Craxi a Stolfi: “Psd vicino al progetto di mio padre”

Confronto tra il Sottosegretario italiano e il Segretario di San Marino: “Tra i due paesi negoziato consolidato”

BOLOGNA- Vicina l’intesa sull’accordo di cooperazione tra i due paesi, anche se l’Italia è vincolata in materia valutaria al rispetto di precisi accordi “comunitari”. Il sottosegretario italiano agli Esteri Stefania Craxi e il Segretario agli Esteri di San Marino Fiorenzo Stolfi concordano: le relazioni tra i due paesi sono destinate a migliorare. In quest’intervista doppia Craxi e Stolfi sottolineano anche il ruolo che Bettino Craxi ebbe per i socialisti sammarinesi: “il progetto del Psd- riconosce Stefania Craxi- assomiglia molto al disegno di unità socialista varato da mio padre, con l’unione tra socialisti craxiani e riformisti ex comunisti”.

A pochi giorni dal voto, cosa è rimasto “in sospeso” tra Italia e San Marino? E come l’Italia guarda la scadenza elettorale del 9 novembre?

CRAXI: Il principale dossier in trattazione riguarda la finalizzazione dell’Accordo di Cooperazione Economica; un importante passaggio è stata la riunione bilaterale del 19 giugno scorso, che ha consolidato il negoziato e portato alla definizione di un testo ampiamente condiviso sul quale torneremo a confrontarci con l’obiettivo di una sollecita conclusione.

STOLFI: Il rapporto con l’Italia è, da un lato complesso per la molteplicità degli interessi e delle problematiche che condividiamo con il nostro grande vicino e, dall’altro, sempre improntato a spirito di collaborazione e volontà positiva da entrambe le parti. Ritengo che, soprattutto nell’ultimo periodo, le relazioni ufficiali fra i Governi abbiano avuto un’ottima ripresa, proprio su ciò che è rimasto “in sospeso”, che riguarda in particolare la conclusione della trattativa e la firma dell’Accordo di Cooperazione Economica e la rapida ratifica, da parte italiana, di alcune intese importanti, come quella dell’Accordo sulle doppie imposizioni, quella in materia radio-televisiva, nonché la definizione delle nuove regole, alla luce delle normative europee, per i flussi finanziari delle nostre Banche.

L’Accordo di cooperazione tra Italia e San Marino è visto da entrambe le coalizioni che si affronteranno il 9 novembre come priorità assoluta. Ma della sua stesura e ratifica se ne parla ormai da anni. Quali allora le difficoltà che hanno rallentato l’iter? Ha avuto un ruolo l’instabilità politica degli ultimi due anni nei due paesi?

CRAXI: Probabilmente sì.

STOLFI: Nell’Accordo di Cooperazione si potranno trovare le opportune regole e le soluzioni alla maggior parte delle problematiche che oggi determinano situazioni di disagio e di incomprensione per l’intero comparto economico sammarinese: è quindi ovvio che entrambe le coalizioni attribuiscano grande importanza alla sua positiva conclusione. Come ipotizzato, l’iter di questo fondamentale strumento di cooperazione bilaterale è stato rallentato e a volte ostacolato, dall’instabilità politica dei nostri due Paesi. Purtroppo, devo attribuire una maggior percentuale di responsabilità alla parte sammarinese, notoriamente più colpita negli ultimi anni da instabilità politica ed anche a veri e propri ostacoli che sono stati disseminati, soprattutto da alcune forze politiche: non dimentichiamo che la mancata firma dell’Accordo di due anni fa è stata determinata dal Partito Democratico Cristiano e l’imminente conclusione delle trattative, che poi abbiamo dovuto ricominciare daccapo, è stata bloccata dalla recente crisi innescata da Alleanza Popolare. Mi consenta una nota di preoccupazione: quando il Centro Destra dice che bisogna ripensare il rapporto con l’Italia, spero non intenda che in caso di loro vittoria si ricomincerà tutto per l’ennesima volta… Così non ne verremo mai a capo.

Sempre in merito all’Accordo di Cooperazione: quali i contenuti irrinunciabili per San Marino e quali per l’Italia?

CRAXI: L’Accordo ha un particolare significato, dato che si pone l’obiettivo di regolare, con un approccio a carattere programmatico, i diversi e molteplici aspetti delle relazioni bilaterali. Esiste infatti una già fitta rete di intese tra i due Paesi; il nuovo Accordo intende fornire un quadro di riferimento unitario e anche di prospettiva. L’aspetto più sensibile riguarda i temi della collaborazione in materia fiscale e finanziaria, sui quali del resto l’Italia ha anche precisi obblighi comunitari. Stiamo attivamente adoperandoci con la parte sammarinese per concordare le formule più idonee che tengano conto degli interessi e delle esigenze dei due Paesi.

