I consigli di Studio Ambrosetti a San Marino, ignorati

Le giornate organizzate a Cernobbio alla fine della scorsa settimana da Studio Ambrosetti richiamano alla mente le tre occasioni di analisi e proposte per la Repubblica di San Marino, messe a punto al Kursaal, dallo stessa organizzazione, capitanata da Valerio De Molli.

San Marino potrebbe ancora ricavare, da quelle giornate sammarinesi, stimoli importanti, validi anche dopo la crisi finanziaria mondiale e quella dei rapporti italo-sammarinesi.
Alcuni spunti, anzi, sono diventati, per così dire, ancor più interessanti, visto il venire meno di altri.

Ad esempio, il bilinguismo.
Non è possibile impostare una economia facente leva sulla internazionalizzazione della economia sammarinese se non si realizza il
bilinguismo italiano-inglese.

Ad esempio, un Guggenheim Museum sul Titano.
De Molli ci ha provato a lanciare l’idea. Sbilanciandosi anche a promettere in qualche modo un suo impegno. Un Guggenheim Museum a San Marino sarebbe sufficiente a risollevare il turismo sammarinese nonché, in un colpo solo, la immagine di San Marino. A fianco – sarebbe il massimo – potrebbe starci
una iniziativa come Scientiae Park, consulente Luciano Maiani, il sammarinese a capo del Cnr.

Ad esempio, De Molli, aveva insistito anno dopo anno, sulle
telecomunicazioni, che costituiscono, un handicap per lo sviluppo del Paese.
Ma nessun politico ha condotto una vera battaglia per porre fine agli oligopoli, che si sono spartiti il settore con la logica dei feudi medioevali.

 

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