CONSIGLIO GRANDE E GENERALE. IL DIBATTITO SULLA NOMINA DEL PRESIDENTE BCSM

REPUBBLICA DI SAN MARINO

Ufficio Stampa del Congresso di Stato

COMUNICATO STAMPA

Con la richiesta avanzata da parte del Segretario di Stato per le Finanze, Gabriele Gatti, di ritirare il comma sulla nomina del Presidente di Banca Centrale, dato che l’unico candidato, Rainer Masera, non ha sciolto la riserva, si è aperto il lungo dibattito consiliare che interesserà la seduta parlamentare odierna. Sono 35 i consiglieri iscritti a parlare. Di seguito un riassunto dei loro interventi.

Segretario di Stato Gabriele Gatti: “La presidenza di Banca Centrale è un argomento di cui si è già parlato moltissimo ieri. Vorrei ribadire quello che oramai è a conoscenza di tutti: in questa seduta non siamo in grado di andare alla proposta del presidente di Banca Centrale, il comma può essere ritirato e questo argomento dovrà essere affrontato nel prossimo Consiglio Grande e Generale.
Il Governo, da subito, ha individuato nel potenziamento di Banca Centrale uno degli obiettivi più importanti. Ci troviamo in una situazione di difficoltà: già dalla primavera dello scorso anno il nostro Paese non è riuscito a entrare nella white list. Questo significa che le nostre Istituzioni non sono ritenute affidabili e ci mette in una posizione di procedura rafforzata riguardo alle collaborazioni e le verifiche nella lotta contro il terrorismo e riciclaggio di denaro. E’ una situazione di grave difficoltà, anche se nelle ultime settimane siamo riusciti a riattivare un rapporto con le Istituzioni italiane per scongiurare il rischio di non essere nel loro sistema di pagamenti. In questo difficile contesto, è emersa l’esigenza di cercare una persona di grande autorevolezza, prestigio e garanzia per la Presidenza di Bcsm. Per questo abbiamo puntato in alto e lo abbiamo fatto autonomamente, senza essere subordinati a nessun tipo di autorità. Il primo nome emerso era quello del professor Savona, nome conosciuto e già contattato dal precedente Governo, di grande prestigio internazionale. In un primo momento, Savona aveva accettato, ma successivamente ha avuto dei ripensamenti di natura esclusivamente personale, legati a incarichi che svolge in Italia. Voci di dissidi e di non gradimento, in particolare del sottoscritto, sono destituiti di ogni fondamento e qualsiasi tipo di polemica è inopportuna e sbagliata. Il professor Savona ha dato poi disponibilità a collaborare in altri ruoli per San Marino: una disponibilità importante, in un momento delicato e in prospettiva futura, quando avremo necessità di ripensare a molti cambiamenti dell’intero settore.

Successivamente siamo giunti a un nome altrettanto di prestigio, il Professor Masera che ha incarichi internazionali ed europei di alto livello. Anche lui avrebbe potuto dare un grande contributo alla crescita del sistema. Masera aveva accettato, siamo arrivati addirittura a una delibera di Governo, ma proprio in queste settimane gli sono state prospettate altre opportunità di prestigio internazionale e a inizio settimana ha espresso la sua preoccupazione a dire di sì. Il suo contributo sarebbe andato oltre all’assunzione dell’incarico: avrebbe collaborato a una serie di problematiche e cambiamenti da affrontare per il sistema. Il prof. Masera, ieri sera e anche stamattina, ha espresso le sue perplessità. Gli incarichi proposti dall’Ue e dal Governo italiano lo hanno indotto a ritenere non possibile assumersi l’impegno qui a San Marino. Masera non ha ancora dato un no definitivo, ma personalmente credo che non se la sentirà di assumere questo incarico.

