Consiglio Grande e Generale, seduta pomeridiana. Agenzia Dire

COMUNICATO
STAMPA

CONSIGLIO
GRANDE E GENERALE 14-22 LUGLIO

LUNEDI’ 14
LUGLIO – pomeriggio

I lavori consiliari si aprono dal
Comma 7, progetto di legge “Istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta
su presunte responsabilità politiche o amministrative legate alla vicenda ‘Cassa
di risparmio’”, cui è stata accordata all’unanimità la procedura d’urgenza. Nel
corso dell’esame dei 6 articoli del provvedimento, Sinistra unita presenta un
emendamento all’articolo 1,comma 5 sulle modalità di accesso degli atti della
commissione, su cui si è giunti a una modifica concordata.  Unanime, con 53 voti a favore, dopo l’esame
dei sei articoli, è anche l’approvazione del provvedimento, che era stato
presentato e sottoscritto da tutte le forze consiliari.

L’Aula passa al comma 8 “Dibattito
sull’emergere di fenomeni che hanno coinvolto alcuni ambiti politici”. In
apertura, la Reggenza compie una premessa, tornando sulla questione morale e
richiamando alla responsabilità e alla difesa delle istituzioni i rappresentanti
politici, assicurando la massima attenzione su questo passaggio come garante
delle istituzioni e della legalità.

Di
seguito un estratto degli interventi:

Comma
7. Istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta su presunte
responsabilità politiche o amministrative legate alla vicenda ‘Cassa di
risparmio’”

Luigi
Mazza, Pdcs: “
Il progetto di legge segue l’approvazione di un ordine del
giorno dello scorso aprile ed è stato concordato da tutti i gruppi consiliari.
L’avvio di una commissione d’inchiesta su Cassa di risparmio-Sopaf e gli
elementi correlati sono stati valutati rilevanti. Viene escluso dai rilievi
quanto è oggetto di indagine da parte della magistratura. Il testo prevede una
composizione paritetica di 10 componenti in deroga da quanto previsto, ovvero
da un numero più amplio, per non allungare i tempi e perché dalle esperienze
precedenti si è valutato che un numero ristretto di componenti rendesse i
lavori più efficienti. Ci auguriamo che nel tempo dei sei mesi previsti la
commissione possa riferire in Aula. Nel prossimo comma si discuterà della
nascita di un’altra commissione d’inchiesta e la sovrapposizione può complicare
i lavori consiliari. Non crediamo che i problemi del Paese si risolvano con le
commissioni di inchiesta e se il prossimo anno i lavori consiliari saranno
incentrati sugli esiti delle commissioni 
non faremo quello che ci chiede la cittadinanza in questo momento”.

Simone
Celli, Ps: “
Lo
scorso aprile il Ps appoggiò con convinzione l’istituzione della commissione
poiché ritiene che la vicenda in questione rappresenti uno dei punti nodali
della storia recente del Paese e che coinvolge l’istituto di credito ritenuto
non a caso la banca dei sammarinesi. Dall’inizio trasparirono comportamenti
discutibili, dal punto di vista politico, dal ruolo di Sopaf, ci fu il
memoriale Ghiotti e oggi le indagini della magistratura di Milano fanno
emergere un quadro inquietante in cui non è escluso il coinvolgimento politico.

A
nome del Ps dichiaro il voto favorevole della commissione d’inchiesta, anche se
avviene con 4 anni di ritardo. Auspico che la commissione diventi operativa al
più presto, per fare chiarezza su uno dei capitoli più scuri della storia del
Paese”.

Stefano
Macina, Psd: “
Nell’aprile 2014 abbiamo avuto già un dibattito sull’opportunità
di istituire una commissione d’inchiesta e già in quell’occasione ho rilevato l’importanza
di questo istituto per fare luce sui rapporti con la politica e i fatti svolti.
Sarà importante il modo in cui si intenderà agire rispetto agli argomenti in
discussione e tenendo conto degli atti già fatti da parte del Consiglio per l’istituto
di credito. Il mio auspicio è che non si nuoccia ad esso. E’ importante quanto
questa commissione porterà avanti per fare chiarezza su certe situazioni,
compreso un ruolo debole dello Stato di difesa sulla Cassa di Risparmio. Da
parte nostra, come Psd, confermiamo il nostro voto favorevole alla proposta di
Commissione, in coerenza con quanto votato in Aprile”.

