Bufera a Palazzo, Rf: “Urge smentita altrimenti è meglio che tutti coloro che ricoprono cariche istituzionali pensino seriamente a dimettersi”

“Quello che la cittadinanza percepisce, purtroppo, è la triste rappresentazione di una politica che non fa più il proprio mestiere, che non discute le problematiche del Paese, non le risolve, non crea la speranza di una ripartenza ma si avvita su sè stessa in scontri tribali alimentati da qualche guastatore”.

È la posizione di Repubblica Futura che, in una nota, dà conto della riunione del Coordinamento del partito di ieri sera dove si è discusso della situazione politica e delle più recenti notizie di cronaca che hanno toccato anche la Suprema Magistratura.

RF in una nota esprime “grande e grave preoccupazione per l’immagine che la politica sta dando nel più recente periodo. Dai fatti di via Gino Giacomini, agli episodi di violenza, alle denunce contro la stampa e i cittadini, alle molestie che sarebbero state perpetrate addirittura da un Capitano Reggente. Fatti ai quali fa da corollario e da humus un clima di odio, minaccia, intimidazione e decomposizione dello stato di diritto che lasciano presagire veramente la fine di una classe politica e della convivenza democratica”.

Il partito si dice “ora e sempre garantista, e ha dato più volte prova della correttezza dei propri rappresentanti nelle istituzioni non sottraendosi ad ogni tipo di accertamento che, spesso anche in maniera capziosa, si è voluto da più parti promuovere: non temiamo la verità e ribadiamo la volontà e la necessità di rendere conto costantemente ai cittadini delle nostre condotte, senza accettare logiche basate su una antidemocratica presunzione di colpevolezza ma consci della necessità di preservare sempre la credibilità delle istituzioni.

Purtroppo però, mai come nelle ultime ore, il doppiopesismo e la volontà di usare episodi personali a fini politici, ha messo in evidenza la pericolosità di certi soggetti che da troppo tempo stanno inquinando la vita politica.

Come commentare diversamente le reazioni del Capogruppo di NPR Gian Nicola Berti, che, davanti al triste episodio che ha visto protagonista il Segretario di Libera, in pochi secondi ha fornito premesse, conclusioni e condanna finale con tanto di scherno, uniti ad una strampalata interpellanza per accertare la verità? Dove erano in questo caso presunzione di innocenza ed indipendenza del Tribunale nell’accertare i fatti? Che dire di una classe politica attonita che ha affrontato il “codice etico” dei Consiglieri tra ipocrisie ed imbarazzi, senza spendere neppure una parola su quanto sarebbe accaduto alla massima istituzione del nostro Paese? Perché NPR e Gian Nicola Berti anche in questo caso non hanno presentato una interpellanza per accertare la verità, perché non hanno espresso condanna e preso le distanze da quanto pare essere accaduto?”.

Nella nota Rf spiega di aver adottato “lo stesso comportamento in un caso e nell’altro, certa che tali questioni vadano risolte ed accertate nelle sedi opportune e che la politica non possa mai venire meno ad un principio: quello di garantire la dignità delle persone ma anche di tutelare le istituzioni.

Certo la cosa peggiore sarebbe anche solo dare l’impressione che la legge non sia uguale per tutti, che chi detiene una certa carica sia tenuto a pagare di più per un fatto non vero o, ancora peggio, che si possa ottenere l’impunità o un colpo di spugna solo perché alcune condotte siano commesse esercitando un certo ruolo istituzionale. Ciò sarebbe la fine della credibilità delle istituzioni e della democrazia.

L’unico presidio a questo pericolo sono la correttezza dell’Amministrazione, dei funzionari e delle persone che ricoprono cariche istituzionali, ed una forte tutela e valorizzazione del ruolo della stampa libera che, davanti a comportamenti distorti, siano pronti a prendere le distanze e a denunciare i fatti: a queste persone, uomini e donne, RF sarà sempre accanto.

Infine, non si può tacere, con tutte le cautele e le riserve del caso, come questa questione tocchi da vicino la credibilità dell’istituzione cui i sammarinesi sono più legati: la Reggenza. È urgente – crediamo – che giunga una precisa e puntuale smentita alle notizie che tutti abbiamo letto, con buona pace delle panzane che si ostina a scrivere il Congresso di Stato (tra presunti dovuti mutismi e rinnovate minacce alla stampa). Se così non sarà, se non ci sono le condizioni per farlo, allora la questione è davvero seria, anzi drammatica, e non resta altro a tutti coloro che ricoprono cariche istituzionali di pensare seriamente a dimettersi, per salvaguardare le istituzioni stesse e quel che resta della loro credibilità e per aprire una nuova fase di decoro e di dignità”.

In conclusione Rf desidera manifestare la propria “totale vicinanza ed il nostro pieno sostegno alle donne che, se i fatti saranno confermati, potrebbero essere state vittima di fenomeni che non dovrebbero mai avvenire; donne che il Congresso di Stato pare ricordare solo a corrente alternata. Anche su questo auspichiamo che le istituzioni preposte facciano piena luce nei tempi più rapidi”.

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