Consiglio Grande e Generale, 22 ottobre, notturna

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 22-30 OTTOBRE

Martedì 22 ottobre – seduta notturna

La seduta
notturna è ripresa dalle risposte alle interpellanze all’ordine del giorno in
tema di licenze e della risoluzione del caso dei 18 bidelli e bidelli-cuochi
non richiamati al lavoro all’apertura dell’anno scolastico in corso.

Si è
proseguito poi con l’ordine del giorno: al comma dedicato alle dimissioni del
consigliere Gloria Arcangeloni di Rete si è aperto un dibattito sulle
difficoltà di genere, in particolare per donne, madri, libere professioniste,
legate all’impegno di proseguire l’attività parlamentare. Francesca Michelotti,
capogruppo di Su, ha presentato quindi in Aula un odg di Cittadinanza attiva
per richiamare l’attenzione su questo tema:

“La
crescente complessità dei lavori consiliari sta comportando un impegno sempre
più gravoso e totalizzante, spesso inconciliabile con l’attività lavorativa e
le cure familiari. Tale tendenza è accentuata al punto da aver determinato una
composizione del Consiglio grande e generale che tende ad escludere in modo
particolare le donne e intere categorie di lavoratori. Il Consiglio grande e
generale, al fine di garantire una democrazia paritaria e una rappresentanza
sociale e di genere nella composizione degli organismi elettivi; la
realizzazione per tutti i cittadini del diritto effettivo di eleggibilità e
all’esercizio dell’incarico istituzionale, una pluralità di ovci in grado di
rappresentare in ambito consiliare il più ampio ventaglio degli interessi del
Paese, si impegna a formulare un quadro di interventi che favorisca una
presenza delle donne e una rappresentanza più ampia delle categorie lavorative
negli organismi istituzionali; riorganizzare i tempi e le modalità di gestione
dei lavori consiliari tenendo in considerazione la reale possibilità di
partecipazione di tutti i consiglieri”. 

In
chiusura, il Consiglio grande e generale ha respinto le dimissioni di
Arcangeloni con 21 voti a favore e 31 contrari. Potranno essere ripresentate
nella sessione successiva.

Domani
mattina la seduta riprenderà dal comma 7, con una serie di nomine
istituzionali.

Di seguito
un sunto delle risposte alle interpellanze date in seduta notturna:

– Marco Arzilli,
segretario di Stato per l’Industria
,
risponde all’interrogazione presentata dal consigliere Elena Tonnini di Rete,
per chiedere dettagliati chiarimenti in merito alla società SMS TRADING S.r.l.:
“Ho allegato il piano aziendale che concedeva ai soci il nulla osta del
congresso di Stato. Secondo cui la società Sms trading ‘si occuperà
distribuzione e commercializzazione degli oggetti indicati nell’oggetto
sociale, relativi all’attività di igiene ambientale’. Sms Trading non possiede
quote in altre società sammarinesi. Alla richiesta se risulti vero che nella
sede esiste un caveau in cemento armato per casseforti, dopo le verifiche
effettuate, risulta che all’interno effettivamente sia presente un locale con
pareti di cemento armato e acciaio e con una cassaforte”.

– Marco Arzilli,
segretario di Stato per l’Industria
,
risponde all’interrogazione presentata dal gruppo consiliare del Movimento Rete
in merito alla società Lingotto s.r.l. ed ai relativi rapporti con l’attuale
Segretario di Stato per l’Industria nonché per appurare se il Governo intenda
introdurre una normativa più stringente in tema di controlli e verifiche della
posizione giuridica delle persone fisiche forestiere che risultino titolari del
ruolo di amministratore o di socio in società di diritto sammarinese
.

“Rispetto al signor Belli,
spiego che la nuova legge dellòe licenze prevede che gli amministratori che
risultino inidonei debbano lasciare l’incarico, pena una sanzione. Alla domanda
se l’Aif ha provveduto ad effettuare controlli, rispondo che non c’erano
elementi per giustificare tali controlli. A quella se il segretario Arzilli era
a conoscenza delle vicende giudiziarie di Belli, rispondo che non avevano
rilevanza nell’attività di Lingotto srl.

