Covid. Test a tappeto, il Commissario Arlotti frena: “Disponibilità limitata dei materiali”

“Sicuramente lo screening a tutta la popolazione di San Marino andrebbe fatto ma non abbiamo la possibilità materiale di farlo”.

Lo ha dichiarato il dott. Massimo Arlotti, Commissario straordinario per l’emergenza da COVID-19 della Repubblica di San Marino, ieri mattina rispondendo alle domande dei cittadini in diretta televisiva e via Facebook. 

Dell’avvio dei test a tappeto a tutta la popolazione aveva parlato il Direttore dell’Authority sanitaria Gabriele Rinaldi, nel corso della conferenza stampa del 7 aprile, in cui sottolineava che “tutto il paese sarà sottoposto ad una valutazione dello screening, questo perché San Marino non lascia indietro nessuno”. Dichiarazioni che ben presto hanno fatto il giro del mondo finendo per essere riprese da importanti testate come l’inglese The Sun.

“Il Dott. Rinaldi probabilmente è stato un po’ troppo euforico su questa cosa – ha detto l’infettivologo Arlotti – oppure non si è appreso appieno il senso delle sue parole. Abbiamo iniziato a fare questi test ma c’è una disponibilità limitata dei materiali. E non per volontà del governo, dell’Iss o di altri ma per il fatto che questo materiale è diventato merce rara sul mercato. Quindi dobbiamo usarlo in una determinata maniera”. 

Il Commissario straordinario ha quindi spiegato che “al momento stiamo testando le persone che escono dalla quarantena perché sono le persone che è più facile identificare con questi test. Poi se possiamo dare una mano alla ripresa delle attività produttive dobbiamo identificare quali sono le aree produttive che si vogliono far partire prima e provare a fare degli screening sierologici sul personale di queste aree produttive. Anche se rimane il fatto che dovranno lavorare in maniera differente. Perché sono i comportamenti e le modalità con cui viviamo e lavoriamo che prevengono i contagi, non sono i test”.

 

Una volta testati gli addetti delle attività produttive ritenute più importanti, Arlotti spiega che “poi allargheremo probabilmente i test ad altri, con i criteri che sono soprattutti quelli della ripresa dell’attività produttiva, quindi non per età e per sesso”. Ma questo allargamento, viene sottolineato, avverrà “quando avremo la disponibilità concreta di poterli utilizzare in maniera più larga rispetto a quello che abbiamo oggi, che sono pochissimi. Abbiamo realmente risorse limitate”.

 

digià 

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