Consiglio Grande e Generale, seduta serale del 26 aprile. SMNA

CONSIGLIO
GRANDE E GENERALE 26 APRILE- 3 MAGGIO

MARTEDI’
26 APRILE – SERA

I
lavori consiliari si aprono con la r
atifica
della Convenzione tra San Marino e l’Azerbaijan per evitare le doppie
imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio,
prevista al
comma
16
.
Approvato il
comma
17
,
“Adesione all’Accordo multilaterale sui diritti commerciali per
servizi aerei non di linea in Europa”, l’Aula passa quindi al
comma
18
,
“Riferimento del Governo sul Vertice Umanitario Mondiale, che si
terrà a Istanbul il 23 e 24 maggio 2016, e successivo dibattito”.
Al termine del dibattito viene approvato all’unanimità un ordine del
giorno che impegna il governo a “sostenere la leadership delle
Nazioni Unite negli aiuti umanitari per migliorare l’efficenza
dell’azione umanitaria”.

Di
seguito un estratto degli interventi.

Comma
16


Ratifica della Convenzione tra il Governo della Repubblica di San
Marino e il Governo della Repubblica di Azerbaijan per evitare le
doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul
patrimonio, firmata a Baku l’8 settembre 2015

Pasquale
Valentini, Segretario di Stato agli Affari Esteri

E’
un accordo con la repubblica di
Azerbaijan
per
evitare le doppie imposizioni su reddito e patrimonio. Con questo
sono 21 accordi siglati, di cui 12 con Paesi dell’UE. L’Azerbaijan
ha mostrato interesse verso le relazioni economiche con il nostro
Paese.

Ratificata
a maggioranza

Comma
17

– Adesione all’Accordo multilaterale sui diritti commerciali per
servizi aerei non di linea in Europa, fatto a Parigi il 30 aprile
1956

Pasquale
Valentini, Segretario di Stato agli Affari Esteri

Questo
accordo rappresenta l’opportunità di aderire a uno strumento
internazionale che è per noi importante per lo sviluppo che si cerca
di portare avanti nel settore. Questo accordo è per noi motivo di
garanzia.

Approvato
a maggioranza

Comma
18


Riferimento del Governo sul Vertice Umanitario Mondiale, che si terrà
a Istanbul il 23 e 24 maggio 2016, e successivo dibattito

Pasquale
Valentini, Segretario di Stato agli Affari Esteri

E’
un appuntamento nel quale non è sufficiente che la nostra presenza
sia di circostanza. Serve una presenza con alle spalle una
riflessione approfondita da parte del nostro organo di
rappresentanza, il Consiglio Grande e Generale. E’ un vertice
mondiale che ha come tema gli interventi umanitari. La pretesa del
Segretario Generale dell’ONU è dare avvio a una nuova fase della
solidarietà internazionale. Siamo di fronte a emergenze che
oltrepassano i confini dei singoli Stati. Il messaggio lanciato è
provocatorio: non accettiamo l’erosione di umanità che oggi
vediamo. Significa: rendiamoci conto che è in atto una riduzione
della nostra dimensione umana.

Gli
Stati in cui non c’è rispetto del diritto sono focolai di
instabilità politica ed economica. Questo percorso umanitario non si
può fare senza prendere sul serio il rispetto dei diritti umani,
l’inviolabilità della persona. Questo percorso deve avvenire nel
dialogo. Gli interventi che devono seguire devono avere due
direttive: solidarietà e sussidiarietà.

Cosa
può fare San Marino? Deve esprimere sostegno e condivisione nei
confronti del richiamo del Segretario Generale. In quale maniera?
Creando le condizioni perché all’interno del nostro Paese ci sia
rispetto dei diritti della persona. Nessuno sia emarginato. A nessuno
siano negate le possibilità per la sua realizzazione. Libertà di
istruzione e cura nel nostro Paese sono garantite senza
discriminazioni e oneri per i cittadini.

Nel
nostro bilancio abbiamo un capitolo dedicato alla solidarietà
internazionale. E’ una percentuale fissa del nostro bilancio. Un
segnale utile sarebbe avere la capacità di aumentare questo impegno.

Lorella
Stefanelli, Pdcs

Ricordiamoci
l’ordine del giorno che chiedeva di non lasciare sola l’Italia,
Cipro, la Grecia. Insomma, il primo approdo dei migranti. Anche
questo significa solidarietà umana. E’ una precisa collocazione
politica del nostro Stato. Assistiamo a nuove barriere negli Stati
europei che mettono in discussione i capisaldi su cui si basa l’idea
di Europa. La nostra repubblica deve portare il suo contributo al
vertice umanitario.