William
Giardi, Upr:
 “Riteniamo non più prorogabile
l’istituzione di una commissione d’inchiesta. Occorre fare luce, al di là delle
responsabilità penali su cui sta indagando la magistratura, di tutti i contorni
di quello che è stato un vero e proprio esproprio di denaro di una banca
sammarinese a beneficio di una finanziaria italiana in difficoltà. Per quali
ragioni il salvataggio di Delta è stato a carico della Cassa? E i 15 milioni di
euro finiti in Lussemburgo  sotto forma
di pagamento per una consulenza fanno pensare che qualcuno si sia indebitamente
arricchito  a danno del sistema bancario
sammarinese. Sul caso Cassa di Risparmio- Sopaf abbiamo visto quale fu la
trattativa di liquidazione con sovrapprezzo, pensando si potessero evitare
azioni legali insostenibili. Ugualmente la giustizia ha fatto il suo corso e
Delta non esiste più.  Il Paese merita di
conoscere la verità. Responsabilmente si devono guardare i fatti e la
Repubblica chieda ragione dell’esproprio subito”.

Francesca
Michelotti, Su:
“Il consigliere Mazza ha detto subito che non crede nello strumento
della Commissione d’inchiesta quando il Paese e la crisi chiederebbe che l’attenzione
del Consiglio fosse riversata ad altre emergenze. Al contrario, noi riteniamo
questa sia una vera e propria emergenza del Paese. Tutte le altre non possono
partire senza una visione condivisa sul clima valoriale e culturale. Crediamo
nella commissione d’inchiesta per far emergere i fatti che possano essere
valutati dai cittadini con massima conoscenza. Quali altri segnali può mandare
la politica? La commissione Fincapital ha segnato una svolta per accreditare la
politica come sistema che non ha paura di indagare su se stessa. Quando venne
divulgato il contenuto di un colloquio avvenuto a Palazzo Begni  tra l’allora segretario di Stato per le
Finanze e l’allora direttore Carisp Fantini, 
pare che un segretario di Stato chiese allo stesso Fantini di commettere
un illecito. La questione del 2010 a noi di Su parve troppo importante per
essere sottaciuta e la sottoponemmo al Tribunale che ha aperto un fascicolo,
tramite rogatoria, e si è aperta un’indagine anche a Milano. Oggi lo Stato che
ha investito tanto in Cassa di Risparmio ha il diritto di sapere come sono
andate le cose. E voteremo a favore del progetto di legge”.

Mario
Venturini, Ap:
  “Negli anni ho
maturato la convinzione che alla classe politica del Paese non piacciono le
commissioni d’inchiesta. In passato, molte si sono concluse in nulla, si
presentavano due relazioni, di maggioranza e minoranza, che si annullavano a
vicenda. E notai che alla popolazione non importava nulla delle commissioni d’inchiesta.
Quindi quando ero all’opposizione, molte richieste di commissioni venivano
respinte dalla maggioranza e la popolazione continuava a disinteressarsi. Negli
ultimi anni la mentalità  è cambiata, dal
2007 ad oggi ci sono state due commissioni che 
hanno lavorato, ce ne sarà una terza, forse una quarta e non ci
fermeremo qui. Mi piace pensare che la commissione su Fincapital abbia segnato
una svolta perché per  la prima volta ha
avuto un risultato unitario. A distanza di due anni ci sono forze politine che
hanno criticato in campagna elettorale la commissione su Fincapital e oggi sono
invece promotrici del provvedimento. Capisco che Celli rimpianga che la
commissione arrivi dopo 4 anni. Ma anche se con ritardo, l’importante è che
nasca. L’argomento è stato scelto dall’opposizione, ciò significa che anche in
maggioranza ci sono state le necessarie sensibilità”.

