Dura risposta di Sinistra Unita ad Alleanza Popolare

Serietà di AP: non pervenuta.


Qualcuno ricorderà come in passato Alleanza Popolare avesse assunto come sua bandiera la ricerca della verità, profondendo tutti i suoi sforzi per smascherare le bugie del governo di turno.


Oggi purtroppo si è subito conformata a certi suoi alleati contro i quali aveva tanto battagliato, mettendo in seria discussione la credibilità acquistata in 15 anni di denuncie puntuali e spesso apprezzate dai cittadini.


Spiace veramente vedere un comunicato come quello odierno, pieno di bugie, nella peggiore tradizione dei governi degli anni ‘90.

A mo’ di promemoria vorremmo ricordare (citando accuratamente le fonti) che ad esempio Moneyval non ha pronunciato alcuna “sonora bocciatura” nei confronti di San Marino, anzi, ne ha apprezzato i progressi riservandosi unicamente di valutarne gli effetti sul campo, dopo cioè alcuni mesi di applicazione delle norme introdotte dal governo precedente (rapporto Moneyval, paragrafi 5, 44, 45 e 46).


Ricordiamo cosa sosteneva AP in merito alla credibilità del nostro Paese, compromessa da anni di politica estera disinvolta e spregiudicata, nonché cosa rispondeva a Gabriele Gatti il 9 gennaio 2007 chiedendosi “chi più di lui e del suo partito sono i responsabili del degrado dei rapporti con l’Italia e dell’immagine del Paese nei settori che hanno gestito o cogestito per vent‘anni?”

AP potrebbe anche ricordare le vicende di pressioni vere e proprie sul Tribunale effettuate nel 2005 dall’allora Segretario agli Esteri e alla Giustizia – che ora è un suo alleato determinante – per bloccare una rogatoria, anziché citare un caso, forse il primo, in cui Governo e Magistratura insieme hanno dato una prova di maturità e di efficienza. Vale infatti sempre la pena di ricordare che la rogatoria Asset, dopo il giudizio d’Appello, ha avuto seguito in terza istanza dove è andata a buon fine.

Tralasciamo le ormai consuete bugie sul discorso delle residenze fiscali e delle case da gioco. Visto che AP ora siede al fianco di tutti i firmatari della scellerata Convenzione del 2001 con la società di Singapore, da cui poi arrivò l’ormai dimenticata Giochi San Marino, così come siede al fianco degli assidui frequentatori del Casinò austriaco di Baden che volevano importare anche a San Marino, riteniamo che è contro di loro che AP farebbe bene a puntare il dito almeno per un fatto di rispetto delle verità storiche.

Comprendiamo l’imbarazzo a condividere il governo con compagni di viaggio che sono stati per ben due volte censurati dal Consiglio Grande e Generale, con il voto determinate della stessa AP, (sedute del 16-12-2006 e del 16-2-2007) per i loro apporti con Scaramella e per il fango gettato attorno al proprio Paese e alle sue istituzioni, ma almeno la convenienza suggerirebbe di tacere, magari dopo una buona dose di digestivo, e non certo di accusare gli altri sulla base di bugie facilmente confutabili dai fatti.

Certo non deve essere facile misurarsi con i primi cocenti insuccessi non solo del Segretario agli Esteri, pezzo da 90 di AP, calato come deus ex machina promettendo chissà quali miracoli, ma dell’intero “nuovo” Governo, con i suoi metodi arroganti e con la negazione della trasparenza, esattamente al contrario di quanto fece, in politica estera, non solo il governo precedente ma addirittura quello straordinario.

Come non ricordare poi che i nulla osta per la costituzione delle prime due società di assicurazioni sono state concessi senza colpo ferire dalla stessa AP dopo che in campagna elettorale ne aveva bloccata la concessione non perchè eravamo in ordinaria amministrazione ma perchè AP disquisiva nel merito delle compagini sociali.


E come non ricordare poi le due licenze per l’utilizzo del Wi-Fi date agli amici degli amici, anche qui senza colpo ferire dallo Stesso Segretario agli Affari Esteri e alle Telecomunicazioni?

La situazione di emergenza che vive il Paese e soprattutto la gabbia politica in cui AP si è andata a cacciare sta condizionando in maniera negativa l’atteggiamento di questo movimento, dobbiamo constatare che la realtà oggi è quella di un movimento che, anziché sconfiggere i vecchi politicanti con le loro vecchie logiche, si è acriticamente adagiato sulle loro posizioni e su quei metodi che aveva sempre contrastato .

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