Non
mi ritrovo con le prese di posizione e gli articoli di stampa che
hanno fatto terrorismo mediatico sulla venuta di due o tre famiglie
di profughi. Non tiriamoci indietro sull’aiuto umanitario, non
mettiamo davanti a noi percorsi di egoismo.

Marco
Podeschi, Upr

Nel
mondo ci sono 66 Paesi in guerra. Ventinove in Africa, 16 in Asia, 9
in Europa, 7 in Medio Oriente e 5 nelle Americhe. C’è il problema
dei diritti umani in Cina, di cui spesso non si parla. In molti
Stati, anche gli USA, c’è ancora la pena di morte. Come Stato
dobbiamo fare presente la sistematica violazione dei diritti civili
di queste persone. Il caso della Corea del Nord mi indigna. Minaccia
sistematicamente le altre nazioni. Tiene la popolazione in povertà
per fare spese militari.

Luca
Santolini, Civico 10

Da
due anni l’Europa è investita da flussi migratori imponenti, che
seguono due direttive, una balcanica e l’altra mediterranea.
Milioni di persone si sono messe in cammino. Ci sono migranti in fuga
dalla guerra, altri in fuga dalla povertà. Chi scappa dalla guerra o
dalla povertà non si ferma di fronte a un filo spinato. Dove non ci
sono canali ufficiali, arrivano le mafie e la criminalità. Il
premier italiano Matteo Renzi ha avanzato una proposta interessante.
Emettere Eurobond per raccogliere risorse economiche da investire
dove i flussi vengono smistati. Creare centri di smistamento in quei
Paesi è una proposta da tenere in forte considerazione.

Accogliere
qualche famiglia in fuga dalla guerra è un piccolo gesto che costa
poco alla repubblica ma è capace di dare alle nostre parole la
credibilità necessaria.

Guerrino
Zanotti, Psd

San
Marino non può esimersi dal prendere posizione di fronte ai problemi
dell’emigrazione. Vedo sintonia fra le posizioni di San Marino e
ciò che ha espresso il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Non
possiamo sostenere posizioni a livello internazionale volte al
dialogo e verso il rifiuto del conflitto, ma non dare conseguenza a
queste posizioni internamente. Recentemente si è fatto terrorismo
rispetto all’accoglienza che il Paese deve offrire a chi fugge
dalla sofferenza. Dobbiamo offrire ospitalità a seconda delle nostre
possibilità, aiutando persone che hanno perduto tutto. La crisi ha
creato povertà anche all’interno del Paese. E’ dovere delle
istituzioni non lasciare indietro nessuno. La famiglia di nigeriani
ha avuto, per fortuna loro, un’altra sistemazione. Dobbiamo essere
in grado di offrire accoglienza a queste persone.

Mimma
Zavoli, Civico 10

I
geni della solidarietà sono presenti nel nostro codice genetico.
Potremmo senz’altro trovare la quadra per fornire alla nostra
delegazione il massimo supporto. Non sarà un’attività facile. Noi
saremo, mi auguro, della partita in maniera qualificata. Abbiamo
davanti un percorso che è in fase iniziale. I conflitti continuano a
essere alimentati. L’Europa ha un debito nei confronti dei Paesi in
difficoltà. E’ un debito determinato da una concatenazione di
eventi e di conseguenze di atti che nel tempo sono stati portati
avanti.

Roberto
Ciavatta, Rete

Si
parla di effetti ma non di cause. Questa forma di umanitarismo
rischia di essere ipocrisia. Non ho mai visto una convention
internazionale risolvere un problema. Perché non si affrontano le
cause, ma solo gli effetti. Così come tenta di fare il Segretario di
Stato. Noi dobbiamo permetterci di sollevare temi che l’umanità
sarà tenuta ad affrontare fra qualche tempo. Gli altri Paesi non
hanno la libertà per farlo. Non possiamo dire che vogliamo questo
sistema economico e allo stesso tempo non vogliamo le crisi
umanitarie, che sono proprio conseguenza di questo sistema economico.
Non dovremmo negli ambiti internazionali fare solo qualche foto e
dire che c’eravamo anche noi. Dobbiamo mettere in discussione il
sistema in cui siamo.

Nicola
Selva, Upr

San
Marino può fare di più prendendo posizione come ha sempre fatto,
spendendosi per i principi di pace in tutto il mondo. Può porre
l’attenzione sui valori fondamentali che devono essere alla base
dell’aiuto umanitario. Questo primo vertice mondiale sarà
occasione di riflessione su questi temi. Gli aiuti umanitari spesso
non funzionano, o funzionano male. Bisogna capire come migliorare per
portare questi aiuti.

