Civico10 sulla privatizzazione dell’AASS

Sarebbe interessante comprendere esattamente il significato che il Governo attribuisce alla parola “spending review”. A giudicare dalle ultime azioni, pare sia esclusivamente quella di rinunciare ai gioielli di famiglia.

Con la finanziaria è iniziato l’attacco al nostro ottimo welfare ma Bene Comune, non pago di ciò, ora punta al colpo grosso: attaccare anche l’Azienda dei Servizi che, oltre ad essere incredibilmente strategico per il Paese, costituisce uno dei pochi asset pubblici che non rappresenta un costo ma, al contrario, incamera utili.

Ci chiediamo, infatti, quale mente contorta possa pensare di privatizzare servizi essenziali come acqua, gas ed energia, considerati monopoli naturali nei grandi Paesi, figuriamoci in un microstato. Quale mente contorta possa pensare che un monopolio naturale privatizzato possa fornire migliori servizi a costi minori, quando ovunque nel mondo l’esperienza afferma l’esatto contrario. Quale mente contorta possa credere che privatizzare questi servizi possa essere nell’interesse dei Cittadini.

Vien da rispondere: nessuno! Ed la risposta è esatta. Perché non sono questi i ragionamenti che muovono il Governo, ma solo la volontà di permettere ai poteri forti e ai soliti amici di mettere le mani sulle risorse strategiche per la nostra comunità, quelle che hanno a che fare coi servizi primari alle persone. Un business dalle proporzioni gigantesche a danno dei Cittadini.

Ma il Governo a breve risponderà dicendo: “Tranquilli, la Società per Azioni di diritto privato che nascerà, sarà al 100% pubblica”. Risposta che non ci tranquillizza per nulla. Primo, perché creare una S.p.A. è solo il primo passo per una successiva privatizzazione piena (si sa, quando si scoperchia la pentola, poi viene l’acquolina in bocca…). Secondo, perché non è un caso che il Governo faccia questa scelta proprio per l’unico Ente pubblico che è in utile e gestisce servizi così strategici, dopo averla già fatta per un Ente come le Poste che gestirà servizi finanziari molto remunerativi. Perché iniziare proprio da questi due Enti? Probabilmente perché sono gli unici interessanti e succulenti per i privati… guarda caso.

Noi ci opporremo strenuamente a queste scelte, fino anche, e lo diciamo fin da ora, ad arrivare a promuovere un referendum abrogativo.

Non accettiamo che si possa smantellare un passo dopo l’altro il ruolo dello Stato in servizi così strategici per la nostra piccola comunità e la nostra sovranità.

Se ci sono inefficienze nel pubblico, il nostro movimento ha le proposte per eliminarle: responsabilizzare i dirigenti,  fornire un budget definito, autonomia nell’organizzazione e nella gestione del personale, introdurre parametri per la loro valutazione legati anche alla soddisfazione dei cittadini/utenti, effettuare una valutazione indipendente (non certo del Governo…), legare lo stipendio del dirigente e la sua stessa permanenza in ruolo ai risultati ottenuti.

In poche mosse avremmo reso efficienti i servizi pubblici, a beneficio di tutti. Non serve privatizzare, ma avere la volontà politica di riformare nel profondo il sistema.

A meno che non si voglia solo favorire gli amici degli amici. Come vuole fare Bene Comune. E allora sarà opposizione dura.

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