Dopo gli ‘immobili a chiunque’, spunta un ordine del giorno anche per la riforma tributaria

Antonio Fabbri, L’Informazione di San Marino: Spunta il trucco dell’ordine del giorno per superare le difficoltà della riforma / Norma tributaria, si prova a smorzare i toni promettendo controlli e modifiche se legge non funzionerà

L’impasse della presentazione
della riforma tributaria potrebbe
essere risolta con la presentazione
di un Ordine del Giorno. Un altro.
Ormai sembra diventata prassi
che le questioni spinose vengano
aggirate con questo strumento.

Secondo quanto emerge dai confronti
politici e dalle affermazioni
di ieri del capogruppo Dc
Mazza che ha presentato l’odg in
aula
, l’idea per il prossimo luglio
sarebbe questa: la legge tributaria
verrà presentata così com’è.
D’altra parte ritirarla e modificarla
sarebbe un dietrofront del
governo
su quanto approvato in
commissione finanze.

[…]

Ma la
normativa andrebbe affiancata da
un ordine del giorno che dovrebbe
avere una doppia funzione:
quella di confermare e rafforzare
il concetto dei controlli fiscali già
presente nella legge dando agli
uffici preposti gli strumenti adeguati,
e quello eventualmente di
cambiare la tabella delle aliquote
tanto contestate dal sindacato.
Cambiarla, ma non subito.

Essendo
quella tabella negli allegati
al progetto di legge sarebbe modificabile
con decreto, tuttavia la
modifica non avverrebbe immediatamente,
ma a legge approvata
e dopo un anno di “rodaggio”
della normativa.
Cioè l’ordine del giorno a cui si
è pensato in sostanza dovrebbe
dire questo: prima approviamo
la normativa, ci impegniamo a
rendere efficaci i controlli già
previsti nell’articolato di legge,
poi vediamo se funziona ed
eventualmente modifichiamo la
tabella delle aliquote.

[…]

Il risultato
è che, ammesso che l’odg
venga approvato – perché c’è pure
questa valutazione da fare – si approverebbe
oggi un ordine del
giorno che impegna ad effettuare
controlli efficaci e a modificare la
legge, se non funziona, fra due
anni, quando ci saranno un’altra
maggioranza e un altro governo.

[…]

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