Giovani italiani e stranieri al servizio della comunità

È iniziata la scorsa settimana l’avventura del servizio civile per 13 ragazzi stranieri, tra i 18 e i 28 anni, provenienti da Albania, Brasile, Turchia, Cina, Bulgaria, Romania e residenti o domiciliati nel territorio provinciale. Cosa possibile grazie ad un Bando regionale di Servizio civile che, contrariamente a quello nazionale, apre ogni anno l’esperienza anche a cittadini stranieri.

Tre i progetti in cui questi volontari sono impegnati. Uno, chiamato ‘Seconda generazione 2009’, è promosso da Arci Servizio Civile ed impegna 8 ragazzi in azioni di integrazione, sostegno e tutoraggio scolastico per i bambini stranieri. Nel progetto della comunità Papa Giovanni XXIII, intitolato ‘Permesso di partecipazione’, invece, 3 ragazzi operano all’interno delle strutture ‘La capanna di Betlemme’ per le persone senza fissa dimora e la ‘Casa per le ragazze’, con compiti di assistenza, animazione e mediazione culturale. Infine, 2 giovani sono impiegati nel progetto ‘Il ponte delle relazioni’ della Caritas Diocesana facendo servizio con i bambini italiani e stranieri nei progetti di doposcuola, mensa dei poveri e mediazione culturale.

A questi ragazzi vanno aggiunti i 148 coetanei di cittadinanza italiana, che hanno iniziato il servizio civile il primo ottobre. Tra questi, i 45 che avevano fatto domanda per il servizio civile all’estero partiranno a dicembre per progetti di cooperazione internazionale gestiti dall’associazione Papa Giovanni XXIII nei paesi del Sud del mondo. I rimanenti 103 saranno invece impegnati sul territorio in progetti di assistenza a minori, anziani e disabili, di promozione alla pace e all’intercultura, di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, promossi dagli enti locali e dalle associazioni del territorio.

I volontari italiani e stranieri seguiranno lo stesso percorso formativo sul servizio civile, lavoreranno fianco a fianco nelle sedi di attuazione dei progetti e insieme si confronteranno con la realtà locale e i bisogni delle fasce più deboli della popolazione.

L’obiettivo del servizio civile, in entrambi i casi, è valorizzare le potenzialità dei giovani italiani e stranieri, favorire la consapevolezza del loro ruolo sociale permettendo loro di acquisire competenze spendibili per il loro futuro lavorativo.

L’impegno per i giovani civilisti è di 25 ore per gli stranieri e di 30 ore per gli italiani, con un rimborso mensile di 360 euro nel primo caso e 433 euro nel secondo.

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