Csdl. Ripianamento pensioni commercianti e artigiani

Ripianamento pensioni commercianti e artigiani: una manovra illegale e che comporta un falso in bilancio!

Le leggi stabiliscono che le risorse del Fondo comune di riserva di rischio sono destinate solo a due scopi; garantire le pensioni “privilegiate” (per lavoratori con infortuni o malattie professionali), e coprire i mancati versamenti previdenziali. Su circa 34 milioni di euro del Fondo, l’Esecutivo vorrebbe appropriarsi indebitamente di circa 14 milioni, andando quasi a dimezzare le risorse

di Giuliano Tamagnini – Segretario Generale CSdL
28 ottobre 2011 – Il Governo, nel tentativo di nascondere la reale entità del deficit di bilancio pubblico, vuole giustificare una manovra che prevede di ripianare il deficit pensionistico di artigiani e commercianti con un prelievo straordinario dal Fondo comune di riserva di rischio (istituito con la legge n. 15 del 1983), alimentato per la grandissima parte dai lavoratori dipendenti. La legge di riforma pensionistica del 2005, all’articolo 4 stabilisce che da quell’anno vengono sospesi i trasferimenti a questo Fondo, e che lo stesso Fondo diviene parte del patrimonio dell’ISS; quindi, la stessa legge sancisce in maniera chiarissima e inequivocabile che il Fondo comune di riserva di rischio ha esclusivamente due finalità:
1) intervenire per garantire la corresponsione delle pensioni cosiddette “privilegiate”, che in realtà sono le pensioni spettanti ai lavoratori che hanno subìto infortuni sul lavoro o malattie professionali; 2) a seguito di sentenze passate in giudicato, coprire i mancati contributi da parte dei datori di lavoro per i propri lavoratori dipendenti, versandoli sul fondo pensioni degli stessi lavoratori dipendenti.
Quindi, secondo le leggi dello Stato neanche un centesimo di questo fondo, che è stato costituito da risorse provenienti principalmente dai contributi dei lavoratori dipendenti, può essere utilizzato per sanare il deficit pensionistico di artigiani e commercianti! 
Nel Fondo comune di riserva di rischio vi sono circa 34 milioni di euro; con questa manovra di ripianamento del deficit di due categorie di lavoratori autonomi l’Esecutivo andrebbe a appropriarsi indebitamente di circa 14 milioni di euro, decurtando il Fondo di quasi la metà delle sue risorse!!! Questo significherebbe privare in un sol colpo i lavoratori e i pensionati che hanno subito malattie o infortuni sul lavoro, e i lavoratori per i quali le aziende non versano i contributi previdenziali, di importanti risorse per garantire le loro pensioni o versamenti pensionistici!
Quella che l’Esecutivo ha tentato di fare, è una manovra del tutto illegale, che prevede anche un falso in bilancio; infatti il bilancio dell’ISS è del tutto separato e distinto da quello dello Stato, per poter fare una manovra simile occorrerebbe preventivamente portare una variazione allo stesso bilancio dell’ISS. Se il Governo vuol trovare una soluzione al deficit dei fondi pensioni di artigiani e commercianti, prima di tutto deve rispettare le leggi dello Stato di cui dovrebbe essere il massimo responsabile, e poi tali soluzioni deve trovarle con queste categorie, senza tirare in ballo i fondi dei lavoratori dipendenti! Non gli permetteremo in alcun modo di mettere mano a risorse che sono in gran parte dei lavoratori e che la legge ha destinato a finalità sociali completamente diverse.

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