Consiglio G. e G. Seduta 21 dicembre, pomeriggio

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE
SEDUTA DEL 21 DICEMBRE- POMERIGGIO
I lavori pomeridiani sono proseguiti con l’esame dell’articolato della legge di bilancio di previsione 2012.  Tra gli emendamenti presentati dell’opposizione, l’Aula approva a maggioranza l’emendamento dell’Upr, all’articolo 31 quater, “incentivi alla vendita del gas metano per autotrazione”. La proposta, concordata con la maggioranza, da mandato al governo di predisporre entro il 2012 un piano di incentivi fiscali per la vendita del gas metano agli operatori locali che intendano attrezzare le stazioni per la distribuzione di questo tipo di carburante.
Il dibattito si è poi concentrato sull’articolo 33, “imposta straordinaria sugli immobili”, su cui il Psd ha presentato un emendamento per allargare la tassazione anche agli immobili non accatastati e a quelli all’estero. Gli interventi dei consiglieri sono numerosi e proseguiranno nel corso della seduta notturna. L’esame dell’articolato potrà concludersi solo a tarda notte.
Di seguito, gli estratti del dibattito avviato sull’articolo 33.
Art. 33  Imposta straordinaria immobili- patrimoniale

Emendamento modificativo Psd:

Giancarlo Capicchioni: “L’imposta può essere necessaria per riequilibrare le casse dello Stato e per andare a finanziare interventi strutturali. Abbiamo inserito in questo articolo la tassazione, per renderla più equa, anche di immobili non accatastati, che sappiamo esserci sul nostro territorio. Abbiamo inserito gli immobili all’estero, dove molti nostri cittadini e residenti hanno costruito grossi patrimoni. E’ ingiusto tassare chi ha investito solo a San Marino. Sulle rendite e patrimoni immobiliari: anche in questo caso ci sono notevoli patrimoni esterni, che hanno contribuito molto poco. Mi sembra molto equo partecipino a questa imposta. Nel testo del governo si crea comunque una disparità di trattamento tra gli operatori, con l’inserimento di questa tabella”. 

Clelio Galassi, Pdcs: “A mio avviso se non ci fosse la straordinarietà per cui stiamo discutendo, non servirebbe una tassa iniqua, non catalogabile tra le normali produzioni di entrate. Dato il momento è anche giusto chiedere un sacrificio alla collettività. Ma questo deve essere comunque indirizzato e finalizzato a degli obiettivi che non possono essere la gestione ordinaria del bilancio. Nei Paesi che l’hanno introdotta, questa imposta iniqua è stata usata per l’abbattimento del debito pubblico. Noi non avremmo un’incidenza significativa. Attraverso un progetto complessivo è stata trovata la finalizzazione di imposta, che resta ancora più iniqua perché colpisce l’intero arco della popolazione. Sarebbe stato più giusto chiedere sacrifici dove c’è stata speculazione edilizia, non a pioggia. A mio avviso è impensabile e improponibile oggi andare ad aggredire patrimoni finanziari. Così come non è giusto andare ad aggredire patrimoni che le nostre collettività hanno all’estero, già colpiti da altre situazioni. Detto questo, personalmente do il mio voto positivo a questo progetto con tutte le riserve”. 

Stefano Macina, Psd: “Sicuramente è un’imposta iniqua per cui dobbiamo cercare di migliorarla. In primo luogo l’intervento va finalizzato: se finanzia gli investimenti può servire. Soprattutto dobbiamo fare tutto il possibile perché non vengano colpite famiglie e aziende. Per cui occorre esentare la prima casa fino a un certo valore e gli immobili usati per la propria attività lavorativa, compensando le perdite aumentando la tassa da un’altra parte”.

 Marino Riccardi, Psd: “Serve un prelievo sui patrimoni e sulle rendite finanziarie. Ma non si può gravare sulle attività economiche. E non si possono trascurare le proprietà all’estero. Non possiamo ulteriormente pesare su chi ha una sola abitazione, per cui occorre esentare gli appartamenti normali e chi svolge attività economica nell’immobile. Dobbiamo fare pagare chi ha”.

Teodoro Lonfernini, Pdcs:  “Si tratta di un elemento straordinario. I patrimoni immobiliari non sono mai stati tassati e oggi è una necessità. Certo, c’è una proprietà immobiliare diffusa e va conservata, ma su un’abitazione civile di 110 metri quadri con una rendita catastale di 153 euro circa, si ha una detrazione di 150 euro, per cui la tassa ammonta a 3,48 euro. Non è un dramma: in un momento come questo è un sacrificio accettabile”.

