Conti occulti e corruzione

La Segreteria politica del PSD, riunita congiuntamente con il gruppo consiliare, si è confrontata sulle ultime vicende sollevate sulla stampa in riferimento a conti occulti e corruzione. Il percorso del PSD, fin dalla sua costituzione nel febbraio 2005, è sempre stato impostato  sul cambiamento del sistema e sulla trasparenza, grazie ai quali il clima nel Paese è cambiato. Le leggi fatte hanno messo in difficoltà i faccendieri e l’episodio di questi giorni ne rappresenta la testimonianza, un vero e proprio colpo di coda di un sistema malato in fase terminale.

 

Il PSD è una forza politica che si è impegnata concretamente per la legalità. Nel novembre 2005 è stato promotore della legge sul finanziamento dei partiti e movimenti politici, segnando una linea di demarcazione con il passato.

 

Nel 2006 ha promosso la legge di iniziativa popolare sulla riforma elettorale dando stabilità al sistema politico, e la possibilità agli elettori di scegliere da chi essere governati su un preciso programma; sempre nel 2006 il PSD era convinto sostenitore dell’accordo di cooperazione con l’Italia, la cui firma avrebbe sicuramente evitato l’ingresso nella black list italiana.  Una firma che è stata bloccata da coloro che non volevano la trasparenza e che ancora oggi tentano di ostacolarla.

 

Nel 2011, il PSD anche dall’opposizione, si è impegnato intensamente per fare avanzare la legge sullo scambio automatico delle informazioni con la Repubblica Italiana. Inoltre è bene rammentare che il PSD ha voluto e firmato l’ordine del giorno per la costituzione di una Commissione di Inchiesta sulla vicenda Sopaf, Delta e Cassa di Risparmio a dimostrazione della volontà di voler giungere con determinazione alla verità su questa vicenda.

 

Appare evidente che le dichiarazioni fatte ad arte, con una tempistica perfetta, stanno di fatto sviando l’attenzione proprio da quell’importante indagine.

 

E’ una realtà che il PSD come forza di maggioranza e la Segreteria Finanze, hanno prodotto i provvedimenti più impegnativi e determinanti per la riapertura dei rapporti con l’Italia e l’uscita dalla black list. La visita importantissima del Presidente Napolitano di venerdì 13 giugno ha sancito ufficialmente e ai massimi livelli non solo il ripristino dei buoni rapporti fra i due Stati ma anche una progettualità e cooperazione su obiettivi comuni, dalle infrastrutture all’accordo di associazione UE, alla cooperazione internazionale sullo scambio delle informazioni, percorsi strategici e di cambiamento di sistema. Appare quindi evidente non essere un caso la tempistica di certe dichiarazioni, fatte proprio il giorno prima di una visita di stato così importante per la nostra Repubblica.

 

Il PSD, convinto del percorso intrapreso, intende continuare ad esprimere la propria azione riformista e ad impegnarsi per l’affermazione della legalità, promuovendo una serie di norme anticorruzione, di cui la nuova legge sugli appalti è un esempio concreto.  

 

Il PSD rimarca che i processi non si compiono sui giornali per mezzo di dichiarazioni di indagati, ma nelle aule di Tribunale sulla base di  prove concrete e fatti circostanziati.

 

Il Segretario di Stato Claudio Felici, con un atto di estrema chiarezza, ha pubblicamente dichiarato la sua totale disponibilità verso la Magistratura nel fornire informazioni degli ultimi 30 anni in merito ai suoi conti bancari, beni immobili e mezzi registrati di sua proprietà e dei suoi familiari, rigettando ogni accusa di corruzione, dimostrando un atteggiamento trasparente e responsabile.

 

La  Magistratura, dunque, faccia il proprio lavoro nel più breve tempo possibile, affinché le istituzioni e la politica possano costruttivamente lavorare per il Paese in un clima positivo e di ritrovata fiducia.

 

San Marino, 18 giugno 2014  

 

L’Ufficio Stampa

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