Consiglio Grande e Generale (18-25 maggio). Seduta del mattino

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 18 – 25 MAGGIO

MERCOLEDI’ 18 MAGGIO- Mattina

I lavori consiliari si aprono con il messaggio di
cordoglio della Reggenza per la scomparsa dell’ex Capitano Reggente Giuseppe
Maiani. Si affronta quindi il comma Comunicazioni, con  la richiesta avanzata dai  consiglieri Roberto Ciavatta, Rete,
Federico Pedini Amati, Lsm, e Ivan Foschi, Su
– al segretario di Stato per
gli Affari esteri, Pasquale Valentini, di dare corso all’adeguamento normativo
previsto dal rispetto del protocollo 7 della Carta dei diritti umani, sottoscritto
dalla Repubblica, relativo al giusto processo e alle conseguenze di errore
giudiziario. Tale richiesta, spiegano, è motivata dagli sviluppi di una  procedimento in corso a Parigi che vedrebbe
la Repubblica di San Marino imputata per un caso di mancato rimborso nei
confronti di una vittima di errore giudiziario. Secondo Ciavatta inoltre alcuni
parlamentari francesi, a seguito di questo caso, avrebbero sollecitato il loro
governo a presentare ricorso anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo di
Straburgo per l’inadempienza di San Marino rispetto al protocollo 7 della Carta
dei diritti umani . “Si prospetta quindi- puntualizza il consigliere di Rete-
un danno reputazionale significativo per il Paese”.

Altro tema affrontato nel corso del dibattito all’avvio
dei lavori è quello del progetto per una centrale di produzione di energia
elettrica su cui il governo si è interessato nei mesi scorsi e su cui chiedono
aggiornamenti i consiglieri Luca Santolini, C10, e Alessandro
Mancini, Ps
. Il segretario di Stato per il Territorio, Antonella
Mularoni,
informa  così l’Aula che il
congresso di Stato attende per la prossima settimana il resoconto sul progetto
presentato dagli investitori-  ovvero
Mitsubishi- Hitachi e il gruppo canadese Dundee- e auspica poi di presentarlo
prima possibile a tutti i gruppi consiliari, anche già nella prima settimana di
giugno. “E’ doveroso- manda a dire il 
segretario di Stato- che tutti siano informati sul progetto prima che
siano prese decisioni”. In dettaglio, Mularoni spiega che il progetto prevede un
impianto di cogenerazione che utilizza il gas naturale: “Può rappresentare una
risposta immediata- sottolinea- nella fase di transizione verso l’energia
completamente rinnovabile”. Determinanti 
per la scelta, “saranno tutta una serie di valutazioni- prosegue- in
primis il rapporto con la vicina Italia”. A riguardo, il segretario Mularoni
assicura infine che  l’investimento “si
inserisce perfettamente nell’accordo di cooperazione economica con l’Italia che
prevede sinergie anche nel campo dell’energia”.

Con le risposte alle interpellanze interrogazioni si
conclude poi il comma Comunicazione per passare al giuramento di Giovanna
Cecchetti,
nuovo consigliere del Partito socialista, in sostituzione del
dimissionario Paride Andreoli. Segue una serie di nomine all’interno del Ps: Augusto
Casali e Giovanna Cecchetti entrano in Commissione consiliare permanente Affari
Costituzionali ed Istituzionali; Paolo Crescentini e Alessandro Mancini sono
quindi nominati nella Commissione consiliare permanente Affari Esteri. E
ancora:

Alessandro De Biagi e
Alessandro Mancini sono nominati nella Commissione Consiliare Permanente
Finanze; Paolo Crescentini e Giovanna Cecchetti sono le new entry nominati
nella Commissione consiliare permanente Igiene e Sanità. Infine Paolo
Crescentini viene nominato alla Commissione per le Politiche territoriali;
Augusto Casali entra nella Commissione consiliare sul fenomeno delle
infiltrazioni della criminalità organizzata; Giovanna Cecchetti è scelta per la
Delegazione Consiliare presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Si apre quindi il Comma 9,
dedicato al dibattito sull’esito della consultazione referendaria del 15 maggio
2016 in cui sono previsti 58 interventi. Il dibattito proseguirà nella seduta
pomeridiana.

