I referendum creano tensioni nella maggioranza a San Marino

I referendum stanno creando ulteriori tensioni nella maggioranza di governo della Repubblica di San Marino formata da Partito dei Socialisti e dei Democratici, Alleanza Popolare, Sinistra Unita e Democratici di Centro.
Si tratta di una maggioranza già instabile, a poco più di tre mesi dalla costituzione, per l’emergere di franchi tiratori.
Un recente motivo di contrasto è rappresentato dai
quattro referendum sui quali si vota il 16 marzo: tre riguardano i rapporti di lavoro ed uno la riduzione delle preferenze nelle elezioni politiche da tre a una.
Il Psd ha deciso di invitare a votare ‘no’ per tutti e quattro i referendum.

Solo Ddc, fra i partiti della maggioranza, ha seguito la stessa linea del Psd, cioè quella dei quattro ‘no’.

Ap ha proposto di votare ‘no’ ai tre referendum sul lavoro mentre non fornirà indicazioni per il referendum sulla preferenza unica.

Su ha deciso di invitare a votare ‘sì’ per i referendum sul lavoro e, probabilmente, non darà indicazione per il referendum sulla preferenza unica.

Si legge su La Tribuna Sammarinese: ‘fallisce dunque il tentativo del Psd di imporre la propria linea agli alleati. Un fallimento che la dirigenza del Psd ha preso molto male. Ieri i vertici del partito erano letteralmente furiosi con Ap. I due partiti sono ormai ai ferri corti e non sorprenderebbe se a breve si arrivasse a una rottura definitiva‘.

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