Cesena. 4 ragazzi cesenati al lavoro nei campi confiscati alla mafia in Puglia. Corriere Romagna

Cesena. 4 ragazzi cesenati al lavoro nei campi confiscati alla mafia in Puglia. Corriere Romagna

Corriere Romagna: Al lavoro nei campi della mafia /
L’esperienza di 4 ragazzi cesenati in Puglia in villa e terreni confiscati

 

CESENA. Due ragazzi volontari dell’Arci cesenate hanno partecipato ai campi antimafia a Torchiarolo in Puglia la scorsa estate. E ora Lorenzo Benvenutie Gianluca Corzani,anche a nome di altri due compagni di viaggio, raccontano la loro esperienza per filo e per segno in una sorta di diario. «Partiamo a cuor leggero, sebbene affaticati dall’ardua sfida con la maturità, in un afoso dieci di luglio – attaccano -. Siamo quattro diciannovenni cesenati animati dalla voglia di intraprendere un viaggio di formazione e dalla necessità di conoscere un fenomeno troppo spesso relegato, dall’opinione pubblica alle problematiche regionali, quando in realtà si tratta di un cancro sociale, culturale ed economico che logora l’intera penisola e tutti i suoi cittadini». (…)

«Gaudenti della beffa al sopracitato, lavoriamo per dieci giorni i terreni in gestione alla Cooperativa Libera-Terra di Puglia e, nello specifico, i campi “Hiso Thelaray”, il cui nome deriva da un lavoratore di origine albanese ucciso brutalmente dal caporalato, ulteriore veleno di questa incantevole terra martoriata dal crimine organizzato. Alla guida di lavori e spirito il buon Vincenzo, socio della cooperativa e coltivatore diretto dei quaranta ettari confiscati alla Sacra Corona». (…)

«Abbiamo imparato tante cose sulla terra in cui stavamo grazie alle testimonianze e ai volti dei tanti che abbiamo incontrato, almeno altrettante che dal suono delle cicale, dagli odori
Luca Porfiri e Paolo Lucchi
alla città e ai suoi problemi. Il sindaco si è poi soffermato anche sui temi della semplificazione burocratica e dei tempi di risposta dell’amministrazione comunale. Poi con- fronto sul piano strutturale della città con scelte più lontane nel tempo che possano ipotizzare la Cesena del futuro con una diversa collocazione dell’ospedale e dello stadio.
del terreno e dai tramonti. Anche se trovavamo diversamente interessanti gli incontri avuti, sicuramente da ognuno di essi potevamo trarre un insegnamento prezioso su una terra, la Puglia, annichilita prima ancora che dalla presenza mafiosa, dal pregiudizio».
(…)

 

 

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