 

Di seguito un estratto
degli interventi della mattina.

 

Comma 1.Comunicazioni

 

Roberto Ciavatta, Rete: “Intervengo sul rischio reputazionale per San Marino legato
ad un  ricorso rispetto al mancato
rispetto del protocollo 7 della Carta diritti umani sottoscritta dal nostro
Paese che poi però non ha condotto alla realizzazione di norme che permettano di
realizzare i principi relativi al giusto processo e la possibilità di vedersi
riconosciuti rimborsi nei casi di errore giudiziario.  Avevamo chiesto alla segreteria agli Esteri
di farsi promotrice internamente di quelle norme richieste per applicare questo
protocollo. Il 7 giugno ci sarà un processo a Parigi che vede imputato San
Marino a seguito di un caso di errore giudiziario. Siamo inoltre venuti a
conoscenza degli interventi di due senatori francesi che su questa vicenda hanno
chiesto al primo ministro Valls di intervenire a Strasburgo con un ricorso a
nome dello Stato francese contro l’inadempienza di San Marino rispetto al protocollo
7 della Carta dei diritti umani. Si prospetta quindi un danno reputazionale per
San Marino significativo. Nonostante le nostre richieste il segretario agli
Esteri non ci ha redarguiti sull’avanzamento del processo a Parigi. E’ ormai
un’abitudine  quella di firmare
protocolli e poi non dare seguito agli impegni, ma prima o poi succede che sono
gli altri a ricordarceli in maniera drastica. Il segretario Valentini non è
presente per impegni istituzionali, ma chiederei a lui, in collaborazione con il
segretario alla Giustizia, di attivarsi per presentare entro il 7 giugno
interventi legislativi che possano andare incontro agli impegni presi e di
darne comunicazione al tribunale francese. E’ stato poi approvato un Odg in
quest’Aula un anno e mezzo fa per procedere in questo senso e nulla è stato
fatto”.

Federico Pedini Amati,
Lbsm:
“ Continuiamo a sollecitare il segretario
agli Esteri affinché possa venire in Aula a rendere edotto il Consiglio grande
e generale sul fatto che qualche senatore francese abbia sollevato una
questione tra Stati, arrivando a dare comunicazione anche al primo ministro Valls
e ad altre importanti figure dello Stato francese. Non è una crociata, ma un atto
di giustizia internazionale verso San Marino che non ha applicato nelle proprie
leggi. Sollecitiamo la segreteria agli Esteri a venire in Aula o in Commissione
prima del 7 giugno a riferire”.

Mimma Zavoli, C10: “Un anno fa San Marino partecipava all’evento
mondiale ‘Expo’. A parte le cifre viste in alcune testate di partito, di questo
evento non abbiamo avuto riscontri dai segretari di Stato competenti. A
Lonfernini chiesi a suo tempo un resoconto rispetto i grandi impegni finanziari
di quanta ricaduta quell’evento abbia avuto rispetto le aspettative. Quei dati
non li abbiamo ancora visti. Ci dobbiamo fidare dei comunicati dei partiti che
lo definiscono un evento trionfale. E giusto che le ricadute siano analizzate
in quest’Aula su dati concreti.

Altra cosa, che da
sammarinese mi ha irritato, è vedere come Lei, segretario di Stato della
Repubblica di San Marino, si permette di fare affermazioni sul profilo Fb, dove
dice che qualcuno fuori dai confini ‘deve accendere il cervello’. Per forza di
cose, per dare seguito alla convenzione sul polo della moda, dovrete trovare una
forma di collaborazione con la parte italiana per realizzarne la viabilità. Mi
chiedo se questi sono i toni con cui un rappresentante istituzionale si rivolge
a un altro rappresentante che ha espresso i suoi dubbi leciti. Se questi sono i
modi possiamo chiudere bottega finora.

