I finti poveri a San Marino. Jeffrey Zani, La Tribuna Sammarinese

Jeffrey Zani di  La Tribuna Sammarinese:  Gli assegni integrativi vengono incassati anche da chi possiede case e auto di lusso: le norme non ne tengono conto / Finti poveri: l’Iss prepara un ufficio ispettivo, ma per stanare i furbetti servono nuove leggi / Pasini: in altri Paesi per l’accesso ai servizi sociali non si guarda solo a quanto si guadagna ma anche ai beni posseduti

Per smascherare i finti poveri, quelli che riescono a incassare gli assegni integrativi familiari nonostante le auto di lusso e gli appartamenti (come emerso nell’inchiesta pubblicata lunedì su Tribuna), servirebbero leggi diverse, in grado di concentrare l’attenzione dei controllori sul tenore di vita e non solo sul reddito dichiarato. E’ questa, in sintesi, la medicina proposta dall’Iss, l’istituto dal quale nel 2009 sono usciti gli oltre 900mila euro relativi ai contributi pensati per i più poveri ma finiti anche nelle tasche di chi, in fondo, non se la passava poi così male. Non solo il reddito “In altri Paesi – spiega Paolo Pasini, direttore generale dell’Iss – l’accesso ai servizi sociali avviene dietro una valutazione che non guarda solo alla contribuzione dei tributi, ma anche alle condizioni di vita”, dei soggetti interessati, alle quali si risale verificando anche “il possesso di beni mobili e immobili”. A stabilire le condizioni con cui si possono ottenere o meno gli aiuti, comunque, sono le leggi: “Per mettere in rete un sistema del genere – prosegue Pasini – servirebbero diversi provvedimenti legislativi”. L’Iss, precisa, mette in campo una serie di controlli che riguardano tutte le forme di assistenza sociale previste: da quelle legate alla famiglia alla disoccupazione, comprese le altre forme di sussistenza esistenti sul Titano. “Su queste questioni – allerta il direttore generale – è necessario avere un livello ispettivo che verifichi se determinate situazioni sono quelle che riteniamo debbano essere”.  

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