Andrea Zafferani, Civico 10: “Siamo stati tra i
promotori dell
ordine del giorno recependo alcune precise indicazioni giunte
dalle forze di maggioranza che ci sottolineavano, rispetto alla nostra
precedente richiesta, di circoscrivere l
ambito di azione
della commissione d
inchiesta. Siamo felici che si possa partire finalmente per fare
chiarezza su una delle vicende più delicate che riguardano il nostro Paese, uno
dei capitoli più oscuri della sua storia, quello che appunto riguarda la Cassa
di Risparmio. Il compito di questa commissione d
inchiesta
sar
à quello di valutare eventuali responsabilità politiche
mentre quelle penali spettano al Tribunale. Dalla risoluzione della questione
morale può partire la rinascita del nostro Paese”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Non può essere una commissione dinchiesta
a risolvere i guai del nostro paese, sono d’accordo. Ma facendo i nomi
riusciremo ad avere un quadro per capire quello che è successo a questo Paese.
Quello che verr
à fuori non potrà essere etichettato come accanimento ma come un far venire alla
luce quello che era nascosto”.

Denise Bronzetti, Indipendente: “Ai commissari che faranno parte
della commissione d
inchiesta spetta il compito di chiarire le responsabilità politiche.
E’ un bene che si sia finalmente arrivati a ciò ,nonostante le tante difficolt
à che
ha la politica di fare i conti con sé stessa. Ci apprestiamo a votare a favore
di questa proposta di istituzione della commissione d
inchiesta”

 

Comma
8 “Dibattito sull’emergere di fenomeni che hanno coinvolto alcuni ambiti
politici”.

Gian
Carlo Venturini, segretario di Stato per gli Affari interni:
“Ogni atto politico
deve rispondere all’esigenza di favorire la cultura della legalità e della
trasparenza, è l’unico modo in cui politica si mette a servizio della
giustizia. Il Consiglio grande e generale, tramite l’approvazione unanime dell’odg
di maggio scorso, ha individuato le linee direttrici per contrastare il
riciclaggio e il finanziamento al terrorismo. Le iniziative della Commissione
affari giustizia, sono state orientate al fine di garantire il completamento
della copertura e della formazione dell’attività del tribunale. Il lavoro della
segreteria e del governo in ambito di giustizia non è finito, la piena fiducia
nella competenza della magistratura è condizione necessaria affinché le
inchieste siano affrontate con equilibrio. La segreteria di Stato per la Giustizia
si augura che la magistratura possa proseguire il suo lavoro con la massima
celerità e autonomia nel rispetto del diritto della difesa”.

Simone Celli,
Ps
:
“Il gruppo del Ps ha formalizzato nei giorni scorsi richiesta di una seduta
straordinaria per portare in Consiglio un apposito dibattito con l’obiettivo di
aprire una profonda riflessione politico sullo stato di incertezza in cui si
trova la Repubblica di San Marino. Il Ps è preoccupato per la crisi economico e
sociale, per l’esplosione della questione morale che ha coinvolto direttamente
o indirettamente figure legate all’ambiente politico. Non voglio cadere nelle
polemiche e nello scontro politico, ci allontanerebbe da un confronto serio
sulla peggiore crisi sistemica dal dopoguerra ad oggi nel nostro Paese. A
prescindere dal ruolo istituzionale, non si può essere arroccati nelle proprie
posizioni politiche, occorre una riflessione sulle strategie di uscita per non
correre nel rischio che il Paese possa saltare per aria. Occorre mettere in
campo una reazione politica ferrea e reale per provare a liberarsi dalle sabbie
mobili. Sulla questione morale per il Partito Socialista è del tutto
inaccettabile che qualcuno voglia sfruttarla per giocare una partita di ordine
squisitamente politico, magari semplicemente con l’obiettivo di eliminare l’avversario
scomodo oppure di raccogliere qualche manciata di voti in più alle prossime
elezioni.

Si usi il buon
senso, colleghi Consiglieri, e si eviti di interferire con l’attività dei
Magistrati tirandoli per la giacca a seconda delle convenienze del caso. La
politica torni a fare la politica: questo il punto di partenza di questo
dibattito. Il compito di accertare le responsabilità giudiziarie spetta al
tribunale. Va bene ricercare quelle politiche, va bene l’approvazione della
commissione di inchiesta su Cassa e Sopaf, ma si deve fare chiarezza su tutto,
anche sul caso Chalet-Mose. Nessuna vicenda che prevede coinvolgimento diretto
o indiretto dalla politica sia escluso dalla voglia di far emergere la verità.
Altrettanto importante è il tema sulla crisi politica e sociale de Paese.
Nonostante l’uscita dalla black list e l’approvazione del decreto sviluppo, i
segnali di investimento e ripresa economica sono troppo pochi. Di qui il nostro
giudizio negativo sul governo e sulla coalizione di maggioranza. Riconfermiamo
la richiesta di dimissioni. Ai consiglieri di maggioranza chiedo quali sono le
ragioni per cui il governo dovrebbe restare in sella se non porta a casa
segnali tangibili di ripresa? Senza risultati effettivi il governo diventa puro
esercizio di gestione del potere, un’occupazione di poltrone. Serve un progetto
per rimettere in moto il Paese dopo anni di recessione. Invece il governo si è eclissato
in 5 mesi di nulla dopo che i presupposti di ripresa sono apparsi. 

Da questo
dibattito deve emergere un messaggio politico orientato alla consapevolezza, o
si apre una nuova fase politica o si vada al voto. Il Ps ha abbracciato da
tempo la terza via, non siamo alla ricerca di inciuci ma di una soluzione
politica per traghettare il Paese fuori dalla peggior crisi economico e sociale
degli ultimi 50 anni”.

Manuel
Ciavatta, Pdcs
: “Non c’è pace sociale senza giustizia sociale. Non c’è pace
interiore se non facciamo giustizia con la nostra vita e questo vale oltre che
in ogni uomo, in ogni Paese. Ho la percezione che a tutti i livelli si stia
perdendo questa consapevolezza che era invece ben salda nei nostri padri. Ho
davanti agli occhi le immagini dei barconi delle persone che cercano salvezza
dall’Africa. Questa è la questione morale che mi interessa. Se non vivo con
giustizia, non realizzo la pace sociale e vale per tutti.

La
Dc ha deciso di attuare la giustizia che porta alla convivenza politica, la Dc
ha scelto in questi anni di non chiudere gli occhi se alcuni dei suoi membri
attuali o passati non hanno agito negli interessi del Paese. La Dc chiede che
venga restituito alla comunità tutto quello che è stato tolto, nel rispetto però
della dignità umana.

Se
guardo ai miei colleghi, non solo della Dc, non mi vergogno di essere qui in
Consiglio. In molti dicono che la politica è tutta degradata, ma dal 2007
invece molte cose sono cambiate, grazie all’opera di questo governo e di quello
prima ancora. Se delle riforme sono state fatte in materia di legalità è merito
un po’ di tutti, ed è merito di tutti se piano piano riusciamo a mettere la
gente di fronte alle proprie responsabilità. Se la Dc ha avuto tra i suoi
uomini qualcuno che ha sbagliato,  deve
oggi chiedere scusa”.

Stefano Macina, Psd: “Celli oltre a chiedere le dimissioni, su cui non
possiamo essere d’accordo, ha parlato di crisi di sistema. Siamo di fronte a un
cambiamento e i partiti hanno fatto molti atti in questi anni. Ci sono aspetti
ancora deficitari su cui intervenire. Auspico che il confronto in Aula possa
continuare. Il tema centrale è la questione morale. Come Psd abbiamo preso
strade precise sul terreno della legalità e sosteniamo le esigenze di chiarezza
dell’opinione pubblica.

