“Attacco alle istituzioni di San Marino!” L’intervento di Dario Manzaroli

Riceviamo e pubblichiamo

 

L’affaire del presunto scandalo a carico di un Reggente puzza lontano un miglio di giochetto studiato a tavolino ed attuato dai soliti burattinai nascosti ma neppure tanto. Gli stessi che hanno ridotto il Paese sul lastrico, gli stessi che hanno fatto della corruzione di tutte le Istituzioni Pubbliche un sistema di “governo” per mantenere il potere ed impossessarsi della ricchezze del Paese che sono state vandalizzate.

L’attuale Reggenza terminerà il suo mandato fra pochi giorni.

Dal 2 aprile, la Magistratura e non una manina di Palazzo avrebbe (avrà) il compito di verificare se le presunte molestie sono vere e verificabili.

Dal 2 aprile, la fine dell’attuale mandato reggenziale avrebbe messo sullo stesso piano accusato ed accusatrice al fine di stabilire la verità, qualunque essa sia.

Dal 2 aprile sarebbe stato possibile per tutti i soggetti coinvolti in un episodio di presunte “molestie”  dire la loro, accusare ma anche difendersi come è giusto e doveroso che sia.

Proprio per questo l’accusa era stata segretata ma una manina di Palazzo ha passato l’informazione ad un giornale locale. Perché?

Diceva qualcuno che a pensar male si fa peccato, ma ci si indovina sempre.

Dal 2 aprile infatti il tutto sarebbe stato un episodio poco clamoroso e  l’operazione fango sulle Istituzioni e su chi pro tempore le abita, non avrebbe potuto aver luogo, o meglio non sarebbe stata in grado di cogliere gli obiettivi destabilizzanti della malavita politica-affari che evidentemente è tutt’altro che sconfitta.

Credo realisticamente che l’antefatto importante che abbia scatenato la contromossa sia l’episodio di lite violenta che ha coinvolto un personaggio politico dell’opposizione, ex membro di spicco della maggioranza ADESSO.SM il cui Sgoverno tutti ricordiamo per fatti e misfatti.

Per la verità anche in quel caso sarebbe opportuno non trarre conclusioni affrettate ed aspettare le conclusioni dei tribunali per sapere se si è trattato di una lite familiare o di un caso odioso di violenza di genere, certo è che il clamore del fatto ha messo in grave imbarazzo il partito di appartenenza del protagonista e frapposto ostacoli al progetto di cambiamento dell’attuale maggioranza.

Di qui la necessità di controbilanciare? Attaccando chi?

Un Reggente giovanissimo, neolaureato e lontano dalle trame politica-affari degli ultimi decenni da cui nessuno dei vecchi politicanti di tutti i partiti può dirsi estraneo.

Un Reggente per bene, che ha ben figurato nel suo ruolo nonostante l’inesperienza e forse proprio grazie a quella, con ottime chances di divenire punto di riferimento per i giovani e per tutti noi ormai schifati da una politica solo bla bla e lontana dalla gente e dagli interessi del Paese.

Allora proviamo a riflettere e non fare pettegolezzi basati sui si dice.

1° La violenza di genere va combattuta in tutte le sue manifestazioni e non c’è differenza se a commetterla è l’ultimo dei cittadini o un Reggente, un maschio o una femmina.

2° Le accuse vanno provate nelle sedi opportune (i tribunali) e fino ad allora c’è la presunzione d’innocenza.

3° L’armonia fra i generi sta nella complementarità dei ruoli e non nella loro sovrapposizione o nel loro conflitto. È richiesto a tutti noi un lungo e faticoso lavorio che parta dai cambiamenti avvenuti nell’organizzazione della società e nelle culture che hanno prodotto correggendo le storture e gli sbilanciamenti (ad esempio nel diritto di famiglia).

La Magistratura verificherà i fatti a partire dal 2 aprile e giungerà alle conclusioni che consentiranno prese di posizioni fondate.

Sino ad allora uniamoci tutti in difesa delle Istituzioni democratiche e specialmente della Reggenza che ne è la più rappresentativa ed è sotto attacco.

 

Dario Manzaroli

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