Denucia clandestini: la replica di Marco Lombardi al presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani

Egregio Presidente,
io sono un Suo oppositore in Consiglio Regionale, ma questo non mi ha impedito in varie occasioni di attestarLe la mia stima per alcune sue impostazioni amministrative di buon senso e quindi condivisibili.

Quando però Lei abdica al suo ruolo di ‘governatore’ e scende nel campo della polemica politica e di oppositore del Governo, perde il Suo rigore istituzionale e cede al pettegolezzo politico da bar che accontenta le proprie fazioni più accese ma che non contribuisce certo a riappacificare il Paese su temi caldi come immigrazione e sicurezza personale.

Se è plausibile che il militante della sinistra più ideologizzata e terzomondista, insorga per il provvedimento del Governo che riguarda i medici e gli immigrati clandestini, Lei dovrebbe viceversa affrontare la vicenda per quello che è senza buttare benzina sul fuoco. Lei certamente conosce le dichiarazioni ufficiali del Ministro Maroni e del Presidente Berlusconi che ricordo solo per i lettori:

‘Non abbiamo introdotto alcun obbligo di denuncia dei clandestini da parte dei medici, abbiamo semplicemente eliminato il divieto della possibilità della denuncia. Nel 1998 è stato introdotto il divieto per i medici di segnalare i clandestini. Si arrivava così all’aberrazione che un medico che voleva segnalare un clandestino commetteva un reato. Se il medico non vuole denunciarlo non lo fa, ma non è giusto punire un medico che magari vuole segnalare alla polizia un clandestino ferito da una ragazza che ha stuprato”.

Questa è la portata del provvedimento è come certamente Le è noto, in tutti i Paesi d’Europa esiste la situazione che vogliamo introdurre noi, non c’è cioè alcun divieto ai medici della possibilità di denunciare i clandestini. In Germania, anzi, c’è l’obbligo di farlo.

Siccome poi noi in Emilia-Romagna siamo da sempre abituati alle Vostre leggi manifesto, non mi voglio nascondere dietro un dito e quindi capisco benissimo la portata mediatica che queste norme avranno, ma se nella sostanza per i ‘poveri clandestini per bene’ non cambierà nulla, cosa c’è di male se noi lanciamo un segnale di fermezza che tranquillizzi un po’ i nostri cittadini e spaventi un po’ chi viene nel nostro paese per delinquere?

Avrebbe preferito vedere incriminato un medico zelante che denunciava un clandestino? Non sente cosa dicono i ‘suoi’ cittadini, anche quelli che l’hanno votata, non nei dotti convegni degli intellettuali ma nei bar e sugli autobus? Le è facile spiegare ai sui figli che il garantismo giuridico che è il fiore all’occhiello della nostra cultura istituzionale, fa uscire di galera dopo tre giorni chi ruba e chi violenta?

Io so che ci sono delle ragioni tecniche, ma faccio fatica a spiegarle ed a farle accettare.

Penso quindi che qualche segnale di rigore e di contrasto, magari anche più mediatico che di sostanza, ci aiuti tutti a governare quel preoccupante aumento di forme di intolleranza o peggio di xenofobia che si stanno insinuando in vari strati della nostra società, sia a destra che a sinistra.

Essere buonisti ad oltranza ed accoglienti in assoluto va bene quando privatamente facciamo del volontariato, ma quando interpretiamo ruoli politici, dobbiamo avere davanti il Paese e preoccuparci più delle sue pericolose derive che può prendere che non del piccolo interesse del nostro partito.

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