Vanessa Muratori, Su: “L’imposta non va a toccare le rendite finanziarie minimamente anche dove sono ingenti e non tocca neanche la speculazione edilizia, lo avete detto voi in maggioranza. Non ha veramente senso. Poi si dice che si pagherà 4-5 euro, ma non è così, arriveranno dei salassi, come si evince dalle tabelle che ci avete dato. E per cosa? Per finanziare il famoso allegato Z dove c’è il parco scientifico tecnologico, di cui si parla da anni, e una nuova ondata cementificatoria e il potenziamento del gioco della sorte. Ci poteva poi essere l’esenzione per 25 mq a testa, per distinguere chi vive da solo e le famiglie numerose. Si diceva che sarebbe stata esente la prima casa, ma non è così, non c’è attenzione reale verso le famiglie. La mia forza politica non è contraria alla patrimoniale, perchè ritiene di andare a prendere dove c’è ricchezza, ma non ovunque, come si sta facendo”.  

Federico Pedini Amati, Psrs: “Il problema di questo articolo è che non è equo. La patrimoniale oggi può avere un senso per le difficoltà che il Paese sta attraversando, ma l’impostazione è assolutamente sbagliata e non equa. Tutti sappiamo che la rendita catastale oggi non appartiene minimamente alla veridicità dell’immobile, serve una riforma del catasto. Un capannone industriale di 4 mila metri che vende al dettaglio e che ha un valore di 6 milioni di euro, pagherà 4 mila euro di patrimoniale. Un negozio di 600 metri che ha un valore stimato di un milione e 800 mila euro, paga lo stesso 4 mila euro. Non può essere paghino la stessa cifra. Per un appartamento di 60 mq ad uso di civile abitazione, la cifra da versare è di 300 euro, trasformato a uso ufficio il costo raddoppia.  Dobbiamo  rivedere la riforma del catasto, prima che sia in essere questa verificazione”.

Angela Venturini, Udm: “Tutti dobbiamo contribuire perché siamo in crisi e dobbiamo fare uno sforzo collettivo, ma non per pagare i debiti. Dobbiamo garantire i servizi, la funzionalità dello Stato e della sanità gratuita e credo che pagare sia la cosa più giusta dato che non l’abbiamo mai fatto. Per gli appartamenti più piccoli, per le famiglie più disagiate è riconosciuta l’esenzione per la prima casa. Ma le ville e gli appartamenti più importanti devono pagare di più. E’ un fatto straordinario che colpisce quest’anno e speriamo non colpisca più”.

Andrea Zafferani, Ap: “Parliamo di un’imposta straordinaria. L’ammontare è pesante, è vero, ma serve per limitare un deficit importante. Non è vero che l’imposta non è progressiva, ci sono imposizioni diverse per categorie diverse: chi ha più immobili paga di più di chi ne ha meno. C’è una detrazione di 150 euro: forse è poco, ci sta rendere la prima casa completamente esente. Si tratta di una scelta criticabile ma giustificabile, comunque. Quando emetteremo il decreto dovremo tenere conto delle situazioni sociali problematiche”. 

Paolo Crescentini, Psrs: “Questa tassa dà la sensazione di essere l’ultimo tentativo disperato di chiudere i buchi di bilanci. Proprio in un momento in cui le imprese si trovano in netta difficoltà, oggi si va a gravare ulteriormente la situazione: ci rimettono quelli che lavorano dentro le aziende. Non sarà una cifra esigua quella che tutti andremo a pagare. Il nostro voto non sarà favorevole”. 

Denise Bronzetti, Psd: “Non riusciamo a fare passare il senso del sacrifico che chiediamo ai cittadini. Passa invece che qui si proteggono degli interessi personali, altrimenti si sarebbe accettato il nostro emendamento per tassare anche i beni all’estero”.

 

Federico Bartoletti, Pdcs: “Rivendico l’equità di questa tassa che non colpisce dipendenti pubblici, privati, banche o imprese. Chiede a tutti di farsi carico della situazione odierna”.

Massimo Cenci, Nps: “Il momento richiede un intervento importante. È la prima volta che si incide sulle tasche dei cittadini, che saranno anche più sensibilizzati a controllare dove i loro soldi vengono spesi. Il problema della tassazione all’estero c’è e va spostato all’interno della riforma fiscale”.