Non
condivido che siamo in emergenza, come sistema, come normative e azioni da
mettere in atto. Abbiamo recuperato credibilità, con passaggi fondamentali
quali la legge del 2005 sul potere autorizzativo, la Lisf, la normativa del
2008 sull’antiriciclaggio, l’Aif, il Clo, la legge elettorale del 2007,  le varie intese, l’adesione al Sepa. Ci siamo
dotati di una base normativa e di anticorpi importanti.

Condivido
che la politica deve tornare a fare la politica, valutare altre iniziative
oltre alle commissioni d’inchiesta. Noi siamo disponibili al confronto e ad
assumerci le responsabilità che ci competono nell’azione di governo”.

William Giardi, Upr: “San Marino, destato dal torpore della falsa
ricchezza, viene scosso dal problema morale. C’è un clima collettivo di
destabilizzazione e disorientamento. Per alcuni tutti i politici sono corrotti,
altri teorizzano l’autogoverno del popolo. Marx sottolineava che le figure di
spicco danno un impronta al tempo che vivono, ma sono anche l’esigenza delle
tematiche del tempo. La moralità corrotta nasce da un movimento circolare,
dalle esigenze di larghi strati della collettività. Occorre capire perché non
si è fatto nulla prima. Il dibattito di oggi si estende a varie vicende, cui
Upr ha sempre prestato attenzione. Mi chiedo se si estende anche a E-vox e
altri fatti. Upr auspica un rilancio della moralità in tutti gli ambiti della
politica, senza la democrazia manca di sostanza”.

Ivan Foschi, Su: “Il titolo del comma è alquanto bizantino. Emerge
dalle inchieste una realtà fino a ieri scansata dal dibattito politico. Sono
state coinvolte figure di spicco. Sono stati aperti procedimenti penali a
carico di politici, emesse misure cautelari restrittive. Dobbiamo accertare le
responsabilità a 360 gradi, non solo nell’ambito politico, ma nei gruppi di
potere che hanno esercitato pressione, contando sulla tutela dei propri
interessi da parte dei propri referenti istituzionali. Di connubio tra affari e
politica si parla dagli anni ’90, ma la maggioranza di turno ha sempre
scrollato le spalle. Eppure non erano fantasie le tangenti e le pratiche sul
voto estero. Occorre ripensare il ruolo della politica e di chi la fa. Non
possiamo uscire con un odg che fa appello alla responsabilità, occorrono norme
precise su finanziamenti e trasparenza. Un avviso di garanzia deve bastare per
una sospensione dalla politica attiva”.

Andrea Zafferani, C10: “Parliamo di riciclaggio, associazione a delinquere,
ma anche del fallimento totale della gestione del Paese dai famigerati anni ’90
al governo straordinario. Una gestione che ha svenduto la Repubblica. Questi
fenomeni hanno coinvolto profondamente i due partiti che hanno governato in
quei 15 anni. La magistratura va sostenuta, occorre darle tutti gli strumenti
necessari. Vedere lo sviluppo del sistema finanziario regolato dalla quantità
delle tangenti, le tlc dettate da alcuni conti in banca, il controllo politico
sulla magistratura, fa molto male. Siamo stati considerati un Paese
inaffidabile. Ma a noi piace guardare anche al futuro, non solo al passato. Le
persone più serie devono prendere atto che una certa classe politica ha fallito
e deve lasciare strada ad altri, mettendo anche in discussione la loro
appartenenza ai partiti tradizionali. Servono poi idee chiare su un programma
profondo di riforme, che parta da giustizia, lavoro e Pa. Non possiamo più
permetterci di stare fermi. Vedremo chi capirà la necessità di un nuovo corso”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Occorre analizzare cosa succede adesso, per capire
cosa fare in futuro. Non si può negare che la classe politica ha prestato il
fianco ai poteri forti e che ancora oggi la situazione è drastica. Le leggi non
bastano. Occorre prendere le distanze da chi ha avuto responsabilità, vanno
isolati. La magistratura deve fare il suo corso e la classe politica deve dare
una valutazione sulle responsabilità. Dobbiamo anche sapere quanto ci costa la
corruzione. I politici non devono solo dichiarare i redditi, ma anche i
patrimoni, servono controlli frequenti. Non dobbiamo avere paura di fare scelte
e aspettare che siano”. 

