COMUNICATO STAMPA Partito Socialista. Riforma tributaria

A riforma tributaria approvata, siamo costretti a constatare che tutte le perplessità ed i dubbi che il Partito Socialista aveva manifestato, si sono purtroppo puntualmente verificati. 

Tra la gente comune, tra gli operatori, negli uffici pubblici con il trascorrere dei giorni quei dubbi e quelle incertezze, anziché trovare chiarimento, non fanno altro che aumentare. 

L’esclusiva preoccupazione del Governo nel voler “mettere la bandierina” fine a se stessa, ha prodotto un documento incompleto e per la stragrande maggioranza inapplicabile, anche a causa delle decine e decine di decreti delegati che dovrebbero andare a delineare i contenuti della riforma. 

Le numerose contestazioni da parte delle associazioni di categoria che hanno manifestato già dalla sua entrata in vigore l’impossibilità di applicazione della parte relativa all’utilizzo della SMAC Card, non fanno altro che confermare ed accrescere tutto’ ciò che il Partito Socialista da mesi aveva già segnalato a più riprese. 

Pertanto a poco valgono le accuse rivolteci dal Governo di un’opposizione strumentale e tesa esclusivamente a contrastare e creare discredito; ora le difficoltà e l’inapplicabilità della Legge sono sotto gli occhi di tutti. 

Il Partito Socialista ha di fatto sempre sostenuto la necessità della Riforma Tributaria che avrebbe però dovuto essere più equa, avere ben altri contenuti e pertanto maggiormente condivisa.

 Un modo subdolo ed autoreferenziale di procedere che ha trovato uno dei suoi culmini con i tagli lineari ai dipendenti pubblici con trattamenti di maggiore penalizzazione proprio ai danni delle classi più deboli come i lavoratori precari.

 

La visione del Governo di giustizia sociale e di tutela delle classi meno abbienti non può che destare grande allarme anche in funzione dell’opera di smantellamento dello stato sociale in corso, conquistato anche grazie ad anni ed anni di dure battaglie del movimento socialista.  

A tal proposito la soppressione del servizio odontoiatrico pubblico costituisce un ulteriore evidente campanello d’allarme in quanto chiarisce in maniera lapalissiana l’indirizzo di questo esecutivo in merito alla volontà di tagliare i costi ricorrendo alle privatizzazioni di servizi pubblici primari. 

Il rinvio alla moltitudine di decreti delegati da concertarsi nella “commissione permanente per il monitoraggio alla fiscalità”, partorita al solo scopo di mercanteggiare con la CSU il ritiro dell’ulteriore sciopero generale,  non fa altro che confermare un atteggiamento pericoloso di questo Governo che continua a disconoscere la centralità del ruolo del Consiglio Grande e Generale ed il rispetto di chi rappresenta il 49,29% della cittadinanza. 

Quindi il Partito Socialista evidenzia che con il perdurare della mancanza di rispetto delle istituzioni, unitamente ad una politica inefficace ed inconcludente che genera impoverimento diffuso, è concreto il rischio di una conseguente deriva antidemocratica per la Repubblica. 

Il Paese deve correre. Invece il Governo cammina, mentre la cittadinanza vede avvicinarsi sempre di più il baratro.

 San Marino, 13 gennaio 2014 

Ufficio Stampa Partito Socialista

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