GOVERNO. PDCS: SULLA CRISI TECNICAMENTE TUTTO E’ POSSIBILE Agenzia Dire-torre1

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VERTICE DI 3 ORE IN V.DELLE SCALETTE, GATTI: DECIDIAMO COL PATTO
La Democrazia cristiana ci ragiona su. Medita. E aspetta. La lunga riunione di questo pomeriggio, oltre tre ore, dalle 13 alle 16.30, della direzione e del gruppo consigliare del primo partito di maggioranza non ha dato grandi certezze in via delle Scalette. A livello ufficiale il Pdcs e’ unito e aspetta di conoscere la presa di posizione dell’esecutivo e di cio’ che rimane del Patto. Ma i malumori e le posizioni sono sicuramente diversi. “Abbiamo preso atto della scelta da parte di Nps e Moderati di ritirare la delegazione di governo, ora ne discuteremo all’interno dell’esecutivo del Patto”, afferma a caldo il presidente Teodoro Lonfernini, sottolineando come “tecnicamente sia ancora tutto possibile”.
Mentre a livello politico le cose stanno diversamente.
Certo, Ap ha puntato i piedi e vorrebbe portare a casa almeno questo Consiglio e dunque la riforma tributaria. Un obiettivo a livello ufficiale condiviso dagli scudocrociati. Ma forse proprio
solo a livello ufficiale. “Decideremo con gli altri partiti” informa il segretario Marco Gatti. E la riunione del Patto, con assenti i “traditori”, e’ in corso, in concomitanza con quella del
congresso di Stato. “Vedremo le ipotesi degli alleati e le decisioni del congresso di Stato”, ribadisce Gatti annunciando un’altra riunione del partito e di avere nominato “un’ampia
delegazione per seguire la crisi”, costituita da segretario, presidente, presidente dei giovani, capogruppo, i quattro membri di governo, il vice segretario e tre membri della direzione
(Filippo Tamagnini, Gabriele Gatti e Clelio Galassi).
La riunione del primo pomeriggio ha affrontato i motivi della scelta di Nps e Moderati. Sicuramente ha inciso l’accelerata sul Psd, che ha spaventato i partiti piu’ piccoli, timorosi di
perdere peso in chiave futura. Ma a detta di altri membri del partito sarebbero saltati fuori i soliti giochi della politica.
Ora si aspetta di capire come intenda muoversi la quasi ex maggioranza, anche se le elezioni a molti paiono l’unico sviluppo possibile.

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