Ho poi visto una sfilata
indegna la scorsa settimana da parte del segretario Mussoni e del direttore
sanitario sulle eventuali criticità del settore nascite dell’ospedale. Ci sono
famiglie che stanno passando un momento difficile, non ci si può permetterle di
tirarle in ballo. Le problematiche, se ci sono non necessitano di passaggi su
Rtv o sui giornali, ma di lavoro, in silenzio. Nel manifestare la mia
irritazione come donna e madre nel vedere sbattuti aspetti sottolineati in modo
non positivi, vorrei capire qual è la motivazione. Se si necessita di
riconsiderare il punto nascita di San Marino non c’è bisogno di sbattere le
difficoltà delle famiglie su tv e giornali. Non serve a niente, serve solo a
far passare il messaggio che quel reparto non funziona e questo non è positivo.
Non serve una telecamera per affrontare le difficoltà, serve volontà”.

Ivan Foschi, Su: “Riprendo la comunicazione di Ciavatta e Pedini. E’
in gioco la reputazione internazionale del nostro Paese. La segreteria agli Esteri
non ha adempiuto a un Odg che- correggo Ciavatta- è del 23 settembre 2013, sono
passati due anni e mezzo in cui il governo non ha mosso un dito. La situazione
è stata lasciata nel dimenticatoio. Se negli accordi internazionali ci siamo
impegnati per l’adeguamento normativo, non possiamo rispondere che non
l’abbiamo fatto perché il nostro ordinamento non lo prevede. Torniamo così a
manifestare il nostro disappunto per un governo che finora non ha voluto
affrontare concretamente una situazione da cui avrebbe solo da guadagnarci. Non
credo  poi che casi di errori giudiziari
siano una vergogna, è una vergogna invece non porvi riparo”.

Augusto Michelotti, Su: “Il mio ricordo di Pippo Maiani. Dopo essere stato Reggente,
nel 1955, anno in cui fu firmatario insieme a Bugli dellegge istitutiva dell’Iss,
emigrò in Belgio per fare il minatore. I giornali belgi si stupirono che un ex
segretario di Stato facesse un lavoro tra i più umili e pericolosi. Pippo era
un uomo vero. Mi mancherà, ero abituato a vederlo passeggiare nella sua
Fiorentino insieme alla moglie. Pippo mancherà non solo a me, ma a tutti noi”.

Teodoro Lonfernini,
segretario di Stato
: “Consigliere
Zavoli, mi dispiace essere causa della sua irritazione. Ma posso fare un
chiarimento. Su Expo’ la cittadinanza è stata informata da comunicati stampa,
conferenze stampa etc sul risultato del nostro Paese che ricordo anche qui: il doppio
dei visitatori preventivati, il triplo degli incassi, una serie innumerevoli di
relazioni istituzionali.  E’ stata una
grande opportunità che il nostro Paese ha saputo cogliere. Dire che è stata una
mia vetrina è una cosa banale. Tanti altri colleghi in rappresentanza del
nostro Paese sono stati protagonisti in più occasioni. Oltre alla parte
comunicativa nei confronti della cittadinanza, il 30 aprile era il termine
entro il quale il commissariato Expo doveva presentare il rendiconto generale
sulla spesa pubblica del progetto, documento che è già agli atti della Commissione
di controllo della finanza pubblica e di tutte le istituzioni. Se vorrà
leggerla, rispondendo alla sua possibilità di consigliere, potrà  accedere a quella documentazione.

Sul commento su Fb: quando
qualcuno si consente di esprimere un parere sul nostro Paese e nessuno risponde
a livello istituzionale c’è un sollevamento popolare. Quando uno risponde, c’è
sollevamento popolare lo stesso. Il sottoscritto si permetterà sempre di prendere
la difesa a prescindere del Paese, indipendentemente dal mio ruolo, credo di
fare qualcosa a beneficio del Paese, invito anche lei a farlo, con qualsiasi
strumento. Se vuole puntualizzare sul modo, non posso che contestarlo. Dovrebbe
rileggersi quello che ho scritto nella mia pagina personale di Fb, in cui non
ho accusato le istituzioni, mi sono permesso di dire che qualcuno prima di
parlare di un Paese vicino deve accendere molto forte il cervello e lo
ribadisco. E non era messaggio rivolto ad un’istituzione, ma a una persona che
non ha alcun tipo di incarico istituzionale. Ciò non significa che dobbiamo
tollerare affermazioni sproporzionate nei confronti del nostro Paese”.

