gruppo donne “Brave!”: “Non solo economia”

Il rispetto delle disposizioni impartite, che limitano al massimo i contatti sociali, costituisce al momento la misura più efficace che conosciamo per contrastare la diffusione del virus. Tuttavia, questa necessaria misura, se protratta nel tempo potrebbe avere ripercussioni pesanti sulla salute in particolare delle fasce più deboli della popolazione, fra cui gli anziani a cui solitudine, isolamento, mancanza di movimento e di vicinanza degli affetti potrebbero causare depressione fino alla precoce non autosufficienza.

Le misure intraprese finora hanno comportato una grande responsabilizzazione della popolazione che ha risposto in maniera collaborativa e coscienziosa. Superato il periodo di emergenza, crediamo sia arrivato il momento in cui lo Stato debba assumere parte delle responsabilità, senza per questo volere necessariamente arrivare all’allentamento delle misure di contenimento.

Chiediamo una messa in sicurezza di tutta la cittadinanza che non comporti il sacrificio dei deboli, ma che raggiunga l’obiettivo attraverso l’utilizzo degli strumenti e delle conoscenze scientifiche disponibili.

Riteniamo fondamentale, per una migliore comprensione, accettazione e applicazione dei provvedimenti restrittivi o di comportamento, che si provveda ad un costante e mantenuto contatto con la cittadinanza attraverso i mezzi ad essa accessibili. Le informazioni dovrebbero essere, utili, pratiche, chiare, comprensibili ed univoche e non limitarsi ad un bollettino. Il tema delle distanze e della formazione a questo punto deve sostituire quello dell’isolamento.

Abbiamo impressione che le misure di quarantena non siano applicate in maniera lineare né con uno scopo chiaramente illustrato alle persone interessate, riversando nuovamente sui cittadini le responsabilità di eventuali contagi. Chiediamo che le misure restrittive di quarantena siano applicate in maniera chiara e ragionata, la cui ratio sia spiegata alla comunità, i cui obbiettivi siano precisi e condivisi con i cittadini interessati direttamente.

L’obbligo di utilizzo dei dispositivi in sé ha poco senso: guanti e mascherine sono introvabili, se utilizzati male sono dannosi, se non se ne spiega il valore e la necessità sono solo un costo aggiuntivo alle famiglie, che devono orientarsi fra speculazioni sui prezzi, improvvisazioni e scelte fra prodotti poco adatti e poco efficaci. Sarebbe utile fossero distribuiti alla cittadinanza dei kit con i dispositivi di cui hanno bisogno in modo da garantire a tutti l’accesso a prodotti adeguati e di qualità.

Auspichiamo siano valutate tutte le azioni da compiere, che prendano in considerazione di concerto istanze di salute pubblica, economia e aspetti sociali, che siano frutto di una ragionata valutazione e integrazione degli aspetti di sicurezza con quelli economici e con quella dei valori dei rapporti sociali, mitigati, modulati ma non negati. Che a tal fine tutti gli aspetti di prevenzione (distanziamenti, DPI, igiene e così via) siano integrati da diagnosi e terapie precoci, screening di massa periodicamente ripetuti e dalle moderne tecnologie di monitoraggio al fine di sapere con certezza dove il virus alberghi e in questo modo isolarlo ed eliminarlo, permettendo in sicurezza al resto della popolazione di muoversi.

In sostanza siamo del parere che una gestione partecipata, chiara, condivisa e nettamente trasparente faciliterebbe l’adesione alle misure preventive necessarie, siano esse restrittive delle libertà di movimento o riguardino la condivisione di dati personali, per una graduale riapertura delle attività relazionali e non solo economiche.

Auspichiamo infine che la lezione non venga dimenticata. Abbiamo compreso quanto la salute pubblica sia importante per la vita di una comunità. Esistono altri fattori che mettono in pericolo la salute pubblica, silenti perché mostrano i loro effetti nel lungo periodo. Non abbassiamo la guardia ma perseveriamo nella lotta all’inquinamento ambientale e ai cambiamenti climatici, non facciamo passi indietro sulla questione dei rifiuti e sulle produzioni sostenibili. Non schiacciamo l’acceleratore della ripresa dell’economia ad ogni costo, se il costo è la devastazione del pianeta. Supportiamo la filiera di prossimità per la comunità, agevoliamola anche con la semplificazione burocratica, incentiviamo i virtuosi, affinché siano prevenute tragedie epocali future.

Crediamo che tutto ciò sia dovuto non soltanto all’economia ma anche ai nostri cittadini tutti.

 

BRAVE!

Maddalena Amici

Margherita Amici

Gabriella Biordi

Chantal Carlini

Donatella Comandini

Sara Conti

Miriam Farinelli

Patrizia Pellandra

Francesca Piergiovanni

Liliana Righi

Katia Savoretti

Tiziana Ugolini

Mara Valentini

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