Vorrei esprimere infine una
considerazione personale sull’interpellanza: nulla aggiunge a notizie già note,
a parte l’ulteriore attacco personale. Nel disperato tentativo di infangare la
mia immagine un blog ha tentato di trovare notizie contro la mia persona. Il
tentativo però non gli è riuscito, visto le risultanze elettorali. Mi spiace
che dei consiglieri abbiano perseguito un livello così sterile di discussione”.

– Giuseppe Maria Morganti,
segretario di Stato per l’Istruzione
,
risponde all‘interpellanza presentata dal Consigliere Ivan Foschi, Su, per
appurare se – con l’inizio del nuovo anno scolastico – il Governo:

1)abbia disposto il non
richiamo in servizio di dipendenti del settore scuola (e – in caso affermativo
– per quali motivi sia stato adottato un simile provvedimento e quanti casi
abbia riguardato)

2) abbia attuato
l’esternalizzazione del servizio di refezione scolastica (e – in caso
affermativo – con quali modalità e a che livello di attuazione sia pervenuta)
(depositata in data 19 settembre 2013 – 

“Sull’argomento è stato
proposto un odg che condivido, potrebbe essere oggetto di una deliberazione
comune, certe persone hanno diritto ad avere risposte. Il documento di spending
review impone alle segreterie di Stato la revisione delle spese di propria
competenza. Intervenire nel settore dell’istruzione è estremamente delicato, il
documento consigliare indica dieci direttrici in per una riduzione della spesa
di circa 4 mln di euro. Gli interventi sono stati intrapresi secondo un piano
di scadenze dei contratti. Il primo piano ha riguardato distacchi e cattedre ha
comportato risparmi per 500 mila euro. 
Il secondo intervento ha riguardato il personale ausiliario di ogni
ordine di scuola.  Nella scuola
d’infanzia la riduzione ha avuto un maggiore influsso: da 46 bidelli-cuoco ne
sono stati necessari 35, meno 14 unità, dei bidelli assunti 17, più 4 unità.
Complessivamente la riduzione è stata di 20 unità, la possibilità era ben nota
alle parti. Non si vive alcuna emergenza. La razionalizzazione elencata non ha
inciso sui nuovi ingressi in graduatoria di bidelli e bidelli-cuochi. La regola
è che il fabbisogno del personale pubblico sia ricoperto tramite interpello da
dipendenti interni alla Pa. Gli art. 5 in caso di invalidi hanno occupato una
certa quota di iscrizioni. Tutto ciò ha generato alla fine un certo disagio per
18 figure da tempo impiegate nella scuola. La segreteria di Stato per
l’Istruzione ha messo in atto tutte le strategie esecutive per una rapida
soluzione. L’8 ottobre, dopo una serie di incontri con i diretti interessati e
le parti sociali, si sono individuate alcune soluzioni. Esiste un grave
problema nelle graduatorie, i bidelli e i bidelli-cuoco non hanno diritti con
l’interruzione del lavoro, le indennità per gli articoli 5 devono essere
preventive e non successive. Non c’è alcuna intenzione di esternalizzare i
servizi di mensa per scuole, nidi inclusi. Le proposte scaturite dagli
incontri: sono 18 le persone non richiamate all’apertura della scuola, 13
bidelli cuoco e 5 bidelli. Tre posti di lavoro sono già stati assegnati il 7
ottobre scorso, 4 posti si dovrebbero liberarsi per inidoneità degli articoli 5
tutti, i casi dei bidelli dovrebbero trovare delle soluzioni. E’ stato quindi
assunto l’impegno per le graduatorie uniche, così anche per i restanti
bidelli-cuoco potrebbero aprirsi strade nuove. In ogni caso, va data copertura
degli ammortizzatori sociali, come richiede l’odg dell’Upr, anche per chi
lavora in modo non continuativo”.

Ivan Foschi, Su, replica: “Certamente la risposta è articolata, apprezziamo il
grado di dettaglio, ma i dubbi restano e sono amplificati. Si è agito con
superficialità e fretta, senza accortezza per i soggetti direttamente
interessati”.

 

San Marino, 22 ottobre/03

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