DALLO SMARRIMENTO ALLA SPERANZA,IL PASSO DELLA COMUNITÀ CRISTIANA

La Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali vive con profondo dolore questo momento in cui alcuni dei nostri figli hanno mancato in modo così tragico l’appuntamento con il Signore.

Nel giorno in cui la scoperta dei colpevoli della brutale aggressione ad Andrea Severi interpella non tanto l’ ‘opinione pubblica’, ma la coscienza civile, umana e cristiana di una città e di un’intera nazione, non possiamo non ribadire la condanna del gesto e la solidarietà verso la vittima. Non vorremmo però stabilire un’ identità tra colpa e colpevoli, riconoscendo anche in questi quattro giovani, Alessandro, Matteo, Fabio, Enrico, creature amate dal Signore e bisognose della Sua e nostra misericordia.
Come Adulti, viviamo ‘cuore a cuore’ accanto alle famiglie e ai genitori di questo quattro giovani, solidali al loro dolore. In questo momento un interrogativo profondo attraversa ed interpella ogni loro ricordo, ogni scelta fatta in riferimento ai figli chiedendosi: ‘Perché Signore? Qual è il senso di tutto questo? Dove abbiamo sbagliato?’. Sono le stesse domande che la comunità cristiana adulta si pone in profonda vicinanza a questi genitori.
Come Giovani, accompagniamo con la preghiera e con la testimonianza del Vangelo questi quattro fratelli nell’ora della propria assunzione di responsabilità.
Come Adulti e Giovani insieme, vogliamo incarnare la Speranza che non delude e che ci spinge al coraggio della Fede nell’esercizio attivo della Carità operosa. La nostra testimonianza di cristiani si manifesti nell’incarnare la presenza di Cristo che è la sola capace di costruire un mondo nuovo, diverso, più umano.

Mentre concordiamo su quella che i media definiscono l’emergenza educativa’, nel quadro ben più ampio dello smarrimento del senso cristiano della vita, ribadiamo l’impegno, tradizionale e costitutivo della comunità cristiana, nell’educazione e nella cura delle generazioni più giovani e la vicinanza ed il sostegno offerti alla famiglia. Vogliamo anzi rivolgere un appello a quanti si professano cristiani adulti nella fede, affinché con l’esempio della loro stessa vita, la parola, la preghiera, si facciano responsabilmente carico della crescita umana dei giovani.

Nel clima di smarrimento e sfiducia che accompagna questi fatti, non dimentichiamo quindi i tanti segni di bene che cogliamo anche tra i giovani di oggi, per esempio la generosità nell’aiutare e servire il prossimo o il vivere la propria vita come risposta ad una vocazione alta, segni certi, questi, della presenza redentrice del Signore e del suo Regno.

Vogliamo così guardare nel segno della Speranza, la fitta rete di percorsi educativi che ogni giorno, nelle nostre Parrocchie, nelle nostre Associazioni e movimenti, Giovani e Adulti attuano con gratuità.
Siamo consapevoli che l’Amore accompagna la persona all’incontro autentico con il Padre; solo l’Amore è capace di sperare, Lui solo di scommettere e di affidarsi paradossalmente alla persona responsabilizzandola. In questa dinamica di Carità la persona viene elevata dalla noia e resa capace di riconoscere la presenza dell’autore della Vita nella vita dell’altro.

La Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali

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