Federico Pedini Amati (Psrs) sugli ‘inguaiati’

Che il sistema Sammarinese abbia fatto acqua e faccia acqua da tutte le parti è sotto gli occhi di tutti, ma quel che è più grave è che non tutti gli attori politici Sammarinesi vogliano prendere atto di questo. L’impostazione della San Marino retta su alcuni capisaldi del passato è completamente saltata, e sotto un certo punto di vista, è solamente un bene per la nostra Repubblica, soprattutto per l’onorabilità del popolo Sammarinese e per l’imprenditoria sana che oggi cerca di sopravvivere in qualche modo. Detto questo, oggi ci si trova a dover fronteggiare situazioni gravissime sotto l’aspetto della criminalità organizzata, molto più gravi ed intricate di quanto ognuno di noi si sarebbe mai potuto immaginare in passato. Per contrastare tali fenomeni molto è stato fatto per quanto riguarda la legislazione Sammarinese in questo senso, ma molto altro dovrà essere ancora fatto. La malavita organizzata è composta anche è soprattutto dai così detti “ colletti bianchi “, che cercano e cercheranno sempre di più, di infiltrarsi nel tessuto sociale, economico e “ forse politico “ con l’ausilio di teste di legno e faccendieri insospettabili pronti a tutto per ottenere laute ricompense in termini economici e clientelari in generale. Tutto questo, la San Marino della trasparenza, del
cambio di passo, della certezza delle regole, della moralità intesa come valore vero e non abusato, della onestà intellettuale, e più in generale della legalità, non se la può più permettere. Per questi motivi e non solo, la classe politica Sammarinese, oggi deve essere in prima fila nel dare un messaggio chiaro ed inequivocabile sul voler perseguire e debellare il fenomeno del malaffare diffuso, laddove presente e accertato, anche il connubio “ politica – affari “, che non può più, a mio avviso, intimorire un paese e un tessuto economico e soprattutto non può più tirarne le fila e dettarne le regole. Il malaffare, che non significa per forza malavita organizzata, nella nostra piccola Repubblica è un tessuto nascosto, difficile da combattere perché alle volte anche radicato e introdotto nei posti nevralgici delle leve del nostro Stato, dove molti “ gregari “ hanno sempre operato, dietro un aspetto apparentemente estraneo al politico di riferimento, ma molto più vicino di quanto noi ci immaginiamo, se non addirittura in molti casi, in simbiosi o in vere e proprie società occulte. In questo senso mi unisco al coro di quanti, politici e non, con coraggio, alzano la testa e soprattutto combattono in prima fila, ognuno nel proprio ambito e ognuno nel proprio ruolo, fatti che quotidianamente vengono riportati su organi di informazione, che se veri, gettano fango e dipingono un paese di corrotti e corruttori che nessuno di noi ha mai pensato di voler creare o che comunque la stragrande maggioranza dei Sammarinesi ha mai pensato di voler lasciare ai propri figli. Se è vero quindi, che ci sono indagini in corso, si parla addirittura di 18 rogatorie ferme su personaggi illustri e o addirittura qualche politico, se ci sono nella sostanza, fatti accertati di situazioni legate al malaffare o comunque illecite, è bene una volta per tutte che queste vengano fuori e che chi ha commesso dei reati si assuma le propri responsabilità. Non mi permetto di dare sentenze o fare condanne sommarie, ma voglio stimolare coloro i quali da sempre lavorano dall’altra parte della barricata rispetto al malaffare, nel continuare nel proprio operato sempre e comunque facendo emergere i fatti reali, siano essi leciti siano essi illeciti. Non mi scandalizzo quando sento che le indagini possono coinvolgere anche dei politici, mi indigno però fortemente all’idea che queste indagini possano fare emergere fatti illeciti che coinvolgono questi ultimi. Per concludere penso che ogni cittadino sia uguale di fronte alla legge e debba essere giudicato allo stesso modo, siano essi cittadini non politici, siano essi politici. La San Marino del domani, purtroppo, passerà anche da qui.
Consigliere della Repubblica di San Marino
Federico Pedini Amati

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