Csu. Sit-in sul Pianello per dire no all’approvazione del Decreto Mussoni

Domani sit-in sul Pianello per dire no all’approvazione del Decreto Mussoni
A partire dalle 18.00, durante i lavori del Consiglio Grande e Generale
26 settembre 2011 – Il Decreto Mussoni non deve essere trasformato in legge dello Stato. In tal senso la CSU chiede al Consiglio Grande e Generale di sospenderne l’approvazione definitiva, per consentire, attraverso un vero confronto con la CSU, che finora non si è realizzato, di modificarlo e di correggerlo in modo profondo e sostanziale. Peraltro i tempi ci sono tutti, in quanto il Decreto scade il prossimo 9 novembre.
A sostegno a questa richiesta, l’Attivo Generale dei quadri CSU ha convocato per domani (martedì 27 settembre), a partire dalle 18.00, un sit-in in Piazza della Libertà durante i lavori del Consiglio Grande e Generale, che nella sessione di questa settimana ha, tra i punti all’ordine del giorno, proprio l’approvazione in legge del Decreto. La CSU invita tutti i lavoratori, i disoccupati, i giovani, e in generale tutti i cittadini, a partecipare a questa iniziativa e far sentire forte la loro voce a tutela dei diritti del lavoro.
L’Assemblea dei Delegati – nel rilevare come nel testo del Decreto avviato all’approvazione consiliare siano state apportate dalla Segreteria al Lavoro solo pochissime modifiche rispetto all’insieme delle richieste CSU – ha ribadito che è un provvedimento iniquo, inutile e dannoso, assunto in modo autoritario senza il confronto con il Sindacato, che, tra le altre cose:
– aumenta la precarietà dei lavoratori e incrementa a dismisura la discrezionalità delle aziende, attraverso la totale liberalizzazione delle assunzioni nominative;
– cancella la funzione e il ruolo sociale delle graduatorie di avviamento al lavoro;
– ostacola e penalizza il diritto al lavoro dei giovani, e delle categorie più in difficoltà, come le donne sole con figli, i lavoratori che perdono il lavoro in tarda età. Categorie, queste ultime, in continuo aumento;
– elimina il tempo indeterminato nelle assunzioni in praticantato a contenuto formativo, e abbassa ulteriormente le retribuzioni di chi viene assunto in questo modo;
– aumenta le possibilità di utilizzo dei rapporti di lavoro atipici e precari, come i distacchi, i Co.co.co.pro (figure queste che cono quasi completamente liberalizzate), ecc.;
– senza assicurare accordi vincolanti con il Sindacato, stabilisce una serie di argomenti in cui ci si impegna ad intervenire entro fine anno, tra cui il superamento del valore erga omnes dei contratti di lavoro.
In sostanza, è un provvedimento che cancella decenni di conquiste democratiche dei lavoratori, e che vuole mettere interamente nelle mani del potere politico ed economico l’avviamento al lavoro dei giovani e dei disoccupati.
L’Attivo ha espresso profonda preoccupazione e sdegno per il susseguirsi di  notizie che confermano ulteriormente quanto la malavita organizzata sia penetrata nel tessuto economico-finanziario della Repubblica di San Marino.
L’Attivo poi rivolge un pressante appello alla magistratura sammarinese e alle forze dell’ordine affinché intensifichino l’impegno per debellare questa gravissima piaga, attraverso iniziative autonome e non solo di riflesso rispetto alle indagini della giustizia italiana, e affinché non esitino a fare luce su ogni possibile responsabilità, anche di natura politica.
I lavori dell’Attivo sono proseguiti nel pomeriggio con l’esame e il dibattito sui progetti di legge relativi al primo e secondo pilastro previdenziale.
 
Ufficio Stampa
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