Massimo Cenci (Pdcs Ns): Già dalla
scorsa legislatura io ed altri più di una volta ci siamo trovati a difendere
fermamente il Tribunale, in un momento in cui era più facile inveire contro la
sua inefficienza. Non mi piacciono i tam tam mediatici che ci si immagina dove
vogliono arrivare anche se non è sempre chiaro chi li manda. Non mi piacciono
neppure i “pizzini” affidati alla stampa o alla rete internet. L’impressione è
che si sia messo in moto un meccanismo difficilmente arrestabile. Da quello che
emerge viene messa in luce una fotografia piuttosto fredda del nostro Paese ma
che al contempo non ci stupisce. E’una situazione che si immaginava e che avrà
sicuramente ancora conseguenze in questo Paese.

Federico Pedini Amati (Ps): Il
momento non è difficile solo per chi è coinvolto in particolari questioni ma
c’è vera crisi del sistema economico e istituzionale sammarinese. Sono
d’accordo con il consigliere Ciavatta quando dice che la soluzione per
risolvere i problemi della Repubblica sammarinese non può essere quella di
costituire domani mattina un Governo d’emergenza. Si rispetti la dignità delle
persone coinvolte, senza dubbio, ma prima di tutto si rispetti quella del
cittadino cercando di essere il più trasparenti possibile. Ci sono voragini
corruttive e coperture di queste voragini che rappresentano un sistema che io
mi auguro sia finito. La politica e chi governa questo Paese prenda le distanze
da tutto ciò. Rispetto alle commissioni d’inchiesta tout court posso solo dire
che non hanno mai prodotto un risultato efficace sul fronte della verifica
della veridicità o meno dei fatti accaduti. La politica ed i partiti devono
assumersi le proprie responsabilità. E si emargini chi fa politica con
corruttele, corruzione e situazioni illecite.

Guerrino Zanotti (Psd): Occorre
prendere coscienza del fatto che va cambiata pagina. Intraprendiamo una strada
diversa che, in parte, abbiamo già imboccato. Il clima nel quale opera la
Magistratura in questo periodo è anche frutto di una svolta che c’è
effettivamente stata nel Paese. Abbiamo adottato una serie di provvedimenti che
rendono più difficile praticare la cattiva politica. Il richiamo è quello
affinché la politica dia una risposta concreta alla richiesta di legalità che
giunge dalla società. Questi dibattiti rischiano di essere piuttosto vuoti se
non vengono riempiti di contenuti.

Marco Gatti (Pdcs Ns): E’la
prima volta che vengono aperti procedimenti penali su politici per indagini su
presunti illeciti per atti corruttivi di riciclaggio. Perché è la prima volta?
Secondo me perché è cambiata la politica. Se prima era la politica a bloccare
tutto ora c’è stato un cambiamento. Io credo che dovremo prendere atto di una
politica che è cambiata e ha detto: per far ripartire il Paese occorre
ripartire da noi. Parte della colpa di un certo sistema è anche dei cittadini
però l’esempio lo danno coloro che sono ai vertici. Forse allora c’è stato un
periodo storico in cui la politica non ha dato il buon esempio. Nella
Democrazia Cristiana voci critiche sono partite tanti anni fa ed hanno
combattuto per il cambiamento. Non hanno combattuto le persone ma per
salvaguardare il patrimonio culturale del nostro partito riaffermando le nostre
basi ideali. Oggi il compito dei partiti è quello di continuare questa opera.
Dobbiamo far si che crescano dei giovani che sulla base di valori ideali e culturali
portino avanti la propria azione politica. In questo Paese è venuto in visita
un Capo di Stato italiano che ha lanciato un messaggio straordinario: dobbiamo
capire che siamo l’uno l’opportunità dell’altro per il rilancio economico dei
due Stati.