STOLFI: L’Accordo di Cooperazione italo-sammarinese riguarda molti settori nei quali sono auspicabili forti sinergie e non prevede particolari interessi divergenti. Tuttavia la collaborazione in materia finanziaria prevista all’articolo 1 e quella in materia fiscale di cui l’articolo 14, sono irrinunciabili per entrambi i paesi. Sono irrinunciabili per la Repubblica di San Marino che ha l’interesse ad internazionalizzare il proprio sistema finanziario e di risolvere il contenzioso in atto in materia fiscale. Sono irrinunciabili anche per la Repubblica italiana, in particolare l’articolo 14 sulla fiscalità, perché consentono di ampliare la collaborazione amministrativa ed affermare il principio di regolarità e trasparenza nei rapporti economici tra i due Stati.

In tema di rapporti fiscali. Le recenti difficoltà (inchiesta Re Nero, controlli serrati sulle aziende sammarinesi da parte della Gdf) sono imputabili davvero solo a incomprensioni o in effetti, come hanno lamentato i rappresentanti del governo biancoazzurro, l’Italia ha calcato troppo la mano? In questo clima, alla vigilia di un importate confronto elettorale per San Marino, ci sono i presupposti per futuri accordi “alla pari”?

CRAXI: Senza entrare naturalmente nel merito di un’inchiesta giudiziaria in corso, mi limito ad osservare come l’Italia, in quanto Stato membro dell’Unione Europea, sia tenuta a recepire e attuare puntualmente la normativa comunitaria. In particolare, la scorsa primavera abbiamo dato applicazione al Regolamento comunitario 1889 del 2005 che prevede, senza eccezioni, precise disposizioni in materia di antiriciclaggio. Si tratta di continuare sul piano bilaterale un confronto che è trasparente, costruttivo e paritario con San Marino.

Fiorenzo Stolfi

STOLFI: In tema di rapporti fiscali, in questi ultimi anni tra la Repubblica di San Marino e l’Italia, si è acuito il contenzioso fiscale che, pur essendo fisiologico tra i due Stati sovrani, ha assunto ultimamente anche carattere patologico, principalmente a causa di poca chiarezza negli accordi internazionali vigenti tra i due Paesi. L’aumento del controllo sulle aziende è dovuto principalmente alla mancata ratifica da parte italiana dall’Accordo contro le doppie imposizioni fiscali sottoscritto tra i due Governi nel lontano 2002. La mancanza di norme chiare, ha comportato l’avvio di indagini per esterovestizione e stabile organizzazione che la ratifica dell’accordo avrebbe evitato. In tale ottica, il Governo sammarinese ha operato negli ultimi anni per rimuovere gli ostacoli alla ratifica dell’Accordo contro le doppie imposizioni fiscali, rendendosi disponibile ad un aggiornamento del testo che oggi risulta datato rispetto agli standard internazionali. L’instabilità politica, che ha colpito i due Paesi, non ha permesso ancora di finalizzare le intese già discusse in sede tecnica. L’inchiesta sulle banche è un altro punto che sta creando difficoltà alla Repubblica di San Marino. Qui le ragioni del contenzioso sono imputabili, principalmente, ad incomprensioni utilizzate impropriamente nell’iniziativa giudiziaria avviata dalla Procura di Forlì. Esistono comunque i presupposti per futuri accordi “alla pari”, con reciproca soddisfazione di entrambi gli Stati.

Con la nuova legge elettorale San Marino punta sul bipolarismo come soluzione all’instabilità politica. Basterà?

CRAXI: E’ mia opinione, parlo in generale, che la stabilità politica la si ottiene con la politica, con la volontà e la responsabilità politica, non con i marchingegni elettorali. In Italia con la stessa legge abbiamo avuto un governo instabile, quello Prodi, ed uno molto stabile come quello attuale. In Germania, con lo stesso sistema, abbiamo avuto bipolarismo e grande coalizione. In ogni paese la classe politica, la classe politica tutta, deve saper leggere i momenti storici e scegliere politicamente le soluzioni migliori capaci di garantire stabilità e sviluppo. Questo vale nei paesi grandi e ancor più nei piccoli Stati. Ma questo lo decideranno i sammarinesi. Per ciò che riguarda il governo italiano, posso garantire la massima disponibilità a collaborare con ogni tipo di governo che verrà fuori dalle urne e dalle scelte politiche dei partiti.

