DAL PRIVILEGIO DELLE ‘IMMOBILIARI’ ALL’IMMOBILISMO ANTIGOVERNATIVO.

Franceschini vuole togliere ai ricchi per dare ai poveri, anzi ai più poveri dei poveri, ai disoccupati che, in questo momento di crisi, non hanno nemmeno il sollievo della cassa integrazione.

Il novello Robin Hood vuole che anche i ricchi piangano, come piangono i poveri, e non che anche i poveri ridano, come ridono i ricchi.

Qualcuno potrà obiettare ‘mal comune mezzo gaudio’, noi invece speravamo che il bene comune fosse il ‘gaudio intero’ per tutti.

Ed è così che, qui da noi, a Rimini, dopo che l’Amministrazione Comunale dei compagni di Franceschini ha, per anni, foraggiato le ‘immobiliari’, procurando loro lucrosi affari e garantendo ogni mancanza di concorrenza reale, oggi sul bisogno della casa, con la complicità della Regione ‘rossa’, si fa assalire da improvvisi scrupoli ambientali ed antispeculativi, di fronte alle misure proposte dal Governo per il rilancio dell’edilizia e, con esso, dell’attività produttiva e dell’occupazione.

Vogliamo sperare che il nostro Comune non rifiuti i soldi, e le agevolazioni che il Governo vuole assicurare, penalizzando così i riminesi rispetto ai cittadini di altre regioni, che intendono avvalersi di queste ulteriori opportunità.

Da tempo abbiamo proposto all’Amministrazione comunale tutta una serie di provvedimenti per sbloccare i Piani Particolareggiati che non partono, per recuperare a fini sociali l’invenduto tutt’ora esistente nella nostra città, per il rilancio della riqualificazione alberghiera, raccogliendo una serie di ‘no’ pregiudiziali, nonostante il plauso degli stessi Assessori interessati a quelle medesime proposte.

La crisi in atto non può attendere i tempi sempre più indeterminati del Piano Strutturale, visto da questa Giunta come la panacea di tutti i mali, né l’ancor più biblico Piano Strategico che descriva le suggestioni di una Rimini che mai sarà.

I riminesi che non hanno lavoro, le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese e a pagare il mutuo, la mancanza di speranza per il futuro da parte dei giovani, sempre più intossicati dal cinismo materialista degli adulti, i nuovi poveri immigrati dalle aree del mondo dove la fame è il nemico quotidiano, sono realtà di oggi che chiedono, a tutta la classe politica, di non vivacchiare galleggiando alle spalle del popolo, ma di assumere precise responsabilità ed individuare percorsi operativamente efficaci.

Se pensiamo a Rimini come ad una ‘impresa’, e al Consiglio Comunale come al consiglio di amministrazione della società, certamente il giudizio su questa classe dirigente non potrebbe essere positivo: tutti si preoccupano delle poltrone e degli equilibri, delle ambizioni e degli interessi propri o di gruppo.

Della gente? Chi se ne frega!!

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