Enrico Carrattoni, Psd: “Sottolineo le belle parole di commiato rivolte da
Michelotti a Giuseppe Maiani che è una figura da ricordare. E’ stato tante cose
nella vita, partigiano, combattente, reggente e anche consigliere come noi in
quest’Aula”.
Luca Santolini, C10:  “Ho una
richiesta per il segretario di Stato Mularoni. Nei mesi scorsi abbiamo letto
articoli in cui si citava un progetto su cui il governo sta lavorando insieme
al gruppo Mitsubishi su una centrale di autogenerazione che può aiutarci ad
essere autonomi per la produzione di energia elettrica. Se ne parlava con toni
entusiasti, però a queste dichiarazioni di intenzione non abbiamo avuto alcun
tipo di approfondimento”.
Alessandro Mancini, Ps: “Anche il Ps vorrebbe valutare questo progetto
di cui da tempo si parla. Ci sono questioni da affrontare, se da una parte la
nostra autonomia energetica è un valore aggiunto, poi vorrei capire l’impatto
sull’ambiente e nelle relazioni con la vicina Italia. Credo sia arrivato il
momento di parlarne e di ponderare bene le scelte. Può essere un’opportunità
per il Paese ma deve essere fatta con giudizio e condivisione, mi associo alla
richiesta di Santolini di poter valutare quanto prima il progetto”.
Antonella Mularoni, segretario di Stato: “Ringrazio i consiglieri e
faccio una sintesi. A fine 2013 il congresso ha adottato una delibera in cui si
parlava di questo progetto avanzato da un gruppo finanziatore canadese, Dundee,
che mirava a rendere la Repubblica di San Marino, autonoma sul piano di
produzione energia elettrica, era delibera interlocutoria, a fronte della
proposta il congresso di Stato aveva chiesto di fare due diligence senza onere.
Per parte sammarinese, era previsto un gruppo tecnico di valutazione del lavoro
del finanziatore, il gruppo tecnico si è insediato. Siamo nella fase finale del
lavoro dell’investitore, cui si è aggiunto come partner economico il gruppo
Mitsubishi- Hitachi e un gruppo che si occupa di analisi di impatto ambientale.
Il lavoro è appena terminato, la prossima settimana il gruppo tecnico riferirà
al congresso di Stato che ancora non ha avuto una sintesi del progetto. Subito
dopo è previsto un incontro con tutti i gruppi consiliari da fissare, se c’è
disponibilità anche per la prima settimana di giugno. E’ doveroso che tutti
siano informati sul progetto. Per quello che ho potuto vedere è un intervento
con un impianto di cogenerazione che utilizza il gas naturale che può
rappresentare una risposta immediata, nella fase di transizione verso l’energia
completamente rinnovabile. Oggi questo stadio non è raggiunto. Determinanti
saranno tutta una serie di valutazioni, in primis il rapporto con la vicina
Italia, perché il gas trasformato in energia elettrica produrrà più energia di
quella che servirà a San Marino. L’investimento si inserisce perfettamente
nell’accordo di cooperazione economica con l’Italia che, prevede la
collaborazione anche nel campo dell’energia. Il congresso di Stato avrà una
relazione del gruppo tecnico la prossima settimana che deve garantire sulle
preoccupazioni relativa al rispetto dei parametri per impatto e tecnologie. La
locazione sarebbe in una zona industriale ma ancora il congresso di Stato non
ha dato alcuna approvazione. Se c’è disponibilità, per la prima settimana di
giugno si possano fissare incontri con tutti i gruppi consiliari in modo che
tutte le informazioni utili siano date a tutti prima di prendere decisioni. E’
un progetto ambizioso, ci sarà spazio per tutti di interloquire e valutarlo”.
Vladimiro Selva, Psd: “Ringrazio il segretario per il riferimento. Ma su
quanto ho sentito, non capisco la definizione di autonomia o maggiore
autonomia. Se noi avessimo nel nostro territorio delle risorse proprie di
metano, è evidente che saremo più autonomi. Realizzare poi un impiato che
brucia gas metano per produrre energia elettrica può avere una logica, ma
bisogna capire la potenza dell’impianto. L’autonomia decisionale e la sovranità
sarebbero a rischio se è più l’energia da esportare che quella che si utilizza.
Servono poi condotte e oleodotti per gas ed energia. Sono curioso di capire
questi aspetti e l’impatto sulla nostra sovranità. Vorrei anche che il governo
garantisca di non prendere decisioni senza confronto. Abbiamo poi visto che su
certi temi la nostra cittadinanza è molto sensibile, non si può poi pagare
penali e danni a chi viene a San marino per investire se poi il progetto non è
accolto”.

