Il decreto paradisi fiscali aggrava lo scudo fiscale anche per San Marino

Era stato stimato da Studio Ambrosetti che il prossimo scudo fiscale italiano avrebbe al più sottratto al sistema finanziario di San Marino (dodici banche
e sessanta tra finanziarie, fiduciarie, società di gestione, compagnie d’assicurazioni), una somma pari a 4,6 miliardi di euro.
Però il decreto emesso ieri dal Consiglio dei Ministri italiano con una specifica parte riguardante i paradisi fiscali, potrebbe costringere ad una valutazione ancor più pessimistica.
Infatti il decreto ‘dispone che gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti in Paesi black list … si presumono costruiti mediante redditi sottratti a tassazione‘ (Marco Piazza, IlSole24Ore).

Secondo Piazza ‘l’intervento … appare preparatorio a una nuova edizione dello scudo fiscale.‘.

La suddetta tesi è confermata da un trafiletto di IlGiornale.it: ‘la norma … appare decisa in preparazione del nuovo ‘scudo fiscale’, cioè il rientro a pagamento dei capitali esportati illecitamente, che dovrebbe essere approvato dal governo al termine della discussione in sede europea e al G8‘.
Insomma il fatto che le ‘attività detenute nei ‘paradisi fiscali’ vengano equiparate a redditi sottratti alla tassazione (salvo prova contraria)‘ potrebbe indurre ad avvalersi della scappatoia dello scudo fiscale anche soggetti che, visto anche quanto accaduto nelle due edizioni precedenti, non ne avrebbero avuto intenzione.
Si aggiunga poi il deterrente della costituzione di una
unità della Guardia di Finanza ad hoc, con possibilità di operare anche fuori dall’Italia.

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