Forum San Marino-Italia: adeguare la normativa e rendere appetibile il Titano

Bongiorno: il segreto bancario? Un asset da riconsiderare.

San Marino, 20 febbraio 2009 – Adeguare la normativa internazionale non significa rinunciare al segreto bancario anche se occorre valutare ciò che il segreto bancario comporta per la reputazione internazionale di San Marino.
Questi, in sintesi, i principali elementi emersi durante il Forum “Repubblica di San Marino e Italia: rapporti tra Stati ed adeguamento del quadro normativo”, svoltosi oggi nella Repubblica del Titano, all’indomani della decisione dell’Istituto delle Banche Popolari di non procedere con il blocco dei servizi di pagamento per le banche sammarinesi che sarebbe scattato il 3 marzo prossimo.
Il Forum ha visto la partecipazione di illustri relatori, moderati da Carmen Lasorella (Direttore di San Marino RTV), tra i quali Valerio De Molli (Managing Partner, The European House-Ambrosetti); Nicola Rossi (Economista; Membro del Senato della Repubblica, Italia); Luca Mezzetti (Professore di Diritto Costituzionale, Università di Bologna); Enrico Amati (Docente di diritto penale e processuale, Università di Udine); Nicola Mazzacuva (Ordinario di Diritto Penale, Università di Bologna; Avvocato penalista); Giulia Bongiorno (Avvocato Penalista; Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Italia) e con gli interventi del Segretario di Stato alle Finanze della Repubblica di San Marino, Gabriele Gatti e del Segretario di Stato agli Affari Esteri della Repubblica di San Marino, Antonella Mularoni.

Valerio De Molli, (Managing Partner, The European House-Ambrosetti e Presidente dell’Advisory Board San Marino “Innovare e competere per il futuro”) ha presentato la realtà economica di San Marino che vanta un PIL pro-capite a prezzi correnti di € 40.403 con un tasso di incremento medio annuo del +5,66%. Una realtà che “genera ricchezza a favore dell’Italia” attraverso investimenti diretti (221,7 milioni di €), il reddito dei lavoratori frontalieri (130 milioni), consumi delle famiglie sammarinesi (122,7 milioni), importazioni (2,47 miliardi) e le ricadute positive del turismo (10 milioni). Relativamente al futuro della finanza sammarinese, De Molli ha sottolineato la necessità di “individuare un modello di sviluppo del sistema finanziario” basato su “elementi di distintività”, impegnato in “una sera azione di repressione dell’illegalità” che non contrasta con la “difesa del segreto fiscale e del regime di fiscalità agevoltata”.

Nel corso del suo intervento, Giulia Bongiorno ha sottolineato l’importanza della sentenza della Corte di Cassazione dello scorso dicembre anche per quanto espresso in materia di relazioni tra i due Stati.
Insieme al riconoscimento del nuovo atteggiamento di san marino, nel corso dell’intervento, ha avanzato una “proposta paracadute”, in “un’ottica propositiva”, una soluzione di tipo politico che sappia “valutare quanto, quello che è considerato un asset come il segreto bancario, pesi rispetto alla valutazione che viene dall’esterno” ed, eventualmente, valutarne una forma alternativa. Il problema, per Bongiorno, “non nasce dal segreto bancario nell’ottica penale, ma è legato al segreto bancario riguardo alla propria clientela”.

In conclusione, il Segretario di Stato alle Finanze della Repubblica di San Marino, Gabriele Gatti, ha sottolineato la necessità di “un atto di serietà nel riconoscere le responsabilità” e ha posto come obiettivo “l’uscita dalla procedura rafforzata e l’ingresso a settembre nella white list”. Sul segreto bancario, Gatti ha dichiarato che “dobbiamo preservare il nostro sistema ed insieme essere rigorosi nei confronti dell’illegalità”. Gatti ha inoltre ipotizzato un possibile futuro accordo tra le Banche centrali dei due Paesi “per far si che ci possa essere una maggiore collaborazione ma anche la possibilità di avere altri importanti istituti di credito”.

Il Segretario di Stato agli Affari Esteri della Repubblica di San Marino, Antonella Mularoni, ha distinto il piano del diritto da quello della politica, esprimendo l’eventuale disponibilità a “rinegoziare la convenzione del ’91” e la necessità di lavorare in collaborazione con gli altri Stati, in un’ottica di dimensione internazionale, per “presentare un sistema paese credibile e appetibile”. Infine, il Segretario Mularoni ha dichiarato che “se vogliamo lavorare con le banche italiane dobbiamo rispettare la legge antiriciclaggio italiana”.

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