Comitato scuola sulla ratifica del decreto

Venerdì 6 giugno una rappresentanza del Comitato per la qualità della scuola ha incontrato i capogruppo consiliari per un confronto sul Decreto Delegato per il comparto scuola, che prevede una riorganizzazione ai fini del contenimento della spesa. Il DD verrà ratificato nella seduta odierna del Consiglio Grande e Generale. Durante l’incontro si sono trattati molteplici argomenti riguardanti la scuola, partendo dal presupposto che il momento comunque richiede dei sacrifici a tutti i settori. Oggetto della discussione è stato in particolare l’articolo 12, che prevede un innalzamento nel rapporto numerico educatorebambino nel settore Asilo Nido, quale unico provvedimento che il Comitato ritiene possa comportare notevoli ricadute sul piano della qualità dell’offerta formativa. Il Comitato, insieme a una piccola delegazione di educatori Nido, ha fermamente richiesto ai rappresentanti di tutti i partiti di mantenere l’attuale rapporto numerico all’interno delle strutture pubbliche, che negli ultimi anni a causa della spending review hanno già accusato gli effetti della crisi. Il personale del Nido, che sta mettendo in campo tutte le risorse per mantenere alta la qualità di questo delicatissimo servizio, nonostante le mancate sostituzioni in caso di assenza del personale, ha efficacemente spiegato ai rappresentanti delle varie forze politiche che non si tratta di opporsi a un cambiamento di poco conto, ma di poter continuare a garantire ai bambini e alle loro famiglie la giusta qualità che questa fascia di età così delicata merita. Per quanto riguarda il problema delle mancate sostituzioni, che interessa tutti gli ordini di scuola, è stato garantito che verranno coperte laddove vi sia necessità, ora ci aspettiamo che questi intenti verbali si tramutino in atti concreti

In merito al provvedimento che innalzerà in prospettiva il rapporto numerico dei nidi, i rappresentanti delle forze politiche che lo appoggiano hanno invece sostenuto che il Decreto Delegato non andrà, almeno nel prossimo futuro,  a modificare i rapporti adulto/bambino, che altri Paesi hanno questi rapporti e che è già stato accordato con i Sindacati un monitoraggio per controllare gli effetti che il Decreto avrà nella scuola. Sostengono tuttavia che in tempo di crisi anche questo provvedimento straordinario sia necessario ai fini del contenimento della spesa.

Il Comitato per la qualità della scuola non si sente affatto rassicurato da queste posizioni. I Paesi che hanno rapporti adulto/bambino più alti non sono certamente da prendere come esempio virtuoso. Affermando che non cambieranno nell’immediato i rapporti numerici ma che il provvedimento è comunque opportuno ai fini del risparmio la contraddizione diventa inoltre palese: se nulla cambia a cosa serve monitorare il cambiamento? In prospettiva comunque il provvedimento troverà per forza attuazione..si aspetta forse che si calmino le acque? Il timore resta quello che la nostra eccellenza nell’ambito 0-3 anni possa venire meno e passare dall’essere un servizio educativo di alto livello ad un servizio sociale di custodia del bambino. I dubbi e le preoccupazioni restano dunque tali, e preoccupa ancora di più il pressapochismo con il quale si affrontano le politiche scolastiche, palese nello “stratagemma” del monitoraggio degli effetti del Decreto da parte dei sindacati come garanzia e verifica a posteriori della tenuta della qualità.

Seppur condivise da migliaia di persone che hanno apposto la loro firma per richiedere di non prevedere tagli di questo tipo in tutti gli ordini scolastici, le nostre richieste sembrano dunque essere cadute nel vuoto, nonostante tutte le evidenze spiegate dalle educatrici.

Non accettiamo esperimenti di questo tipo sulle spalle dei bambini! Siamo stanchi e delusi di una politica che procede per continui rattoppi, che finisce sempre per colpire le fasce più deboli e che mentre lo fa, si rammarica anche di non poter fare diversamente.

Chiediamo dunque a tutti i Consiglieri che prenderanno parte al dibattito e alla successiva votazione di votare secondo coscienza, per garantire ad una consolidata e trentennale organizzazione dei servizi alla prima infanzia di poter continuare ad operare al meglio anche per le future generazioni.

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