Alessandro
Mancini (Ps):
Su San Marino si è abbattuta una
tempesta perfetta: da una parte la crisi economica che peggiora giorno dopo
giorno e ha comportato livelli di disoccupazione drammatici, dall’altra la
questione morale. Ad oggi non sono arrivate risposte alla crisi che sta
attraversando il Paese. Quali sono i progetti imprenditoriali in grado di
rilanciare il Paese? Quali sono i risultati positivi che avrebbe portato il
Tavolo per lo Sviluppo? Al centro della questione morale c’è il processo del “Conto
Mazzini” che in realtà è il processo alla politica dei primi anni del 2000.
Oggi abbiamo iniziato a fare il processo alla politica degli anni
2008/2009/2010 con l’istituzione della commissione d’inchiesta sulla vicenda
Cassa di Risparmio-Sopaf. Se vogliamo ridare credibilità alla politica e ai
partiti dobbiamo dire che quello che abbiamo fatto è troppo poco. Serve un
ricambio generazionale e di metodi per fare la politica.

Tony
Margiotta (Sinistra Unita):
Tutti sono preoccupati
della questione morale che in qualche maniera potrebbe scoppiare nel nostro
territorio. Io me lo auguro perché il fatto che uno dei più grandi esponenti
storici del partito di maggioranza sia stato messo agli arresti con le varie
accuse e soprattutto con un conto in banca di 14 milioni di euro, fa pensare
che forse c’è qualcosa che non va. Ha utilizzato il proprio ruolo per interessi
personali o di gruppo. E questo per me è una cosa che fa male. Non tanto al
politico Tony Margiotta ma alla cittadinanza sammarinese che da alcuni anni è
stata chiamata a intraprendere un percorso di cambiamento basato anche su tasse
straordinarie. Onestamente ci troviamo in una situazione di cambiamento che
stiamo interpretando tutti. La politica ma soprattutto il Paese sta cambiando.
Fino a qualche tempo fa coloro che sedevano nelle varie Segreterie di Stato
erano abituati alla visita di persone in difficoltà che chiedevano un posto di
lavoro o addirittura una licenza. Questo meccanismo ha portato a quel fenomeno
che oggi paghiamo e che determina situazioni clientelari.

Fabio
Berardi (Pdcs Ns):
Sia nei toni che nei contenuti quello
che emerge in questo confronto è un’unità di intenti per combattere i fenomeni
che stiamo discutendo e combattere nel tempo situazioni sgradevoli. Se oggi la
politica ha fatto una svolta lo ha fatto perché in questi anni è stata capace
di dotarsi degli anticorpi necessari. Norme che sono la conferma che nel nostro
ordinamento nessuno si può sentire al di sopra della legge. Al di là
dell’attività e della produzione normativa io ricordo azioni fatte a livello di
Governo significative anche per i temi che stiamo trattando. La forza della
politica è trovare le soluzioni affinché queste soluzioni non si verifichino
più.

Mimma
Zavoli (Civico 10):
Stiamo vedendo la faccia sporca della
politica. La faccia oscura che ha agito all’ombra dei partiti. Io credo che non
vi siano leggi o codici etici che tengano se ognuno non pensa a distinguere,
attraversi comportamenti personali, ciò che è lecito da ciò che non lo è. Chi
si prende responsabilità politica deve essere al di sopra di ogni tentativo di
corruzione e non lasciarsi lusingare. Il tempo dei tentennamenti è finito da un
pezzo. La Magistratura dovrà andare fino in fondo e chi ha sbagliato dovrà
pagare penalmente e politicamente. Tutti i politici dovrebbero fare un passo
indietro per preservare le istituzioni che rappresentano nel rispetto della
delega ricevuta e difendendosi nelle sedi opportune come liberi e privati
cittadini. Il punto è: quanto saremo disposti a fare crescere le buone pratiche
politiche? Altrimenti quello che diciamo qui dentro saranno solo vuote parole.

San
Marino 14/07/2014

 

 

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