Nicola
Renzi, Alleanza Popolare

Mi
ha colpito l’intervento di Roberto Ciavatta. Il suo approccio è
quello più opportuno. Ma la mia analisi è diversa perché voglio
sperare che i vertici internazionali non siano delle mere strette di
mano e delle carrellate per i fotografi. Lo sforzo delle democrazie
per arrivare a situazioni virtuose va valutato positivamente. Noi
siamo una testimonianza continua di cultura, di un modello di
civiltà, di un modello di accoglienza. Non si tratta di passerelle,
ma di far sentire la nostra voce al massimo grado, con impegni
concreti. Non rendono giustizia della sensibilità del popolo
sammarinese le posizioni di chi vede in pochi casi isolati la
possibilità di fare sensazionalismo, di instillare il dubbio e il
sospetto, la possibilità di creare conflitti sociali. La maggioranza
dei sammarinesi è disponibile alla solidarietà, credo.

Tony
Margiotta, Sinistra Unita

Queste
tragedie sono diventate quasi abitudini. Credo che la politica debba
concretizzare delle politiche riferite a queste manifestazioni di
solidarietà, rispetto e interessamento. In molte comunità purtroppo
vige l’indifferenza. E ci sono anche paura e allarmismo nei
confronti del diverso, di chi chiede aiuto. Oltre a trovare delle
linee politiche per rispondere a questa migrazione biblica, ci devono
essere delle politiche legate all’informazione, alla divulgazione
della solidarietà.

Ciò
che abbiamo visto nei canali social, nelle piazze e nei bar, sono
solo esternazioni legate alla paura e all’allarmismo. Queste
dell’ospitalità sono politiche fondamentali per noi. Si è
individuato un numero legato a due o tre famiglie.

Manuel
Ciavatta, Pdcs

Chi
rappresenta i sammarinesi crede che la solidarietà sia un valore al
quale non si può rinunciare. Essere credenti non significa amare più
di chi non è credente. La tradizione cristiana contempla che la
solidarietà sia una declinazione reale dell’amore umano. E’ la
fratellanza universale. La percezione che chi abbiamo davanti non è
un altro uomo o un’altra donna, ma un fratello. Qui San Marino si
differenzia dagli altri Paesi.
Sono diverse le associazioni
sammarinesi che vanno nelle realtà del terzo mondo per portare un
piccolo ma concreto contributo. Leggo un ordine del giorno in cui si
chiede al governo di portare degli impegni concreti. Il Consiglio
Grande e Generale, in vista del vertice di Istanbul, conferma
l’impegno della Repubblica di San Marino ad appoggiare iniziative
delle organizzazioni internazionali e della società civile per dare
risposta alla crisi, e invita il governo ad assumere i seguenti
impegni in vista del vertice: sostenere la leadership delle Nazioni
Unite negli aiuti umanitari, riaffermare i valori della dignità
della persona umana e il principio della solidarietà dei popoli,
ribadire il rifiuto della guerra e il valore del dialogo per la
prevenzione dei conflitti, focalizzare il contributo alla solidarietà
internazionale a favore di progetti nell’ambito di organizzazioni
internazionali.

Pasquale
Valentini, Segretario di Stato agli Affari Esteri

Nelle
parole che ho ascoltato ci sono le indicazioni che possono sostenere
la nostra presenza in questo consesso.

Roberto
Ciavatta, Rete

Non
ho detto che i meeting non servono a nulla. Ho detto che è inutile
andarci per fare le foto. Ho fatto una critica al modo in cui noi
partecipiamo.

Manuel
Ciavatta, Pdcs

Leggo
l’ordine del giorno sottoscritto all’unanimità. Il Consiglio
Grande e Generale, in vista del primo vertice mondiale che si terrà
a Istanbul, conferma l’impegno della Repubblica di San Marino ad
appoggiare iniziative delle organizzazioni internazionali e quelle
della società civile per dare risposta alla crisi umanitarie; invita
il governo ad assumere i seguenti impegni in occasione del vertice:
sostenere la leadership delle Nazioni Unite negli aiuti umanitari per
migliorare l’efficenza dell’azione umanitaria, riaffermare i
valori della dignità della persona umana e il principio della
solidarietà dei popoli impegnandosi al rispetto degli obblighi
previsti dal diritto internazionale, ribadire il rifiuto della guerra
e il valore del dialogo per la prevenzione dei conflitti, promuovere
ambiti di riflessione e confronto sulle cause dei conflitti al fine
di approfondire il peso degli squilibri nella distribuzione della
ricchezza, focalizzare il contributo per la solidarietà
internazionale a favore di progetti nell’ambito di organizzazioni
internazionali designato primariamente alla più grande crisi
umanitaria del nostro tempo, rivalutare la quota annuale sui
contributi per la solidarietà. Invita infine il governo a coordinare
un progetto di micro-aiuti umanitari.

L’ordine
del giorno viene approvato all’unanimità

San Marino,
26 APRILE 2016

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