Giuliano Giardi: ‘L’ospedale di guerra della Repubblica di San Marino’

In occasione della riunione conviviale dello scorso martedì, il Rotary Club San Marino ha ospitato come relatore il dott. Giuliano Giardi, ex primario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Stato e autore della pubblicazione “L’ospedale di guerra della Repubblica di San Marino”
“Quello che ha fatto San Marino nella I Guerra Mondiale, realizzando un ospedale di guerra sul fronte italo-austriaco, è una delle opere più qualificanti della Repubblica negli ultimi secoli della sua storia”. Sono parole del dottor Giuliano Giardi, per 35 anni stimato primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale di stato, ma anche appassionato cultore di studi umanistici. L’interesse per la storia, in particolare, è un sicuro retaggio della sua formazione presso il nostro Liceo classico. Non a caso – in occasione della presentazione ai soci del Rotary del libro L’ospedale di guerra della Repubblica di San Marino – Giardi ha esordito con la citazione di una frase di un altro medico e studioso di storia, Giuseppe Penso: “La medicina è la più larga apertura verso il sapere umano”. La medicina è anche e soprattutto una scienza umana. La storia delle malattie costituisce, spesso, un punto di vista prezioso per osservare e capire meglio la grande Storia, quella che racconta i fatti della politica, della società e della cultura.
Solo con questo presupposto si può leggere ed apprezzare fino in fondo la pubblicazione del dott. Giardi. Innanzitutto il preciso e puntuale racconto della costituzione di un ospedale da campo sammarinese sul fronte veneto-friulano della Grande Guerra: una struttura mobile, che dall’ottobre del 1917 al dicembre del 1918, cambiò ben 6 postazioni tra Monfalcone, Treviso, Mestre e Gorizia. Sono stati oltre 3.000 i malati ospitati. Uno di loro era un sottotenente dell’esercito americano, ferito dall’esplosione di un proiettile di mortaio. Si chiamava Ernest Hemingway! Dal resoconto dell’attività dell’ospedale, Giardi ha poi allargato il suo punto di vista ed ha saputo fornire il prezioso ritratto di un’epoca. E’ stato capace di raccontare l’insospettabile vicinanza della Repubblica di San Marino ai fatti del primo conflitto mondiale. L’eco della Grande Guerra arrivava ben distinto anche sul Titano, se è vero che a pochi km di distanza si svolgevano le operazioni navali dell’Adriatico. Fu creato un Comitato pro Fratelli italiani combattenti, attraverso il quale il nostro paese sosteneva le truppe al fronte con vestiario, vettovaglie ed equipaggiamento militare. Alcuni sammarinesi partirono addirittura come volontari, sollecitati da un “manifesto-proclama” di Giuliano Gozi che non era in sintonia con la nostra secolare neutralità e che irritò, inevitabilmente, le autorità dell’Austria. Gli anni tra il 1915 e il 1918 furono anni terribili per i concittadini emigrati in quel paese: decine di loro, maschi in età di servizio militare, furono infatti trattenuti nel campo di concentramento di Katzenau.   
F.Gasperoni

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