Conferenza stampa sul risultato delle elezioni

“La coalizione Riforme e Libertà ha fondato la sua campagna elettorale su un programma concreto e su una coesione reale. Il Patto per San Marino è formato da otto forze politiche con storia, tradizione, programmi diversi e le loro incongruenze interne si sono già manifestate durante la campagna elettorale: ci auguriamo che si mantengano coesi ma, visto il passato, abbiamo seri dubbi che questo avvenga”. All’indomani della tornata elettorale, lo schieramento riformista incontra la stampa per fare il punto sui risultati elettorali. “L’affluenza dei sammarinesi residenti in territorio è stata lievemente inferiore rispetto al 2006, mentre sensibile è stato il calo dei cittadini esteri, che hanno indirizzato alla nostra coalizione 1.387 voti e, al Patto per San Marino, 1.013, mettendo in evidenza un’equilibrata distribuzione tra interno e esterno del Paese – ha spiegato ieri Paride Andreoli, segretario del Partito dei socialisti e democratici -. Dalle consultazioni elettorali emerge che il Psd è stato confermato il partito di maggioranza relativa e questo è un buon risultato. Al nuovo governo consegniamo un bilancio pubblico in attivo, l’accordo di cooperazione, vicino alla conclusione del suo iter politico e tecnico, la legge elettorale, quella del giusto processo, la recente normativa sull’antiriciclaggio, avvalorata dei recenti decreti attuativi, una sanità all’avanguardia e un reparto, la chirurgia, che si è riguadagnato la fiducia dei cittadini. Non possiamo invece sottolineare lo stesso successo per ciò che riguarda l’Azienda dei servizi – continua Andreoli – che, da fiore all’occhiello del Paese, ha registrato nel 2007 risultati molto negativi. Non abbiamo potuto proseguire il percorso avviato per la riforma della Pubblica amministrazione a causa della crisi di governo, ma ci auspichiamo che esso giunga alla sua conclusione”. E ancora, l’avvio del processo di ammodernamento nel settore turistico-commerciale e i risultati raggiunti in politica estera, dalla forte sinergia con l’Italia ai rapporti internazionali, fino all’inclusione di San Marino nella lista dell’Unesco dei siti patrimonio dell’umanità. “Altre leggi, come quella sul catasto e sulle telecomunicazioni – conclude Andreoli – erano invece pronte da mesi, ma la crisi innescata da Alleanza popolare ha reso impossibile la loro realizzazione. La Repubblica ha bisogno di interventi infrastrutturali e noi abbiamo avviato misure per il miglioramento dell’arredo urbano necessari per una San Marino diversa”.
Alessandro Rossi, segretario di Sinistra unita, sottolinea invece che la sfida, ora, è quella di far ripartire il Paese. “Al contrario del centro-destra noi non faremo un’opposizione becera bloccando le riforme, né tenteremo di impedire la formazione del nuovo governo con meschine e fasulle insinuazioni come, nel 2006, qualche partito fece. E i 374 voti in più che abbiamo ricevuto dai cittadini residenti all’estero mettono a tacere tutte le polemiche. Al contrario del centro-destra – continua Rossi – daremo la massima disponibilità a dialogare in maniera concreta per gli interventi che riguardano il Paese. Siamo solo preoccupati che quella stabilità che abbiamo garantito loro attraverso la nuova legge elettorale sia solo apparente e che si verifichi un ‘effetto Prodi’: all’interno del patto dovranno coesistere posizioni socialiste e di estrema destra e tre forze politiche all’interno dello stesso gruppo consiliare, Dc, Eps e Arengo e Libertà. Riforme e libertà sarà un’opposizione costruttiva a difesa della cittadinanza”.
Quindi la parola passa a Lonfernini sottolinea il buon risultato dei Democratici di centro, penalizzato dalla nuova legge elettorale. “Avevamo tre consiglieri e lottavamo per il quarto, praticamente già acquisito. Quella di separarci dalla Dc è stata una scelta coraggiosa e noi non avevamo né risorse economiche, né una struttura consolidata, né benedizioni curiali. Ringraziamo i cittadini – continua Lonfernini – e teniamo a sottolineare che, nonostante i tanto sbandierati sondaggi della Doxa, il patto non ha stravinto. Le otto distinte forze che si apprestano a governare il Paese cercheranno di far valere il proprio peso e la Dc, oggi, è un vero e proprio cartello elettorale costituito da due sottopartiti che faranno sentire la loro presenza. E gli stessi Berardi e Ottaviani, che a gennaio 2007 criticarono tanto il Psd per l’alleanza con Ap, forse oggi hanno cambiato posizione nei confronti del partito di Tito Masi?”.

“Probabilmente il messaggio dei Sammarinesi per la Libertà non è stato recepito – spiega Monica Bollini -. Alla luce dell’accordo sottoscritto, valuteremo il rapporto con il Psd. A garantire la stabilità al Paese – conclude – non è la nuova legge elettorale, ma la coesione. E il tempo lo dimostrerà”.

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