STOLFI: Lo spero, anche se credo occorra fare alcune precisazioni e, probabilmente, saranno necessari futuri aggiustamenti per favorire a San Marino l’instaurarsi di un modo nuovo di concepire la politica, nella logica delle coalizioni. Quelle che oggi si presentano al giudizio degli elettori hanno certamente caratteristiche diverse ed entrambe soffrono della fretta con la quale la recente crisi ha costretto la loro formazione. E’ comunque sotto gli occhi di tutti che, mentre il Centro sinistra viene da un progetto già definito e condiviso e può vantare quindi maggiore coesione, il Centro destra è più variegato e composto da forze che difficilmente troveranno piena condivisione dei problemi e la conseguente capacità di decisione. Questo è un rischio oggettivo per la futura stabilità.

I socialisti sammarinesi, architrave del centrosinistra col Psd, sono presenti con un’altra formazione minore, Nps, nel centrodestra. Vedete, nel medio periodo, le condizioni per la riunificazione completa qui in Repubblica?

CRAXI: Questo lo devono decidere i socialisti sammarinesi. Non posso però non rilevare che la gran parte dei socialisti sammarinesi sta nel Psd, anche se alcuni che oggi militano nel Nps hanno voluto bene a mio padre. Il Psd assomiglia a ciò che mio padre, con il progetto dell’Unità socialista, avrebbe voluto realizzare in Italia, cioè l’unione a guida socialista tra i socialisti craxiani e l’area riformista del vecchio partito comunista. Il golpe politico-giudiziario lo ha impedito. Ciò detto, non voglio entrare nel merito delle scelte delle alleanze politiche a San Marino, questo è un altro discorso.

STOLFI: La grande famiglia socialista, anche a San Marino, nella sua lunga storia, ha conosciuto momenti di unificazione e di divisione. Quasi sempre le divisioni hanno avuto componenti personalistiche e sono state più legate alle logiche dei dirigenti che alla volontà della base. Non voglio entrare nel merito della scelta di centro destra del Nuovo Partito Socialista: rilevo solo che non sia stata compresa e condivisa da tutti coloro che vedevano in quel partito la continuità di una tradizione che, nel nostro Paese, ha radici ben precise e non certo riconducibili al centro-destra. E’ proprio l’espressione della vera volontà della base che, sono convinto, farà riflettere i dirigenti di Nps e che, auspico, li convincerà in futuro a riaprire un dialogo costruttivo con il centro-sinistra.

Anche sul Titano qualche mese fa è stato presentato il film biografico su Bettino Craxi, ancora molto popolare tra i sammarinesi. Ma qual è stata l’essenza del rapporto dell’ex leader del Psi con San Marino?

CRAXI: Il film è stato presentato su iniziativa di Fiorenzo Stolfi e del Psd. Con i socialisti sammarinesi, Craxi aveva un rapporto speciale. Nella vicina Rimini, il Psi di Craxi organizzò la Conferenza programmatica del 1982, una svolta politica e culturale che anticipò Tony Blair di 15 anni. Poi ci furono il Congresso del 1987 e la Conferenza programmatica del 1990. I socialisti sammarinesi hanno vissuto questi grandi appuntamenti con noi. Gli attuali dirigenti socialisti sammarinesi si sono formati lì, tutti. Durante l’esilio ad Hammamet, non hanno mai abbandonato Bettino Craxi. Dopo la sua morte, hanno subito aderito alle attività della Fondazione Craxi, sia a livello nazionale che a livello locale. Il nostro è davvero un rapporto speciale.

STOLFI: Bettino Craxi è stato un grande leader, un personaggio chiave nella storia politica recente dell’Italia ed ha sempre visto con simpatia i sammarinesi, senza perdere occasione di renderci visita, di prendere parte ad eventi importanti per San Marino e per i Socialisti sammarinesi. Craxi non ha mai fatto mancare, nel corso della sua intensa vita politica e istituzionale, l’appoggio, il consiglio, la vicinanza al nostro Paese e di questo i sammarinesi gli sono ancora grati: lo ha testimoniato il grande interesse che il film biografico ha suscitato a San Marino, dove molti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne le doti umane, unite alla grandezza dell’uomo di Stato. Credo che la storia, indipendentemente dalle tristi vicende che hanno caratterizzato l’ultima parte della sua vita, saprà fare giustizia vera, nel riconoscere il ruolo fondamentale che ha svolto per il suo Paese.

31 ottobre 2007

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