Disordini del fine settimana a San Marino. Una minorenne: “Ho paura di cosa succederà sabato”

“Adesso ho paura di cosa potrà succedere il prossimo sabato. Ho molta paura, anche a lasciare la macchina in giro qui a San Marino”. 

A parlare è Francesca, nome di fantasia, una ragazza minorenne sammarinese che lo scorso fine settimana è finita – come altri purtroppo – al centro di fatti di cronaca tra Borgo Maggiore e Città di cui tanto si sta discutendo. Del tema si è discusso anche in Consiglio Grande e Generale in questi giorni, dove la politica ha promesso correttivi.

A intimorirla così tanto è l’esperienza vissuta lo scorso sabato sera quando un gruppo di giovani ragazzi, poco più grandi di lei, prima le hanno portato insistenti avance poi presumibilmente – le prove ad oggi non ci sono – le hanno rotto i vetri della microcar e rubato quanto aveva all’interno.

“Abbiamo passato l’inizio della serata con amici in un locale a Borgo Maggiore – racconta a Libertas – e poco dopo la mezzanotte abbiamo deciso di spostarci in un altro locale di San Marino Città”. 

Francesca sale sulla propria microcar e si dirige verso Monte ma dopo pochi chilometri la temperatura del motore inizia a salire troppo ed è costretta a fermarsi nel parcheggio 2 lungo via Federico d’Urbino.

“Ero preoccupata di aver rotto qualcosa e ho chiamato mio fratello per farmi aiutare”. Sul posto arrivano quindi due amici del fratello e insieme iniziano a controllare il danno. Ma nel parcheggio non sono soli. “Non lontano da noi c’era un gruppo di ragazzi. Erano una decina circa, in tre macchine diverse con targa italiana. Come età direi che erano ventenni”. 

Due di loro in particolare si avvicinano alla microcar in panne e iniziano a conversare con Francesca e i suoi amici. “All’inizio hanno provato a fare i simpatici, a fare battute. Si sono messi anche loro a guardare il motore e a parlare di danni da migliaia di euro. Io sono rimasta così… Poi ci hanno offerto da bere alcolici che avevano lì in macchina con loro ma abbiamo rifiutato. Dall’odore c’erano anche altre sostanze oltre all’alcool” continua la giovane riferendosi alla marijuana.

I due cercano di ottenere le simpatie della ragazza ma senza successo. “Si sono proposti di portarmi a casa con la loro macchina, mi hanno chiesto il numero di telefono ma ho rifiutato con fermezza”.

Nel frattempo Francesca e i suoi amici constatano che non c’è nulla che possano fare per rimettere in moto la macchinetta. “Loro erano con il motorino e così gli ho detto di andare a prendere un casco da altri amici che erano in via Giacomini e di tornare a prendermi”.

Così la minorenne sammarinese rimane sola. Si allontana dal parcheggio e va sulla panchina presente lungo la strada. Vedendola sola i due ragazzi tornano alla carica e la raggiungono. “Mi hanno seguita, e si sono messi accanto e davanti a me. Uno continuava a chiedermi il numero di telefono. Gli ho risposto scocciata che ero fidanzata”. Una scusa banale, che non fa demordere i pretendenti. “Insistevano. Mi hanno detto: «Se ti accompagno a casa mi dai il numero?». Così ho risposto nuovamente di no in modo ancora più forte”. 

Per fortuna gli amici di Francesca in pochi minuti tornano a prenderla. “Non vedevo l’ora. Mi sono alzata e sono andata subito via”. Insieme raggiungono gli amici in via Giacomini e dopo una mezz’ora circa decidono di andare a casa.

La giovane si incammina lungo la strada dietro altri ragazzi per tornare alla microcar, sperando che nel frattempo la temperatura si sia abbassata a sufficienza per riportarla a casa. 

“Arrivata alla macchinina ho visto i vetri rotti… Mi avevano sfondato il vetro. Non solo ma mancavano la cassa bluetooth, i soldi dal portafogli e il caricatore del telefono”

Il parcheggio nel frattempo è tornato deserto ma la ragazza non ha dubbi: “Sono stati loro. Probabilmente lo hanno fatto per ripicca dopo averli respinti”.

Francesca disperata chiama i genitori e le forze dell’ordine e procede con la denuncia, al momento contro ignoti. “Speriamo che le telecamere abbiano ripreso qualcosa e ci aiutino ad identificare i colpevoli”.

Ora la paura è tanta. “Non so cosa potrà succedere il prossimo fine settimana. Qui sembra sempre peggio. Ho anche paura che quei ragazzi tornino a cercarmi per rappresaglia. Spero che le autorità facciano qualcosa perché non ci sentiamo più sicuri di girare a San Marino”.

Un grido d’aiuto che non può restare inascoltato.

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