‘Che fine hanno fatto i crediti monofase?’. Civico10

L’ultimo riferimento sulla questione dei crediti monofase, fatta dall’allora Segretario di Stato alle finanze Claudio Felici, risale all’aprile 2014. In quell’occasione venne fatto riferimento ai “crediti valutati di dubbia esigibilità”, che ammontavano a 207 milioni di euro.

Sui crediti monofase, ma anche su come possano essersi accumulati, era stata avviata una commissione amministrativa di indagine di cui abbiamo perso le tracce.

Sappiamo che si tratta di crediti di difficile esigibilità, in quanto le aziende che hanno accumulato le quote più importanti non esistono più, e molte hanno chiuso in malo modo senza possedere capitali utili al rientro di tali debiti. Come ricordato due anni fa, l’unica possibilità rimasta allo Stato per cercare di recuperare il recuperabile, è quella di esplorare la possibilità legale di condurre azioni di responsabilità civile contro gli amministratori delle società che hanno chiuso lasciando debiti monofase con lo Stato senza concordare piani di rientro, in modo da tentare di aggredire i patrimoni personali di chi si è reso responsabile di certi buchi.

Lo sapeva bene anche il Governo del 2006 che se lo era riproposto con la delibera n.93 del 6 marzo 2006, inspiegabilmente mai applicata.

E’ importante procedere con decisione su questa strada e comunicarlo alle persone, non tanto perché si potrebbero ancora recuperare risorse, seppur minime, per un bilancio in grossa difficoltà, ma anche e soprattutto perché si lancerebbero messaggi chiari alla cittadinanza sul fatto che è finito il tempo delle impunità per i furbetti. Questo risulta ancora più fondamentale oggi che è necessario richiedere sacrifici economici a tutti i sammarinesi per mettere in sicurezza il bilancio.

Riproponiamo quindi con forza di percorrere celermente la strada individuata dalla delibera del Governo n.93/2006 e ci chiediamo: dopo il riferimento di quell’aprile 2014, cosa è stato fatto in tal senso?

Come politica dovremmo mettere in campo tutte le azioni possibili affinché si possano dare segnali di cambiamento, a prescindere dai risultati concreti raggiungibili. Talvolta anche l’impegno e la determinazione nel tentare di ottenere obiettivi rilevanti genera fiducia nel Paese.

Altrimenti risulta sterile parlare di cambiamento, è inutile parlare di sacrifici, è inutile chiedere fiducia alla cittadinanza, perché non ci seguirà più.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy