Giovani all’estero: da San Marino a Berkeley. L’esperienza di Fabio Pazzini

Dal centro uffici dei Tavolucci al campus di Berkeley il passo è breve. Può apparire insolito, ma è così.

Fabio Pazzini, 23 anni, giovane sindacalista dell’Usl, studente sammarinese all’ultimo anno di giurisprudenza presso l’Università di Bologna, ha colto la palla al balzo ed ora sta trascorrendo un periodo di studio presso il campus universitario di Berkeley, la più antica e la più importante tra le dieci Università della California.

 

Fabio, passare da una realtà di circa 30.000 abitanti ad uno dei campus più prestigiosi del mondo, con migliaia di studenti provenienti di ogni nazionalità, deve essere stato un bel “salto”… 

“Non posso che confermare Luca, anche se considerati i circa 35.000 studenti dell’Università di Berkeley posso dire di essermi traferito da un piccolo Stato ad un altro.
Scherzi a parte, l’atmosfera internazionale è palpabile. Risiedendo nell’International House del Campus, ho avuto effettivamente modo di conoscere studenti provenienti dai cinque continenti: un impatto forte, stimolante”.

La realtà del campus universitario è spesso descritta dalla filmografia americana con toni sopra le righe e goliardia. Qual è il vero ambiente che si respira?

“Dopo circa un mese di permanenza, senza poter esprimere un giudizio assoluto, devo dire che lo studio, l’impegno e, perchè no, una sana competizione tra studenti sono gli ingredienti che la fanno da padrone nel campus. Durante la settimana le biblioteche sono aperte sino a tardi e sempre occupate da centinaia di studenti. Accanto a questa realtà, esiste anche il fenomeno delle greeks, le confraternite, ed in particolare nei weekend, la realtà non è cosi distante dall’immagine dei telefilm americani. Come dire, prima il dovere poi il piacere”.

Quali sono le differenze che hai notato tra l’impostazione universitaria statunitense e quella italiana?

“La grande differenza sta, secondo me, nell’importanza che viene attribuita all’istituzione: in Italia troppo spesso ci si dimentica del valore fondamentale della formazione e della ricerca, e l’intero sistema universitario ne risulta screditato e indebolito, pur con alcune ottime Università.
Dopo un mese, non posso che esprimere un giudizio positivo sulla realtà americana: strutture impeccabili, professori di fama internazionale, il valore aggiunto di un campus vasto e con tutti i servizi possibili. Qui è bello sentirsi studenti”. 

Nel presentarti come “un cittadino della Repubblica di San Marino” immagino che tu abbia notato curiosità nei confronti di una realtà così piccola come la nostra.

“Vero. Di fatto, una buona parte degli studenti che ho conosciuto non erano al corrente dell’esistenza della nostra Repubblica, e tantomeno della sua posizione geografica. Ma certamente il fatto di provenire da un Paese tanto piccolo suscita una spontanea curiosità nell’interlocutore: ho dovuto rispondere a tante domande sulla nostra cultura, l’economia, i prodotti tipici. Alla fine l’unico consiglio che mi sento sempre di dare è di passare dalle nostre parti e poter testare con i proprio occhi la bellezza di San Marino”.

Al termine del periodo di Overseas (periodo di studio in paesi extraeuropei e in Russia, ndr) dovrai rientrare in patria… Pensi che un domani il tuo futuro possa essere stabilmente all’estero? Vedi pochi sbocchi occupazionali per i giovani di San Marino?

“Domanda interessante. Certo non nascondo che provare un esperienza internazionale del genere un po’ ti cambia e alimenta la voglia di scoprire il mondo. Dopo la laurea, probabilmente un’ulteriore esperienza all’estero è un obiettivo che sento di inseguire, magari in Asia. Mi aspetta tanta gavetta. Per il futuro, non si può mai dire, ma escludo una carriera a San Marino. Come tanti altri giovani sammarinesi che si stanno formando, penso sia una questione  di opportunità, di stimoli.
Per rispondere alla seconda domanda, devo dire che, dopo quasi due anni di collaborazione con un Organizzazione Sindacale, il tema del lavoro mi è molto caro.
E mi tengo aggiornato sulla situazione occupazionale: i dati appena presentati dalla Segreteria al Lavoro certo non sono incoraggianti.
La situazione attuale e le prospettive future sembrano indirizzarsi verso una fase di stallo nelle assuzioni, che andrà a ricadere pesantemente in particolare su giovani di medio-alta formazione.
Fondamentale è essere pronti ad un eventuale occupazione all’estero, non solo in Italia”.

In Repubblica ultimamente si parla spesso di sviluppare un polo universitario, aumentando l’offerta dei corsi di laurea. Pensi che possa essere una strategia vincente?    

“Indubbiamente la creazione di un polo universitario solido ed appettibile rappresenta un passaggio importante per la Repubblica di San Marino, al di là degli evidenti benefici a livello economico che deriverebbero dal poter ospitare una comunità universitaria sul nostro territorio, in termini di turismo, ristorazione ed esercizi commerciali.
Lo sviluppo dell’Università di San Marino è fondamentale, e chissà un giorno anche la nostra Università potrà stipulare accordi scambio con prestigiose Univerisità nel mondo, sarebbe un    punto di svolta fondamentale per la formazione di noi giovani ed in generale per il futuro della Repubblica”.

 


 

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