Credito industriale sammarinese, bilancio 2008

CREDITO INDUSTRIALE SAMMARINESE, APPROVATO IL BILANCIO: “LA NOSTRA È UNA PRUDENZA VIRTUOSA”

Spesso in un’intervista le cose più interessanti vengono dette solo a microfono spento, quando la penna è già stata riposta nell’astuccio, quando tutto quello che si racconta può finire adagiato nel limbo delle confidenze. Però talvolta vale la pena raccontare almeno qualcosa, un’impressione, una sensazione. Come la vis, l’entusiasmo, che anima l’ingegner Franco Capicchioni, Presidente del Credito Industriale Sammarinese, quando spiega ciò che si può fare per risollevare le sorti del Paese in questi momenti così difficili. A parlare, in fondo, è lo spirito di concretezza prudente e di coraggio ragionato che anima l’istituto di credito di Serravalle, una delle quattro banche “storiche” della Repubblica, che proprio questo lunedì ha vissuto il momento – sempre importante – dell’Assemblea dei soci, che ha approvato il bilancio dell’esercizio 2008. Un bilancio che conferma la solidità del CIS, che anche in un periodo di grande difficoltà per l’intera economia mondiale è riuscito ad evidenziare una crescita del 4% della raccolta diretta, una tenuta del comparto della raccolta indiretta (-5% a valore plateale a fronte delle forti turbolenze che hanno caratterizzato l’anno) ed un ammontare complessivo della raccolta che ha chiuso a 933 milioni di euro, in aumento rispetto ai 929 milioni del 2007.
“Questi numeri ci danno ragione – afferma il Presidente Capicchioni – dicono che hanno decisamente funzionato la nostra politica di investimenti ed il tipo di soluzioni proposte alla clientela, con la chiara scelta di non offrire strumenti complessi e poco trasparenti. La considerazione di cui il CIS gode si deve soprattutto alla grande professionalità, all’impegno e alla dedizione espressi dai dipendenti, sia nelle filiali che nella sede, nel loro quotidiano lavoro. Per questo rivolgo un sincero plauso a tutti i collaboratori, al Management dell’istituto e al Direttore Generale Arnaldo Antonini. Inoltre, un caloroso ringraziamento e un saluto va al dottor Giovanni Paccapelo, già Consigliere Delegato alla guida del CIS dal marzo 2001”.
In questi primi mesi dell’anno si è rischiato addirittura di veder bloccato l’intero sistema dei pagamenti. Il pericolo è scongiurato?

“Dopo che si è aperto il tavolo di confronto siamo arrivati a delineare un quadro operativo con cui pare si sia superato il problema, anche se occorre attendere ancora un po’ di tempo per esserne certi”.
Le nuove norme antiriciclaggio comportano spese ulteriori e maggiore impegno .
“Tutte le azioni che possono essere messe in campo per contrastare il riciclaggio di denaro da parte di gruppi malavitosi e terroristi devono essere accolte con favore. Non solo da noi ma in tutto il mondo, è un obiettivo assolutamente primario. È vero che il processo di adeguamento al nuovo contesto normativo ha comportato per tutti gli istituti di credito investimenti per la formazione del personale, per l’acquisto di soft-ware e il potenziamento delle procedure informatiche, ma non esiste alternativa”.

La recente lotta senza quartiere dichiarata dal G20 ai paradisi fiscali e le richieste dell’Italia rischiano di snaturare di punto in bianco l’assetto del sistema bancario sammarinese.
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“Il nostro sistema bancario si è sviluppato con certe caratteristiche e perderle tutte in una volta, oltretutto per mano esterna, sarebbe disdicevole. Ritengo che la politica dovrebbe essere oculata, consentendo lo sviluppo di un percorso graduale per tutti i Paesi in situazioni analoghe a quelle di San Marino, naturalmente con l’indiscutibile caposaldo della lotta al riciclaggio. Per questo auspico che si arrivi ad un gentlemen’s agreement tra Stati che abbia come risultato finale un sistema di controllo chiaro e uniforme”.

In Italia le banche sono accusate di aver ‘chiuso i rubinetti’ alle imprese proprio nel momento di maggior difficoltà.
“Su questo punto, mi sento di dire che siamo una banca in controtendenza, potendo evidenziare molte operazioni importanti sostenute durante l’anno. Il comportamento del CIS non è cambiato rispetto a prima dell’inizio di questa crisi, pur se diviene sempre più complessa, oggi, l’attività di concessione del credito. La nostra banca continua a fornire liquidità, ma in modo attento, oculato; la prudenza è da sempre un diktat del nostro Consiglio di Amministrazione. Una prudenza che è comunque operativa, virtuosa: noi anche oggi continuiamo a scommettere sulle idee”.

