Giorgio Felici (CDLS): tempo di scelte per contrastare la crisi economica

“Non è più tempo di rimandare le scelte, l’esecutivo deve intervenire a sostegno di chi produce ricchezza”. Giorgio Felici, segretario industria della CDLS, è intervenuto sul quotidiano La Voce per richiamare l’attenzione sugli effetti delle crisi globale e i venti di recessione che stanno colpendo le economie di tanti Paesi.

A far suonare l’allarme in Repubblica sono state le richieste di licenziamento che in questi giorni sono piombate sul tavolo della CSU. “Noi siamo disponibili a costruire un percorso con il nuovo governo, perché il mondo economico, quello reale, ha bisogno di provvedimenti immediati ed efficaci e di un rapporto dinamico fra istituzioni e parti sociali”, afferma Giorgio Felici, ricordando che sul tavolo ci sono sempre le richieste di espansione che una decina di aziende storiche da diversi anni stanno perorando.
“Ci sono delle priorità – continua il segretario della Federazione Industria – nella fattispecie le necessità di circa 350 imprese che producono reddito e ricchezza a vantaggio del Paese. E che hanno bisogno di sostegno, specie in momenti come questi”.

In casa sindacale la sensazione infatti è che alle imprese che hanno già dichiarato di voler chiudere e licenziare se ne aggiungeranno a breve delle altre. Lo si deduce dall’aumento del ricorso alla Cassa integrazione. Inoltre pure a San Marino si risente della stretta sulla liquidità. Afferma Felici: “Le piccole aziende che lavorano con le banche italiane ne stanno già risentendo”. Imprese che si rivolgono oltre-confine perché da parte degli istituti sammarinesi ci sono “criteri più rigorosi nell’elargire i crediti”.

Così fatto il quadro della situazione, sono almeno tre gli interventi che secondo la parte sindacale vanno messi in campo, “senza perdere tempo”. Il primo, “da due anni in attesa di essere attualizzato”, sugli ammortizzatori sociali. “Non risolverà il problema, ma avrà il pregio di tamponare la situazione e parificherà il trattamento fra i lavoratori frontalieri e quelle samamrinesi”. Altro punto fondamentale, l’estensione della cassa integrazione ordinaria a tutti quei settori che ne sono sprovvisti. Vedi quello dei servizi che occupa circa 2000 addetti.
Terza misura, “mettere mano alla legge sull’edilizia sovvenzionata, ovvero i mutui prima casa”.
Ci sono almeno due lacune da colmare: la prima sui ritardi nei finanziamenti per i quali si arriva ad aspettare fino a un anno e mezzo per vedersi erogare la somma, con un grande potere discrezionale delle banche; la seconda sulla cifra che lo Stato mette a disposizione, oggi insufficiente (fino a 130mila euro per le coppie under 35 anni e fino a 103mila euro per i single under 35 anni)”.

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