Comma 9, Dibattito sull’esito della consultazione
referendaria del 15 maggio 2016
Giancarlo Venturini, Segretario di
Stato agli Interni: “
C’è stata
un’importante partecipazione dei cittadini, lo dimostrano i dati
sull’affluenza. I votanti sono stati 16.114 complessivamente, 1.957 in più
rispetto al 2014. Solo 64 in più i votanti esteri rispetto al 2014. Rispetto al
2014 è +8% da parte degli elettori interni. Il governo sarà impegnato nei
prossimi giorni a dare attuazione alla volontà degli elettori rispetto ai
referendum propositivi. Sul referendum abrogativo i no erano superiori ai sì.
In Consiglio c’era stato sul tema l’assenso dei due terzi dell’Aula. Una
valutazione va fatta, i cittadini hanno riscontrato un messaggio di fiducia e
prospettiva nel referendum, per invertire il trend di fuga degli investitori.
Sulle preferenze, la volontà popolare intende rivalutare le scelte fatte nel
2008 in Consiglio. Rispetto al tetto stipendi, non dobbiamo nasconderci che
qualche problematica in alcuni settori nevralgici del Paese verrà determinata.
In particolare per le professioni sanitarie. Dovremo trovare il modo di
affrontare ciò”.
Francesco Mussoni, Segretario di Stato alla Sanità: “La tentazione di
mettere le bandierine sui risultati finali è alta. E’ importante invece non
banalizzare il risultato. Sul Polo della moda siamo soddisfatti dell’esito
referendario, è prevalsa una visione che vuole supportare un investimento
economico. Il prevalere dei sì sarebbe stato devastante, perché sarebbe stato
il segnale di un Paese che si chiude. La cittadinanza ha compreso l’opportunità
di aprirsi. Ci saranno un incremento del PIL, della monofase, degli occupati
sammarinesi. Non possiamo fare referendum sugli investimenti. Serve invece una
legge a protezione degli investimenti. I tempi affrontati sono stati troppo
lunghi, l’insicurezza è deleteria per il Paese. Cerasolo è depressa dal punto
di vista economico, il Polo porterà conseguenze positive anche lì. Sul tetto
retribuzioni: il quesito come accolto andrà disciplinato. Non c’è stato voto
contro l’operato della maggioranza. Il problema che viene aperto riguarda le
elevate retribuzioni del pubblico rispetto al privato. La cittadinanza non si è
espressa in termini politici, ma di disagio. Serviranno percorsi per far
comprendere che questa norma può creare delle complessità. Penso ai medici, a
Banca Centrale. Avevamo detto no alla preferenza unica pensando di tutelare le
fasce giovani e le donne. Ci sarà un cambiamento nella politica”.
Luigi Mazza, Pdcs: “L’affluenza alle urne è stata forte. E’ un elemento
positivo. Nei precedenti referendum la partecipazione è stata più che altro dei
sì. Quindi le tematiche erano sentite. Sui risultati, non nascondo che i sì
sono al di sopra delle mie previsioni. Indicano anche una sfiducia verso la
politica. Gli schieramenti orientati al no erano più ampi rispetto al risultato.
C’è chi ha espresso un malcontento. Le forze politiche devono avviare un
confronto perché questo aspetto non è da sottostimare. Introdurre un tetto
sugli stipendi non crea un sistema che può aiutarci, soprattutto all’ISS. Sul
Polo della moda, non credo si possa concludere che c’è un Paese spaccato in
due. Hanno votato circa 5.600 persone in meno rispetto alle elezioni politiche.
Quei voti molto probabilmente non erano sì. I sì sono andati a votare. Quando
sento dire che il Paese è diviso a metà, dico che invece su 22mila interni,
circa 7mila hanno votato sì. Non sono la metà”.