LA RACCOLTA SALE A 933 MILIONI DI EURO, IL PATRIMONIO È DI 87 MILIONI

Il 2008 passerà alla storia come l’anno dell’inizio della crisi probabilmente più dura per l’economia mondiale da quel famigerato 1929. Ma in uno scenario così difficile, contraddistinto dall’andamento negativo degli indicatori economici, inserito in un contesto operativo sicuramente non favorevole, il Credito Industriale Sammarinese ha messo in mostra ancora una volta la propria solidità e il proprio cammino di sviluppo. Spicca infatti l’ammontare complessivo della raccolta, 933 milioni di euro (+0,40% rispetto al 2007). Ma leggendo i dati del bilancio 2008 approvato questo lunedì dall’Assemblea del CIS, sono diversi gli indicatori su cui vale la pena soffermarsi.
“Il bilancio è assolutamente in linea con gli anni passati, caratterizzato da un segno ‘più’ nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare” afferma il Direttore Generale Arnaldo Antonini. “Guardando la parte patrimoniale si evidenzia una crescita della raccolta diretta di oltre il 4% malgrado una difficile seconda metà dell’anno e una crescita degli impieghi lordi verso clientela di oltre il 5%. Nonostante il decremento della raccolta indiretta (-5% a valore plateale) alla fine però abbiamo chiuso il 2008 mantenendo il trend della raccolta complessiva in crescita, sia pure lieve. Sempre in linea generale abbiamo fatto tutto il necessario per assicurarci una migliore stabilità nel funding, importante in questa fase di incertezza sul fronte della liquidità”.
Il comparto della raccolta indiretta ha evidentemente pagato le turbolenze e gli affanni dei mercati, ma in maniera comunque contenuta. “Nel 2008, in termini di raccolta indiretta, la quota di mercato del CIS a valori correnti rispetto all’intero sistema bancario sammarinese è cresciuta dal 6,45% al 7,22% – prosegue Antonini – ed il merito è della minore rischiosità rispetto alla concorrenza degli strumenti finanziari da noi offerti, una cosa di cui la clientela è particolarmente grata ai nostri gestori”.
Con riferimento all’operatività ordinaria, l’esercizio 2008 si chiude con il margine di interesse in crescita del 13% ed un margine di intermediazione aumentato del 20%, grazie anche al contributo positivo del risultato nella gestione del portafoglio di proprietà.
Sul fronte dei costi si registra un complessivo +9%, ma anche questo è un dato che va letto attentamente: “In effetti le spese amministrative sono calate di ben l’11% – spiega ancora il Direttore – mentre l’aumento delle spese per il personale è dovuto all’incremento dell’organico di tre unità e all’accantonamento eseguito in vista del rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti, che è scaduto a fine 2006”. Proprio affrontando il capitolo delle risorse umane si può aprire una parentesi sulla filosofia del Credito Industriale Sammarinese: l’organico è infatti salito a 49 unità, con tre nuovi dipendenti e di questi soltanto uno a tempo determinato. “Non amiamo la politica degli ‘stagionali’ – prosegue Arnaldo Antonini. Puntiamo su personale preparato e motivato, che cresce nella nostra struttura. E cerchiamo di ridurre al massimo le rotazioni dei nostri gestori, per offrire alla clientela la possibilità di avere a che fare il più possibile con lo stesso interlocutore: è una questione di fiducia, che vediamo premiata dal passaparola”.
E il passaparola sta già funzionando anche con alcuni nuovi prodotti e servizi rivolti alle famiglie e agli operatori del settore commercio. “Senza troppi clamori, come è nello spirito del CIS – spiega il Direttore Generale – stiamo allargando la gamma delle offerte rivolte ai clienti sammarinesi e non. Un ampliamento del nostro raggio d’azione che tuttavia non sposta gli equilibri tradizionali del nostro istituto di credito. Anche nel primo trimestre di quest’anno registriamo importanti crescite sia nei dati patrimoniali che economici”.
Tornando al bilancio, il risultato di gestione, cresciuto del 22%, ha consentito, in un’ottica di maggiore prudenzialità rettifiche di valore su crediti per più di 8 milioni di euro, contro i 3 dell’esercizio precedente. In conclusione, il patrimonio contabile della Banca, al netto della distribuzione di utili pregressi per 10,3 milioni di euro prelevati dal Fondo Riserva Straordinaria, si è attestato a quota 87 milioni di euro contro gli 89,5 dell’esercizio precedente.

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