Due progetti di legge sulla sanità

Sono due i Progetti di Legge presentati dal Segretario di Stato per la Sanità, Claudio Podeschi, nella seduta del Consiglio Grande e Generale di oggi: “Modifica della normativa e dell’importo mensile degli assegni familiari” e “Regolamentazione degli interventi sanitari per persone con disturbi mentali”.
Con il primo intervento normativo, ha spiegato il Segretario di Stato nella sua relazione, il Governo intende portare avanti uno degli impegni prioritari del suo programma, quello del sostegno e della salvaguardia del ruolo della famiglia. “L’intervento – ha illustrato il Segretario di Stato Podeschi – si muove su due binari paralleli: il primo riguarda l’adeguamento degli importi degli assegni familiari e il secondo una revisione delle modalità e della portata dell’assegno familiare integrativo”. L’articolo 1 modifica infatti l’entità degli assegni familiari apportando un aumento generalizzato del 5%. Il successivo introduce due nuove fasce di reddito per verificare il diritto all’assegno familiare integrativo, allargando così in modo rilevante i possibili destinatari del beneficio. Rispettivamente, l’ammontare dell’assegno familiare integrativo sarà pari a una percentuale diversa per ogni fascia di reddito: il 60% degli assegni familiari percepiti nel corso dell’anno per la prima, il 30% per la seconda, il 15% per la terza. Viene poi previsto un aumento della misura dell’assegno in presenza di famiglia monogenitoriale e, inoltre, nei nuclei familiari con figli studenti di scuola superiore o universitaria. L’articolo 5 prevede che beneficiari dell’assegno familiare siano anche le donne in aspettativa post-partum.
Il secondo Progetto di Legge, “Regolamentazione degli interventi sanitari per persone con disturbi mentali”, rappresenta per il Segretario di Stato Podeschi “un primo importante passaggio nell’ambito della nostra legislazione per quanto concerne la tutela della persona con gravi disturbi psichici che necessita di cure urgenti”.
Si tratta di una proposta legislativa avviata all’iter consiliare già nella precedente Legislatura che definisce le procedure di Accertamento e di Trattamento sanitario obbligatorio per persone che soffrono di gravi disturbi mentali e che si oppongono alla terapia prevista, in caso ci sia il rischio che possano nuocere a se stesse e alla collettività.

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