Michele Muratori, Psd: “Indicherò quelle che saranno le problematiche e
i punti di forza emersi dalla tornata referendaria. Sono soddisfatto rispetto a
quanto emerso sul Polo del lusso. La cittadinanza ha riconosciuto la bontà del
progetto. Emerge un Paese diviso a metà. Gli elettori sono divisi a metà. Ma
non è corretto dire che metà della cittadinanza è contraria al Polo del lusso.
Serve una vera e propria riappacificazione con la cittadinanza. Mi preoccupa il
tetto sugli stipendi. Non si è tenuto conto delle professionalità che hanno
portato eccellenza nel Paese. Il problema riguarda chi ha invece un reddito
inferiroe al tetto, ma non se lo merita. Pretendere eccellenza nella Sanità, ma
prevedere il tetto, significa volere la botte piena e la moglie ubriaca. La
reintroduzione della preferenza agli esteri confermerà i vecchi noti. Il
rischio è stravolgere il parere di chi vive nel territorio”.
Paolo Crescentini, Partito Socialista: “I sì rispetto alle tornate
referendarie passate sono stati di meno. Il quorum questa volta era più basso.
Il Polo della moda porterà linfa al Paese e comporterà forse qualche grattacapo
alla vicina Rimini, che si aspettava forse di averlo. Il governo ha sbagliato
l’intervento in seno ai quesiti referendari, in particolare sul quorum e sulla
preferenza unica. Non erano materia governativa. L’esecutivo avrebbe fatto
meglio a concentrarsi sul Polo del lusso e il tetto stipendi. Concentrare gli
sforzi sugli altri due referendum può aver avuto un effetto contrario. Sul
quorum, ora rischiamo di avere un referendum non dico ogni quindici giorni, ma
qualche mese. Penso che chi non è andato a votare era a favore del Polo della
moda. Non è corretto dire che il Paese è spaccato su questo investimento. I
cittadini ci fanno capire che vogliono essere coinvolti nelle scelte del Paese.
Ci dicono anche che bisogna cambiare il modo di fare politica”.
Ivan Foschi, Su: “I comitati sono i veri vincitori. In chiaro-scuro invece
la posizione del governo. Noi abbiamo dato indicazioni per due quesiti, riteniamo
positivo il risultato su quello del polo della moda, abbiamo invece perso su
quello della preferenza unica. Non abbiamo dato nessuna indicazione per gli
altri due quesiti su cui avevamo delle perplessità. E’ innegabile che giunga un
segnale di critica. Dai partiti sono state date indicazioni differenti. Per il
governo è decisamente un avviso di sfatto, ma è anche un segnale di malcontento
inviato a Bene comune e a tutta la classe politica. Dietro questo c’è comunque il
segnale fallimentare del governo: la disoccupazione ha sforato 1.600 unità e
non ha dato inversione di tendenza, il bilancio non ha dato segnali di
stabilizzazione, senza parlare dei provvedimenti annunciati e mai portati a
compimento. I sammarinesi hanno espresso disappunto verso il governo, ma allo
stesso tempo hanno ritenuto di dover mantenere l’unico investimento importante
di questi anni. Solo il 23% degli elettori si è espressa in favore
dell’abrogazione della variante di Prg. Se guardiamo il dato interno, solo il
35% dei sammarinesi residenti ha votato contro il polo. Non si può dire né che
il 50% è contro il polo, né che l’85% è favorevole, come ha detto il governo.
Semmai una bella fetta non si è espressa. Esprimo rammarico di Su per la
preferenza unica e proporremo un Odg per impegnare forze politiche a dare
attuazione quanto prima all’esito del referendum e fare in modo che le nuove
regole possano diventare al più presto legge dello Stato”.
Andrea Zafferani, C10: “ Fermo restando il ruolo della democrazia