Oggi veniamo a dire con molta preoccupazione che non siamo in grado di proporre un nome per Banca Centrale. Abbiamo puntato in alto su due nomi importanti. Ora il Governo dovrà attivarsi in tempi velocissimi per cercare altre soluzioni, dovrà affrontare la problematica della nomina e nel prossimo Consiglio Grande e Generale non possiamo sbagliare. Qualcuno più che sorridere dovrebbe pensare come ha lasciato il Paese al nuovo Governo, dovrebbe arrossire e essere più serio nell’affrontare problematiche che riguardano tutta la nostra economia e il nostro futuro. Siamo molto preoccupati e consapevoli di aver fatto tutto quello che si poteva fare. Lavoriamo in questa direzione e siamo certi che riusciremo a nominare una presidenza autorevole che ci possa aiutare nei prossimi mesi a rivedere quel verdetto del Moneyval e a recuperare credibilità”.

Claudio Felici (capogruppo Psd): “Ci sono momenti della politica che uno non si aspetta: il tono dell’intervento del Segretario di Stato Gatti è quello di chi ha raggiunto un obiettivo. Complimenti, non tutti ne sarebbero capaci. Un conto è dichiarare le cose, un conto realizzarle. La maggioranza sosteneva di risolvere il problema della Presidenza di Bcsm in poche ore, invece sono passati mesi e, nonostante le garanzie per febbraio, il Presidente non c’è: dunque l’orgogliosa sicurezza del Governo si è infranta.

In una settimana Paolo Savona è scomparso, Fabio Massimo ha declinato l’incarico e ieri la vicenda Masera. Tutte situazioni gestite dal Segretario di Stato per le Finanze: non siamo di fronte a un caso isolato ma a una epidemia. Viene da pensare che invece di puntare in alto si preferiscano profili più condizionabili o vicini al potere politico di chi governa. Non credo che Masera ci lasci in bilico fino a marzo, dunque il prossimo candidato si chiederà di questa moria dell’ultima settimana.

Occorre essere più umili e decidere insieme perché il Governo ha delle evidenti difficoltà: la situazione è inquietante, l’insuccesso clamoroso. Ma c’è anche un parallelo che fa pensare che l’obiettivo sia puntare in basso: il curriculum del sostituto di Fabio Massimo. Un giovane sammarinese senza esperienza professionale. Se si è convinti che sia il sostituto giusto, forse lo stesso ragionamento vale per la Bcsm. E allora, quale suocero avrà questo onore? Si punta al pieno controllo politico di quella posizione”.

Gian Nicola Berti (LdL): “Ha ragione il Segretario di Stato Gatti, il momento è difficile e il Governo paga le colpe del precedente Esecutivo. Il nostro sistema è in una situazione delicata e complessa e occorre ricordare che il Presidente di Bcsm manca dalla precedente Legislatura. Questo Governo ha almeno formulato due candidati”.

Ivan Foschi, capogruppo Su: “Quello di oggi è uno di quegli impegni sbandierati dal Governo, a cui si è giunti impreparati. Il Presidente di Banca Centrale è dimissionario dall’aprile 2007, il Governo lo è invece da giugno 2008. Noi, come vecchia maggioranza, ci assumiamo la responsabilità dal periodo compreso tra gennaio a giugno, poi la responsabilità ricade su chi ha aperto la crisi di Governo e su chi, in questa nuova maggioranza, ci sta mettendo lo stesso tempo del vecchio Esecutivo a portare a termine la nomina. Oggi siete ancora in alto mare, fa ridere l’iter con cui siete giunti alla formulazione delle candidature, siete stati superficiali, approssimativi e dilettanteschi. Oltre a non coinvolgere i partiti che rappresentano il 46% dei consensi, non coinvolgete neanche tutta la maggioranza e le ricadute sono su tutti i cittadini. La scarsa coesione e la troppa eterogeneità di questa coalizione si sta rivelando nella sua interezza”.

