FINANZE. BILANCIO 2012, ALL’1.30 DEL MATTINO L’OK DELL’AULA Agenzia Dire-Torre1

La lunga maratona consiliare sul bilancio previsionale 2012 si e’ conclusa con una sorta di
armistizio tra maggioranza e parte dell’opposizione a notte inoltrata. Il progetto di legge, votato all’1.30 di questa mattina, ha infatti incassato 33 voti favorevoli, 19 contrari e
tre astenuti. Il Patto ha insomma fatto breccia in qualche consigliere di opposizione, vuoi anche per la disponibilita’ mostrata verso alcuni emendamenti del Partito dei socialisti e
dei democratici, del Partito socialista riformista sammarinese e dell’Unione per la Repubblica. Isolata invece Sinistra unita, che non ha appoggiato neanche l’emendamento del Psd al piano di sviluppo accolto a larga maggioranza.
Ma non sono tutte rose per il Patto. Qualche spina ben appuntita c’e’ date le critiche interne espresse. Il consigliere di Alleanza popolare, Alberto Selva, per esempio, auspicando una
“rivoluzione copernicana” per la Repubblica, si e’ detto “non molto soddisfatto dal bilancio”. Mentre Clelio Galassi della Democrazia cristiana e’ stato particolarmente critico sulla
patrimoniale, “una tassa iniqua”.
Il segretario di Stato per le Finanze, Pasquale Valentini, poco prima della votazione, ha sottolineato che “l’obiettivo di contenere il deficit e’ in parte riuscito”, dicendosi “orgoglioso
con il governo, la maggioranza e buona parte del Consiglio, per la predisposizione del piano strategico che continua l’impegno preciso per la domanda di prospettiva che il Paese chiede”. E poi un appello ai colleghi: “Diamo corso alla richiesta di cambiare il modo di fare politica”. Il capogruppo Dc, Luigi Mazza, in dichiarazione di voto, ha messo in luce come siano cambiati i
rapporti politici, “l’anno scorso c’e’ stato un muro contro muro, quest’anno c’e’ la consapevolezza di dare risposte al Paese”.
Il democratico cristiano e’ stato confortato nella sua convinzione dal capogruppo del Psd, Claudio Felici: “C’erano aspettative forti sul piano di sviluppo e con il nostro emendamento che ha trovato una larga condivisione e’ cambiato qualcosa nelle relazioni politiche. Esiste una
prospettiva condivisa da raggiungere. Non e’ la nostra finanziaria, ma confermiamo l’impegno a lavorare”. Piena disponibilita’ al confronto anche da parte del Psrs, con il capogruppo Paolo Crescentini a ribadire comunque che “l’inasprimento fiscale non e’ la strada, servono nuove entrate e i nostri emendamenti erano una valida alternativa. Questa finanziaria non ci convince”.
Decisamente critico, infine, Alessandro Rossi di Su: “Tutti i cittadini sono stati messi sullo stesso piano, onesti e non onesti. La maggioranza non lo e’ piu’ nel Paese e non ha un
progetto di sviluppo alternativo. Anche l’opposizione perde, sui contenuti e sulla politica. Il bilancio e’ in perdita e senza interventi strutturali”.

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