Certificazione telematica dei ricavi. Si avvii un confronto con le associazioni

Pur accogliendo con un sospiro di sollievo lo spostamento dell’entrata in vigore del DD 134/2014 – Certificazione dei ricavi economici in via telematica – l’Unione Sammarinese Operatori del Turismo (USOT) non si considera soddisfatta e, anzi, ritiene necessario l’avvio URGENTE di un confronto con la Segreteria di Stato per le Finanze, per ridiscutere totalmente un sistema di certificazione insostenibile, impraticabile ed antieconomico.

USOT non mette il discussione il principio di certificazione dei redditi introdotto dalla Legge Tributaria, ma ritiene che gli stessi obiettivi si possano ottenere con modalità più moderne, veloci, meno gravose per le attività e senza affossare la funzione originaria della SmaC, nata, ricordiamo, per incentivare il consumo interno ed attrarre nuova clientela dai territori limitrofi, ma che rischia di scomparire per colpa dell’infelice scelta di trasformarla in uno strumento di controllo fiscale.

Per quanto riguarda lo sciopero dei commercianti del Centro Storico del primo ottobre, pur condividendo le preoccupazioni dei promotori, riteniamo che per garantire il successo di qualsiasi manifestazione di protesta è necessaria un’adeguata organizzazione e i tempi e le modalità di questa iniziativa non l’hanno permesso. USOT, insieme alle altre Associazioni, sta da tempo definendo delle controproposte tecniche al sistema introdotto che presenterà al più presto al Congresso di Stato, se il Governo continuerà a non voler dialogare con le Associazioni di Categoria, allora scenderemo in campo con iniziative di protesta che toccheranno non solo il Centro Storico, ma tutto il territorio.

Stigmatizziamo, infine, il comportamento di queste settimane della CSU, generalizzare e criminalizzare un intero comparto non serve per trovare soluzioni condivise e, anzi, porta a situazioni come quella attuale, la creazione di provvedimenti che risultano nella pratica inattuabili, in quanto creano problemi all’operatività giornaliera delle aziende, dimenticandosi che senza impresa non esisterebbero i lavoratori. Qualora le forza sindacali volessero avviare un confronto costruttivo con i Rappresentanti di Categoria, invece che continuare con inutili contrapposizioni e polemiche, troverà piena disponibilità nelle Associazioni.Pur accogliendo con un sospiro di sollievo lo spostamento dell’entrata in vigore del DD 134/2014 – Certificazione dei ricavi economici in via telematica – l’Unione Sammarinese Operatori del Turismo (USOT) non si considera soddisfatta e, anzi, ritiene necessario l’avvio URGENTE di un confronto con la Segreteria di Stato per le Finanze, per ridiscutere totalmente un sistema di certificazione insostenibile, impraticabile ed antieconomico.

USOT non mette il discussione il principio di certificazione dei redditi introdotto dalla Legge Tributaria, ma ritiene che gli stessi obiettivi si possano ottenere con modalità più moderne, veloci, meno gravose per le attività e senza affossare la funzione originaria della SmaC, nata, ricordiamo, per incentivare il consumo interno ed attrarre nuova clientela dai territori limitrofi, ma che rischia di scomparire per colpa dell’infelice scelta di trasformarla in uno strumento di controllo fiscale.

Per quanto riguarda lo sciopero dei commercianti del Centro Storico del primo ottobre, pur condividendo le preoccupazioni dei promotori, riteniamo che per garantire il successo di qualsiasi manifestazione di protesta è necessaria un’adeguata organizzazione e i tempi e le modalità di questa iniziativa non l’hanno permesso. USOT, insieme alle altre Associazioni, sta da tempo definendo delle controproposte tecniche al sistema introdotto che presenterà al più presto al Congresso di Stato, se il Governo continuerà a non voler dialogare con le Associazioni di Categoria, allora scenderemo in campo con iniziative di protesta che toccheranno non solo il Centro Storico, ma tutto il territorio.

Stigmatizziamo, infine, il comportamento di queste settimane della CSU, generalizzare e criminalizzare un intero comparto non serve per trovare soluzioni condivise e, anzi, porta a situazioni come quella attuale, la creazione di provvedimenti che risultano nella pratica inattuabili, in quanto creano problemi all’operatività giornaliera delle aziende, dimenticandosi che senza impresa non esisterebbero i lavoratori. Qualora le forza sindacali volessero avviare un confronto costruttivo con i Rappresentanti di Categoria, invece che continuare con inutili contrapposizioni e polemiche, troverà piena disponibilità nelle Associazioni.

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