Luigi Mazza, capogruppo Pdcs: “Bisogna contestualizzare la situazione. Dobbiamo ricordarci che il Presidente di Banca Centrale manca da oltre un anno e le dimissioni sono avvenute nel momento più difficile della crisi di Asset banca. Era quello il momento di difficoltà in cui bisognava dare immediata risposta. Era quello il momento in cui tutti ci stavano guardando perché c’era una situazione molto preoccupante di stabilità del sistema.

Il problema della nomina di Banca Centrale non quindi è di oggi. Ma nell’ultima Legislatura il Presidente non è stato nominato perché i Ddc volevano un sammarinese. Prima e anche oggi, salvo i Ddc, sono tutti concordi che serva una persona autorevole e prestigiosa. Se le difficoltà di un anno fa sono ancora più forti è anche più forte la necessità che per la Presidenza sia scelto un nome autorevole e prestigioso che imprima un sigillo di serietà in una trattativa non facile”.

Simone Celli (Psd): “Dopo quattro mesi di proclami non si è ancora trovata una soluzione e oggi siamo di fronte a una prima sconfitta del Governo. La situazione che sta emergendo è piuttosto preoccupante, non solo rispetto agli impegni presi dalla nuova maggioranza. Nelle ultime settimane si stanno susseguendo episodi, nell’azione di Governo, in cui emergono molte difficoltà. La questione Savona, che indubbiamente rappresentava un candidato autorevole, è arrivata a un punto di non ritorno. La questione relativa a Fabio Massimo che si è subito ritirato. Poi l’altra questione di estrema delicatezza, il rifiuto di Masera, dopo che lunedì il Congresso di Stato lo aveva indicato come candidato. Oggi siamo quindi di fronte a un ennesimo rifiuto”.

Pier Marino Mularoni (Ddc): “Oggi non facciamo una gran bella figura a livello internazionale. L’opposizione vi aveva posto su un piatto d’argento la disponibilità a collaborare e l’avete rifiutata in maniera arrogante, ponendogli non rosa di nomi, ma una scelta già fatta. Alla luce di questi antefatti, venire qua con faccia tosta a dire ‘ci dispiace, non ci siamo riusciti, sono successi degli imprevisti’ è un atteggiamento grave, dato che si parla di dover riconquistare una credibilità perduta. Nessuno di noi vuole sminuire la gravità della situazione e la necessità di valorizzare il ruolo di Banca Centrale come garanzia di applicazione del sistema, ma credo non sia questo il modo. La posizione dei Democratici di Centro, enfatizzata da qualcuno, era quella di dire che vogliamo parlare anche della possibilità di un candidato sammarinese, non di escludere a priori questa possibilità”.

Nadia Ottaviani (AeL): “Non mi risultano comunicati stampa del mio partito contrari alla candidatura di Masera come detto dal consigliere Celli. La situazione del sistema bancario e finanziario all’insediamento di questo Governo era molto difficile e c’è piena consapevolezza della necessità di compiere delle scelte, ma la situazione con l’Italia è molto deteriorata, come dimostra la circolare di Bankitalia.
Non siamo fuori dall’emergenza, ma la controparte italiana è comunque più disponibile. Governo e maggioranza vogliono occuparsi dei problemi del Paese, ma non ci aspettavamo una situazione del genere. Sulla presidenza di Bcsm la maggioranza si è impegnata in un confronto interno, è necessaria una figura rilevante e se serve tempo, sarà tempo speso bene”.

Alessandro Mancini (Psd): “La nomina del Presidente di Bcsm doveva essere imminente invece il candidato ha rinunciato. La terza rinuncia in 15 giorni, cosa succede? Si tratta di un clamoroso insuccesso del Governo e questo era il primo atto importante. L’Esecutivo sbaglia nel metodo se pensa di gestire un Paese come agli inizi del 2000. L’opposizione ha cercato di dare il proprio contributo ma ha trovato le porte chiuse. La proposta la deve fare il Governo, non ci piove, ma era auspicabile un confronto su una rosa ampia di nomi. Il mio avvilimento è quello di gran parte dei cittadini”.

CS/Cr

San Marino, 26 febbraio 2009

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