli scopi poco trasparenti. Chi scrive in questo caso non solo fa torto a quella collettività cui dice di voler raccontare le cose in maniera chiara ma fa torto soprattutto a se stesso, facendo emergere la propria incompetenza. Qui si tratta infatti di non aver compreso un’operazione che ha avuto il merito di mettere in luce la parte migliore del Paese, quella in cui il privato e le istituzioni provano assieme a porre rimedio a una situazione di stress finanziario non dissimile da quella europea ed extraeuropea. Poi c’è la parte peggiore, quella che, forte della propria incompetenza, si ostina a voler raccontare la favola di sempre, quella di un sistema finanziario che sarebbe in fila dietro il pifferaio di Hamelin. Per fortuna non c’è nessun pifferaio ma solo azionisti, dirigenti e dipendenti qualificati che, totalmente indipendenti dalla politica, lavorano ogni giorno per portare a casa un risultato per la Banca e per il Paese. Del resto l’emergenza occupazionale impone rigore, responsabilità e rispetto del lavoro. E’ in questa logica che si rimandano ulteriori considerazioni sulla trasparenza alla lettura dei documenti pubblicati da tempo sul sito di Banca Centrale che da soli squalificano le critiche all’operazione di acquisto di Bcs. Asset Banca è una realtà complessa che può essere gestita (in maniera del tutto trasparente) solo da tecnici e che grazie a un capitale sociale frazionatissimo lo fa in maniera professionale attraverso il lavoro di 70 persone orgogliose di far parte del Gruppo.
ASSET BANCA

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