rappresentativa, chi crede come noi nella democrazia diretta, non può buttare i
referendum in politica dicendo, da un lato, ‘date un segnale contro il governo’
o dall’altro ‘date un segnale contro la demagogia’, rinunciando a spiegare gli effetti
negativi o positivi dei quesiti e giocando un’altra partita. Chi crede nella
democrazia rappresentativa ha il dovere di analizzare nel dettaglio ogni
quesito e cercare di capire se è giusto o sbagliato che passi. Noi abbiamo
scelto questo di analizzare quesito per quesito, rispettandoli per la loro
dignità. Trattavano temi molto diversi. Per questo abbiamo preso posizione
contraria sulla preferenza unica, altre volte una posizione favorevole come sull’abolizione
del quorum. Noi anche in futuro analizzeremo i quesiti e gli effetti dei
referendum. Il referendum più politico, quello sul polo moda, ha visto i ‘no’
superare i ‘sì’, ma i numeri sono molto vicini e, visto il dispiegamento delle
forze in campo, la maggioranza ha ben poco da esultare. Nonostante
l’investimento importante, metà di chi ha votato si è opposto al polo della
moda. Questo dimostra la sensibilità dei sammarinesi alle tematiche ambientali e
una pessima gestione dell’investimento da parte del governo. Qui tutti hanno da
esultare: penso in realtà che non possa esultare nessuno, avere un paese diviso
a metà su un investimento estero impattante è grave e dà segno della distanza del
governo dai cittadini. Se vogliamo dare dignità al referendum occorre farlo su
materie davvero sentite, con numero di firme rilevante”.
Elena Tonnini, Rete: “I quesiti approvati vanno presi e applicati. E’ rilevante
il dato della partecipazione al referendum, con un quorum del 25%, quasi il 70%
dei sammarinesi è andato a votare, superando dell’8% l’affluenza del referendum
precedente. Credo non sia poco. In questo senso, l’abbattimento del quorum
favorisce la partecipazione alle urne e l’appello alla paura che una minoranza possa
incidere sulla maggioranza è stato del tutto infondato. Ora i referendum non
vanno interpretati, ma applicati, il referendum sul quorum non chiedeva
aumentare le firme, ma di annullare il quorum. Sul polo si è giocato sulla
politicizzazione del percorso, il comitato ha promosso il tema ambientale e territoriale,
mentre Rete e gli altri consiglieri hanno trattato il tema della convenzione,
gli interessi delle lobby finanziarie e immobiliari. Si parla di politicizzare
il referendum? Dipende cosa si intenda per politica, per me è tutto ciò che
coinvolge la comunità e un referendum in questo senso è politica. Non è invece
autoreferenzialità di chi una volta eletto, pensa di non dover dare spiegazioni
su quello che fa. L’esito sul quesito del polo della moda è stato chiaro, non
ha raggiunto il quorum ma la maggior parte dei cittadini ha detto che vuole
vedere realizzato the Market. Vero però che c’è stat un grosso sbilanciamento
tra le forze scese in campo. Siamo stati 6 consiglieri su 60 a sostenere i sì.
E fuori dall’Aula in proporzione i sì sono stati molti di più. La dice lunga,
non c’è nessuna bandierina. Siamo stati attaccati su tutto, noi abbiamo solo coinvolto
la gente sui contenuti della convenzione, cosa che era da fare molto prima, affinché
il voto su convenzione fosse consapevole. Lo rifaremmo volentieri. Ora faremo
in modo che i tre referendum possano essere recepiti in modo diretto, senza
troppe interpretazioni ed escamotage”.

 

San
Marino, 18 MAGGIO 2016/01

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