Enzo Colombini, Su: “Il senso della progressività viene completamente ignorato. Nessuno dice che non si deve pagare, è il concetto di equità che viene messo in discussione. Senza riforma tributaria,, senza che ci sia distinzione tra famiglie numerose o single, si vanno a definire categorie molto rigide”.

Luigi Mazza, Pdcs: “E’ evidente che quando si parla di questo tipo di imposta si alzano le temperature. In altri paesi i politici l’hanno fatta fare ai tecnici, perché sono interventi difficili che toccano tutti. E’ troppo facile urlare che non devono pagare ‘tizio e sempronio’, ma il concetto è chi più ha, deve pagare di più. Sono tutte uguali le prime case, l’appartamento da 150 metri quadri e la villa da 800? Si dovrà arrivare poi al decreto delegato per definire i criteri. Rispetto al limite di esenzione alla prima casa abbiamo dato una linea: lo sconto di 150 euro è il reddito più o meno di un appartamento da 70 metri quadri, il più diffuso. E’ possibile migliorare? Siamo qui per parlarne, ieri lo abbiamo fatto con l’opposizione e abbiamo modificato il testo con un emendamento.

Gian Nicola Berti, Ns: “Credo che chiunque debba partecipare ai costi dello stato e certo chi ha più disponibilità deve farlo in misura maggiore. C’è chi si pone il problema della rendita dell’affitto, noi ci siamo posti più il problema delle famiglie, chi vive in un  appartamento modesto. Qualcuno si lamenterà perché ha due case, anche tre, e magari un capannone. Questo sarà chiamato a contribuire di più per lo Stato. L’argomento si presta alla demagogia, ma i cittadini devono sapere che compiamo un gesto non clientelare, per introdurre finalmente un concetto di equità tributaria”. 

Roberto Giorgetti, Ap: “Sembra quasi che qualcuno ha voluto accreditare che con questa imposta venga colpito in maniera uguale qualsiasi tipo di patrimonio, cosa che non è. Sembra quasi si sia creato una sorta di mostro fiscale. Se siamo nella situazione di dover proporre provvedimenti di questo tipo è perché abbiamo una legge fiscale obsoleta e certamente iniqua e che nessun governo, prima di questo, ha avuto il coraggio di affrontare”.

Nadia Ottaviani, A&l: “C’è fibrillazione dentro e fuori l’Aula. Se fosse stato possibile avremmo evitato di introdurre questa imposta. L’importante è che resti straordinaria, per cui nel 2012 va subito affrontato il progetto economico. Non è vero che è iniqua e per la prima casa a incidere è la rendita catastale dato che la fascia di esenzione vale per tutti”. 

Giancarlo Venturini, segretario di Stato per il Territorio: “Prima di tutto bisogna chiarire cos’è patrimonio e cos’è la rendita catastale. Per questo il titolo dell’articolo è imposta sugli immobili. L’equità la si può fare attuando e completando quello che stiamo facendo. siamo qui per garantire e tutelare la famiglie, le prime case non sono tutte uguali, ci sono poi le attività industriali e commerciali che hanno una rendita diversa dal patrimonio”.

Alessandro Mancini, Psrs: “Stiamo facendo un provvedimento mostruoso tipico di chi è con l’acqua alla gola, si impoverisce l’economia. Non è solo problema di andare a prendere i soldi in casa, ma che non si indebolisce potere d’acquisto”.

 

Claudio Felici, Psd: “Il nostro Paese non  è allenato a subire momenti come questo e le reazioni in Aula non possono mancare. Sull’imposta patrimoniale-immobiliare solo ieri sera i consiglieri hanno visto la tabella e solo ieri sera si è cominciato a ragionare. Non credo ci si debba sorprendere se si apre il dibattito. Si dice che non possiamo permetterci di appesantire redditi da lavoro e competitività delle imprese, per cui si giustifica un’imposizione che va a poggiare sul patrimonio Una riflessione crediamo sia utile a tutti”.

Giuseppe Morganti, Psd: “E nei patrimoni che si è concentrata la ricchezza, sul territorio e all’estero, ora la proposta del governo si concentra solo a  tassare gli immobili. siamo d’accordo sull’intervento della patrimoniale ma reso in maniera equa”.

San Marino, 21 dicembre 2011
00/11

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy