Giochi sempre più rovinosi a San Marino

gioconews.it

San Marino, la Diamond concede il bis

  Anna Maria Rengo

Un 2011 ricco di novità e di inaugurazioni per la sala giochi Diamond di San Marino. Se ad aprile era infatti stato tagliato il nastro della poker room, questo pomeriggio alle ore 18,30 aprirà ufficialmente i battenti la ‘nuova’ sala slot, oggetto in queste settimane di interventi di ampliamento e di ristrutturazione. Tutto questo per fare spazio a nuove macchine (35 quelle di fresco arrivo, tra cui le note e attraenti slot dedicate a Sex and the City), ma anche per dotare di un nuovo e più fresco layout la sala.
“Questo è solo il primo intervento riguardante la sala slot – spiega a Gioconews.it il direttore generale della Giochi del Titano spa, Salvatore Caronia – in quanto entro la fine del 2011, massimo inizio 2012, contiamo di portare compimento i lavori riguardanti la realizzazione di un ulteriore spazio da dedicare alla clientela, con servizio bar e altri accessori”. In totale, lo spazio destinato ai giochi nella sala Diamond è pari a 1.500 metri quadrati: 450 di essi sono occupati dalla poker room.
 
I lavori di ampliamento/rifacimento della sala sono costati circa 700mila euro: “Abbiamo voluto farlo in riscontro ai dati che già alla fine del 2010 mostravano un significativo incremento degli ingressi, peraltro confermato anche nel 2011, visto che a oggi siamo al 22 percento in più rispetto all’anno passato. Abbiamo perciò voluto accontentare la nostra clientela, evitando per esempio che durante i week end o in altri periodi di punta, qualcuno debba fare la fila per avere una slot sulla quale giocare. Non possiamo dimenticare inoltre che dobbiamo essere pronti a fronteggiare la concorrenza italiana”.
Ma gli ingenti investimenti effettuati nel 2011, prima sulla poker room e poi sulla sala slot, allontanano la possibilità di un trasferimento della sede?
“I lavori sono stati decisi assieme alla proprietà seguendo la logica di dare una risposta all’aggressione che c’è sul mercato sia da parte dei giochi virtuali che di quelli fisici. È evidente che non potevamo rimanere fermi ma l’ipotesi di una sala dove ci sia uno spazio anche per eventi e intrattenimenti (tuttora mancante nonostante gli interventi di ampliamento) resta in essere ed è anzi fondamentale. Un trasferimento, anche se e quando la proprietà lo autorizzerà, richiederà tempi lunghi, perlomeno ventiquattro mesi, e non potevamo restare in ogni caso fermi per tutto questo tempo. Abbiamo dunque cercato di mettere insieme una condizione ottimale, effettuando gli investimenti minimi ma necessari per restare all’altezza della situazione”.

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