Elenco delle aziende in crisi

La crisi finanziaria è diventata crisi occupazionale. Ed è emergenza anche a San Marino. Subito dopo la sosta natalizia sono in agenda incontri tra governo, sindacato e associazioni imprenditoriali per studiare misure anti-crisi.

Nel giro di pochi mesi la gelata economica internazionale ha infatti raddoppiato il dato della disoccupazione sammarinese. Le cifre dell’Ufficio del Lavoro parlano chiaro: a dicembre i disoccupati hanno toccato quota 535, contro il trend fisiologico annuale di 300 unità. Numeri che però non tengono conto delle crisi occupazionali in corso e che interessano diverse piccole e medie aziende.

Dopo la firma del piano di rilancio dell’azienda di televendite Punto Shop e Boomerang, che prevede la rioccupazione di 56 lavoratori su 114, la lista delle aziende in crisi si allunga continuamente.
In queste ultime settimane la Federazione Industria della CSU ha affrontato richieste di licenziamento che interessano un centinaio di lavoratori.

Alla Rovall, azienda di termosifoni, le procedure di riduzione di personale interessano 27 dipendenti su 39; alla VS, azienda che opera nel settore meccanico motoristico, la riduzione è di 16 dipendenti; alla Titan Team, sempre del settore meccanico, 6 dipendenti.

All’elenco vanno poi aggiunte altre quattro società, Hidro Space, Slippy, Cps e Dalpe, che operano in settori diversi e che hanno richiesto una mobilità complessiva di 10 lavoratori.

Difficoltà infine alla Cammax, azienda del settore fitness, e alla Spazio, società che produce moquettes e tappeti. Nel primo caso la richiesta di licenziamento è di 8 dipendenti; mentre nel secondo sono aperte le procedure per dimezzare gli organici: 5 su 10 dipendenti.

“Solo con il nuovo anno – spiegano i segretari della Federazione Industria Enzo Merlini (CSdL) e Giorgio Felici (CDLS) – sarà possibile fare una mappa aggiornata delle aziende in difficoltà. Intanto una prima risposta va data sul fronte degli ammortizzatori sociali, con un adeguamento delle risorse ed un ampliamento degli interventi a sostegno dei lavoratori”.

Ma non basta. “Per arginare l’onda della crisi -concludono – è necessario un ampio sforzo di cooperazione tra governo, sindacato e forze imprenditoriali. Uno sforzo orientato allo sviluppo e alla realizzazione di politiche economiche in grado di promuovere e incoraggiare nuove investimenti produttivi e occupazionali”.

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